Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

21 maggio 2002
Domanda 21 maggio 2002
21 Mag 2002
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Gentilissima ADUC
Sono un giovane artigiano, in attività da circa un anno.
Vi scrivo per chiedervi se potreste darmi un aiuto per poter risolvere un problema che riguarda la mia azienda.
In data 06/05/2002 ricevo in azienda un consulente della BLUE DIRECT srl via Panciera ,7 31100 Treviso, che venne a propormi di acquistare un pacchetto internet, comprensivo di software e di un computer portatile.
Questa persona nel propormi tele pacchetto mi disse che il costo complessivo di tutto, sarebbe stato di EURO 641,00.
In buona fede, firmai il contratto di acquisto. Dopo che la consulente andò via, io lessi con molta calma il contratto e mi accorsi che, la cifra reale di acquisto non corrispondeva realmente a EURO 641,00 ma bensì a EURO 3992,50 + IVA.
Accortomi di aver subito una "truffa", ritenni opportuno telefonare la BLUE DIRECT per annullare il contratto e successivamente Le inviai un fax.
Avendo fatto disdetta di tale contratto la BLUE DIRECT mi chiede di pagare una penale pari a EURO 1282,00.
Avendo sintetizzato il mio problema, vorrei prendere contatti con Voi per dare maggiori particolari e ricevere dei consigli a tale proposito.

Risposta ADUC
la questione e' presto detta: posto che le contestazioni devono comunque essere eseguite per raccomandata A/R ed non tramite fax, di per se' il contratto e' stato legittimamente sottoscritto ed e' cosi' valido, senza facolta' di recesso, in quanto lei non ha firmato come consumatore bensi' come professionista.
Conseguentemente, l'unica possibilita' che le resta per contestare e' di presentare una denuncia per truffa nei confronti dell'agente che l'ha indotta alla firma -e dovrebbe pero' supportare quanto sostiene con delle testimonianze di terzi- e conseguentemente contestare la validita' di un contratto basato su un vizio sostanziale come la mancanza di volonta', diffidando dal reiterare dette indebite richieste e -se necessario- rivolgendosi in giudizio (al giudice di pace.
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