Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 maggio 2002
22 Mag 2002
Gentile Associazione,
Vi invio la presente e-mail per chiedere il Vs parere in merito ad un fatto accadutomi nel marzo 2001 e per il quale ritengo di aver subito un'ingiustizia.
Ho acquistato in un negozio di Bassano del Grappa (VI) un paio di pantaloni marca Jeckerson.
Dopo averli indossati due volte li ho lavati in lavatrice, seguendo le istruzioni, ma l'etichetta posteriore in pelle ha perso colore rovinandomi i pantaloni.
Ho provveduto ad informare il negozio di quanto accaduto.
Il negoziante si è reso disponibile alla sostituzione, previa visione degli stessi da parte della ditta produttrice, la quale, constatato il fatto ha concesso (dopo circa 15/20 gg.) la sostituzione.
Purtroppo anche per il secondo paio il primo lavaggio ha dato lo stesso risultato; mi sono recata nuovamente al negozio amareggiata restituendo i pantaloni e chiedendo il rimborso della somma di lire 180.000 pagata.
La commessa del negozio ha provveduto a ritirare i pantaloni asserendo che non poteva restituire i soldi, ma che potevo usufruire di un buono sconto per lo stesso importo se avessi effettuato un qualsiasi altro acquisto di abbigliamento da loro venduto.
Dopo essermi recata svariate volte presso il predetto negozio, che dista circa 15 Km dalla mia abitazione, cercando qualcosa che potesse piacermi e che avesse un costo pari al buono in mio possesso e non trovando nulla di mio gradimento, in data 19 maggio 2002 ho richiesto nuovamente la restituzione della somma o almeno un nuovo paio di pantaloni Jeckerson.
A questa mia richiesta la titolare mi ha risposto che purtroppo non vende più la suddetta marca Jeckereson ed ha ribadito la sua impossibilità, per motivi fiscali, a restituirmi la somma di denaro.
Vi chiedo pertanto la Vostra consulenza nell'indicarmi se ho diritto a riavere i miei soldi o se sono obbligata a comperare qualcosa di diverso da quella che era la mia intenzione iniziale.
Vi prego, inoltre, se fosse valida l'ipotesi della restituzione del denaro quali azioni posso intraprendere per fare valere quello che ritengo sia un mio diritto.
Restando in attesa di ricevere Vostre notizie colgo l'occasione per ringraziarVi anticipatamente.
Gentile Associazione,
Vi invio la presente e-mail per chiedere il Vs parere in merito ad un fatto accadutomi nel marzo 2001 e per il quale ritengo di aver subito un'ingiustizia.
Ho acquistato in un negozio di Bassano del Grappa (VI) un paio di pantaloni marca Jeckerson.
Dopo averli indossati due volte li ho lavati in lavatrice, seguendo le istruzioni, ma l'etichetta posteriore in pelle ha perso colore rovinandomi i pantaloni.
Ho provveduto ad informare il negozio di quanto accaduto.
Il negoziante si è reso disponibile alla sostituzione, previa visione degli stessi da parte della ditta produttrice, la quale, constatato il fatto ha concesso (dopo circa 15/20 gg.) la sostituzione.
Purtroppo anche per il secondo paio il primo lavaggio ha dato lo stesso risultato; mi sono recata nuovamente al negozio amareggiata restituendo i pantaloni e chiedendo il rimborso della somma di lire 180.000 pagata.
La commessa del negozio ha provveduto a ritirare i pantaloni asserendo che non poteva restituire i soldi, ma che potevo usufruire di un buono sconto per lo stesso importo se avessi effettuato un qualsiasi altro acquisto di abbigliamento da loro venduto.
Dopo essermi recata svariate volte presso il predetto negozio, che dista circa 15 Km dalla mia abitazione, cercando qualcosa che potesse piacermi e che avesse un costo pari al buono in mio possesso e non trovando nulla di mio gradimento, in data 19 maggio 2002 ho richiesto nuovamente la restituzione della somma o almeno un nuovo paio di pantaloni Jeckerson.
A questa mia richiesta la titolare mi ha risposto che purtroppo non vende più la suddetta marca Jeckereson ed ha ribadito la sua impossibilità, per motivi fiscali, a restituirmi la somma di denaro.
Vi chiedo pertanto la Vostra consulenza nell'indicarmi se ho diritto a riavere i miei soldi o se sono obbligata a comperare qualcosa di diverso da quella che era la mia intenzione iniziale.
Vi prego, inoltre, se fosse valida l'ipotesi della restituzione del denaro quali azioni posso intraprendere per fare valere quello che ritengo sia un mio diritto.
Restando in attesa di ricevere Vostre notizie colgo l'occasione per ringraziarVi anticipatamente.
Risposta ADUC
a fronte di un vizio di produzione, quale si presume essere presente sui pantaloni, c'e' il diritto alla sostituzione oppure al rimborso.
Il punto e' che, avendo lei accettato la possibilita' del buono, non puo' ora avanzare richieste di rimborso. O meglio, potrebbe chiederlo formalmente, ma se ricevesse una risposta negativa dovrebbe recarsi o in commissione di conciliazione, presso la Camera di Commercio, o dal Giudice di Pace, e fare decidere la questione agli organi competenti.
Il punto e' che, avendo lei accettato la possibilita' del buono, non puo' ora avanzare richieste di rimborso. O meglio, potrebbe chiederlo formalmente, ma se ricevesse una risposta negativa dovrebbe recarsi o in commissione di conciliazione, presso la Camera di Commercio, o dal Giudice di Pace, e fare decidere la questione agli organi competenti.
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