Sabato 6 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

26 maggio 2002
Domanda 26 maggio 2002
26 Mag 2002
Oggetto: Trasmissione lettere di contestazione
Allego alla presente e-mail le raccomandate che sono stato costretto ad inviare alla Wind per alcuni "disguidi" relativi ad un contratto telefonico Wind e ad una linea ADSL Infostrada.
Spero che la mia esperienza possa essere utile a tutti i Vs. Associati.
Colgo l'occasione per complimentarmi per la Vs. attività di tutela contro i soprusi ed inviarVi i miei più cordiali saluti. Spett.le
Wind Telecomunicazioni S.p.A. Via C. G. Viola n. 48 00148 Roma
e p.c. Spett.le Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Centro Direzionale di Napoli Is. B5 80143 Napoli
e p.c. Spett.le ADUC Associazione per i Diritti dei Consumatori Via Cavour n. 68 50129 Firenze
e p.c. Spett. le Altroconsumo via Valassina, 22 20159 MILANO
e p.c. Spett. le UNC Unione Nazionale Consumatori Via Duilio n. 13 00192 Roma
Napoli, 25 maggio 2002
Oggetto: Contratto telefonico Wind cod. cliente n. xxxx.
Formulo la presente per stigmatizzare l'oscuro e subdolo comportamento dei Vs. "partners" commerciali e dei loro rappresentanti nell'attività di promozione dei contratti telefonici e della "trasparenza" delle informazioni dagli stessi fornite.
Premetto che, agli inizi del 2000, ho sottoscritto, tramite la società TeamWork, un contratto "WindOffice Fisso" per l'utilizzo dei servizi offerti dal gestore telefonico Wind con le linee telefoniche del mio studio legale identificate con i numeri Telecom 081.xxxxxxxxxxxxx.
Le tariffe applicate in virtù di tale contratto erano quelle indicate nell'allegato "D" alla proposta tecnico - economica, che accludo in calce alla presente, e precisamente
Locali
L. 50,00
Regionali
L. 170,00
Nazionali
L. 190,00
Cellulari Wind
L. 250,00
Cellulari altri operatori
L. 450,00
Sul finire del 2001, sono stato contattato dal sig. Domenico Caruso, consulente telecomunicazioni di TeamWork, che voleva propormi un contratto nuovo, a suo dire, molto più conveniente del precedente che prevedeva, tra l'altro, la convergenza della telefonia fissa con una rete mobile costituita da almeno quattro "sim" (schede telefoniche da inserire nei cellulari dei titolari e dei collaboratori dello studio legale) la cui attivazione, per altro, era obbligatoria.
Nel propormi la sottoscrizione del nuovo contratto telefonico, il Vs. promotore mi ha anche fornito dalle tabelle, che allego alla presente, (a margine delle quali lo stesso sig. Caruso ha vergato di suo pugno alcuni indicazioni esplicative) con l'indicazione delle tariffe per le linee del telefono fisso e precisamente:
Locali
L. 29,04
Regionali
L. 135,54
Nazionali
L. 135,54
Cellulari Wind
L. 251,72
Cellulari altri operatori
L. 425,98
Poiché il volume del traffico in uscita dal mio telefono cellulare e da quello dei miei soci e collaboratori non era (e non è tuttora) molto elevato (infatti l'importo per le telefonate di tutte e quattro le "sim" per il periodo 1.1.02 - 28.2.02 di cui alla prima fattura è, complessivamente, pari a soli € 10,48), ho manifestato forti perplessità sulla attivazione delle "sim" di cui non avevo alcuna necessità e sulla cui convenienza nutrivo rilevanti dubbi e per le quali, oltretutto, avrei dovuto pagare la tassa di concessione governativa che, usando poco il telefono, è solo un obolo periodico e gratuito all'Ufficio delle Finanze ma a fronte delle mie incertezze il sig. Caruso ha prontamente evidenziato la notevole convenienza delle tariffe relativamente alla rete fissa per le locali e le nazionali (senza, ovviamente, far rilevare che, invece, per le chiamate ai cellulari le tariffe erano, rispetto al precedente profilo, di poco superiori, ma non è questo il problema) e che, complessivamente, il nuovo contratto poteva comportare un, sia pur lieve, abbassamento dei costi rispetto a quello precedente.
In assenza di canoni (del cui pagamento, ovviamente, non è stato fatto cenno alcuno), effettivamente, poteva esserci un risparmio e, pertanto, mi sono lasciato blandire dall'offerta del promotore di TeamWork.
Quando, però, ho ricevuto la prima fattura, la n. xxxxxxxxxx, emessa il 6.5.02, ho scoperto (cosa che, come detto, il sig. Caruso si era ben guardato dal puntualizzare) che il nuovo contratto (di cui, peraltro, non mi è mai stata fornita una copia) comporta il pagamento di ben quattro canoni: due di € 24,00 e di € 12,61 per la telefonia mobile e due di € 40,00 e di € 25,08 per la telefonia fissa.
I mie ripetuti tentativi di contattare il sig. Caruso hanno tutti avuto il medesimo, fallimentare, esito: il sig. Caruso o non c'era oppure era "in riunione".
Nonostante abbia sempre comunicato il motivo della telefonata raccomandandomi di riferire al sig. Caruso affinché mi potesse richiamare, tali richieste non hanno avuto alcun esito e, pertanto, preso atto che per il sig. Caruso e per la TeamWork o non esisto oppure, avendo già sottoscritto tutti i contratti che potevano sottopormi, non sono più appetibile e non merito, quindi, neppure una telefonata, ho contattato direttamente la Wind al 1928.
La gentile telefonista che mi ha risposto, che, se non ricordo male, si chiama Francesca, dopo aver contattato la TeamWork mi ha assicurato che un loro tecnico sarebbe venuto immediatamente al mio studio per risolvere al meglio la questione e che avrebbero provveduto ad inviarmi una copia del contatto.
Purtroppo nulla di tutto ciò è accaduto: a distanza di due settimana non solo non ho ricevuto la visita di alcun tecnico ma nessuno si è degnato - anche solo - di telefonarmi o - quanto meno - di trasmettermi la copia del contratto.
Ogni commento è superfluo; il comportamento tenuto dai Vs. rappresentati - ne converrete, spero - è, a dir poco, censurabile.
Ciò che mi preme sottolineare è che uno dei motivi che ha spinto me (e, credo, molti altri consumatori) ad utilizzare Wind come operatore telefonico è stata proprio la circostanza che la stessa si presentava come una società innovativa e dinamica pronta ad aggredire il mercato con atteggiamenti "cristallini" (i.e. assenza di scatto alla risposta e indicazione dei prezzi comprensivi dell'IVA) in aperta rottura rispetto ai deplorevoli modi di fare del "vecchio monopolista" e che tali, vorrei eufemisticamente definirle, "cadute di stile" non fanno certo bene all'immagine della Vs. società.
Mi auguro che, nel più breve tempo possibile, provvederete a contattarmi al fine di pervenire ad una soddisfacente soluzione della questione e, nella speranza di non dovere adire la competente Autorità Giudiziaria onde ottenere la risoluzione del contatto ai sensi dell'art. 1427 c.c. ed il risarcimento dei conseguenti danni, Vi invio i miei più cordiali saluti. Spett.le
Wind Telecomunicazioni S.p.A. Via C. G. Viola n. 48 00148 Roma
e p.c. Spett.le Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Centro Direzionale di Napoli Is. B5 80143 Napoli
e p.c. Spett.le ADUC Associazione per i Diritti dei Consumatori Via Cavour n. 68 50129 Firenze
e p.c. Spett. le Altroconsumo via Valassina, 22 20159 MILANO
e p.c. Spett. le UNC Unione Nazionale Consumatori Via Duilio n. 13 00192 Roma
Napoli, 25 maggio 2002
Oggetto: Contratto ADSL Infostrada n. xxxxxxxxx.
Formulo la presente per manifestare il mio assoluto stupore ed il più totale disappunto in relazione alle modalità di gestione del contratto in oggetto.
Sul finire del 2001, sono stato contattato dal sig. Domenico Caruso, consulente telecomunicazioni di TeamWork, per propormi di stipulare un contratto con l'operatore Infostrada per la connessione ad internet mediante una linea ADSL che, a suo dire, avrebbe funzionato benissimo, velocizzando enormemente i collegamenti e con costi, peraltro, molto convenienti.
Pochi giorni prima avevo ricevuto l'offerta che Telecom Tramite la Cassa Forense aveva proposto a tutti gli avvocati: la Telecom offriva l'attivazione gratuita a chi sottoscriveva il contatto entro la fine dell'anno ed un canone di lire 83.000 + IVA mensili comprensive del canone di locazione del modem ADSL.
L'offerta di Infostrada era analoga: il sig. Caruso mi ha precisato che non ci sarebbero stati costi di attivazione e che, oltretutto, il canone sarebbe stato gratuito fino al 31.03.2002.
Nella proposta di contratto da inviare ad Infostrada, ho trovato conferma della gratuità del canone fino al 31.3.2002 ma, essendo, espressamente indicato un contributo di attivazione pari a 207 euro + IVA, ho provveduto a contattare il sig. Caruso il quale mi ha, ancora una volta, confermato che tale contributo non era dovuto.
Conseguentemente ho compilato la proposta di contratto ed ho provveduto a trasmetterla a mezzo telefax al sig. Caruso sottolineando, nel foglio di trasmissione, che, alla luce di quanto dallo stesso più volte precisatomi, non era mia intenzione di pagato alcun tipo di contributo di attivazione.
Per inciso, Vi sottolineo che il contratto è stato trasmesso al sig. Caruso con telefax del 5.2.o2 ma che la linea ADSL è stata attivata solo verso la fine del mese di marzo, quando, ahimè, il periodo gratuito era già quasi integralmente decorso e che, comunque, da allora gli "inconvenienti tecnici" si sono susseguiti con una frequenza veramente straordinaria di tal che, paradossalmente, sono stati più i giorni in cui non era possibile collegarsi ad internet rispetto a quello in cui, invece, la connessione è stata attiva.
Con la ricezione del la fattura n. xxxxxxxxx, relativa al periodo 8.2.20 - 31.3.02, poi, vengo a scoprire di dover pagare 52 Euro per non meglio precisati contributi e 53,58 Euro per "canoni".
Se non ho capito male, non solo mi viene addebitato un contributo che, espressamente, il rappresentante di Infostrada aveva escluso (ed al cui mancato pagamento, con la trasmissione della proposta contrattuale, avevo esplicitamente condizionato la conclusione del relativo contratto) ma, addirittura, devo pagare un canone che nella proposta di contratto (si badi bene predisposta unilateralmente da Infostrada) è, espressamente, indicato come gratuito e, oltretutto, relativo ad un servizio del quale non ho potuto usufruire (e. si badi bene, non certo per mancanza di volontà da parte mia ma unicamente perché la diligente società fornitrice del servizio, per ragioni che mi sono ignote e che non so spiegarmi, ha impiegato quasi due mesi per attivare la linea ADSL e per inviarmi il relativo modem).
A fronte di situazioni come quella appena descritta, mi domando sempre se tali "disguidi" non siano in qualche modo voluti contando sulla circostanza che la distrazione e gli impegni (grandiosi alleati) possano far "sfuggire" al controllo i pagamenti non dovuti; mi darete atto, spero, che tale dubbio appare, quanto meno, legittimo.
In ogni caso (dando per scontate le più cristalline intenzioni e presumendo la totale buona fede da parte della Vs. società) debbo ritenere che le persone cui affidate la Vs. rappresentanza non sono all'altezza della situazione oppure che le "distrazioni" nella predisposizione delle fatture siano imputabili a disguidi interni.
Quale che ne sia la ragione, l'immagine che sembra vogliate darVi di una società giovane che tenta di imporsi sul mercato come innovativa, efficiente ed in grado di competere, grazie al proprio dinamismo ed alla mentalità concorrenziale, con il vecchio e stanco monopolista costretto - poverino - a ricorrere a grigi sotterfugi pur di mantenere la propria - ormai sempre più risicata - fetta di mercato, ne risulta totalmente compromessa.
Alla luce di quanto sopra, posto che il pagamento avviene tramite banca, Vi invito a voler imputare le somme che indebitamente avete richiesto, sulle future fatture a titolo di pagamento del solo costo del canone, precisandoVi che, in mancanza, mi vedrò costretto ad adire la competente autorità giudiziaria al fine di ottenere la restituzione dell'indebito ed il risarcimento del relativo danno.
Vi comunico, sin d'ora la mia volontà di recedere dal contatto in oggetto e, comunque, di non volerlo più rinnovare alla sua naturale scadenza riservandomi ogni azione legale in relazione agli inadempimenti contrattuali sopra evidenziati.
Cordiali saluti.

Risposta ADUC
la ringraziamo della lettera, inviataci per conoscenza, che si consiglia d'inoltrare per raccomandata A/R dettando un termine entro cui adempiere a quanto richiesto.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →