Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 maggio 2002
Domanda 20 maggio 2002
20 Mag 2002
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............richiesta u r g e n t e di un consiglio per una grave questione entro il 22/05/2002 data di un importante udienza riguardante un sequestro.
Mia madre ed anche la mia famiglia, hanno urgente bisogno di consigli su una questione molto grave, entro il 22/05/2002 data di un udienza che può distruggere una famiglia.
Vado a spiegare i fatti.
Mio padre e mia madre sono soci al 25% ciascuno di una società nome collettivo s.n.c. Che è stata fra le più potenti nella propria regione. (Gli altri due soci, sono il fratello di mio padre, se così lo si può definire, e la sua ==gentile== consorte).
La ditta in questione possedeva immobili che sul mercato sono stati valutati più di 12.000.000.000 12 miliardi di lire. Questa società aveva dei debiti verso i fornitori e le banche per un totale di 4.800.000.000.
Sono capitati nell'arco degli ultimi dieci anni una marea di compratori, disposti ad acquistare parte degli immobili, in modo tale da realizzare la cifra per coprire tutti i debiti che gravavano sulla società... Ma mio zio si è sempre opposto alla vendita, perchè le sue folli ambizioni miravano al mantenimento dello stabile più richiesto a livello =nazionale= facendo saltare addirittura un affare gia concluso nello studio di un notaio. Affare che oltre a salvare l'azienda e i posti di lavoro della gente che prestava i suoi esperti servizi, presso tale società, apportava alla società un budget finanziario attivo non indifferente, permettendo all'azienda di poter investire nella produzione in modo tale da riportare la struttura ad un livello tale da riacquistare potenza a livello industriale, ristabilendo un equilibrio solido e evitando di far perdere il posto a otto persone che oramai facevano parte della famiglia e impegnavano tutta loro "anima" per far si che la ditta rendesse al meglio.
Dopo questa pazzia, sono susseguite una marea di altre offerte astronomiche.
La situazione un giorno si fece drastica e le banche diedero un ultimatum per un immediato rientro, anche parziale.
Mio zio continuò a non voler vendere l'immobile della salvezza, e preferì far vendere un blocco di appartamenti di proprietà di sua moglie, del valore di un miliardo di lire.( Cifra che non ha risolto un bel niente, visto che la ditta continuava a pagare la media di 1.000.000 -1.300.000 lire di interessi al giorno).
Al momento della vendita degli immobili di mia zia, mio zio pretese che i miei genitori firmassero una scrittura privata che diceva: se dovessero essere venduti immobili appartenenti alla ditta, mia moglie avrà diritto al rimborso della somma che ha prestato all'azienda, per salvarla momentaneamente dal fallimento. Mia madre (socia) si rifiutò di firmare tale documento in quanto non capiva il motivo di dover vendere o meglio "gettare" un immobile che avrebbe rimandato il tragico destino dell'azienda soltanto momentaneamente, quando esisteva la reale possibilità di salvare la ditta con la vendita di un solo immobile. Vendita alla quale era l'unico a opporsi.
Arrivò il giorno del fallimento, e pagati tutti i debiti della ditta, non ci crederete ma i fornitori hanno riscosso pure gli interessi per il tardato pagamento, e sono avanzati pure 85.000 160.000 centosessantamila euro da spartire fra i soci e una piccola parte di colonica appartenuta a mio nonno attualmente di proprietà di mia madre. Questo dimostra il grosso valore degli immobili di proprietà della ditta, che seppur venduti ad un asta fallimentare non solo sono bastati per coprire tutte le spese dei debiti, ma pure quelle superflue del curatore e di altre spese burocratiche per circa 2.200.000.000 che se non fosse venuto il fallimento sarebbero rimasti della ditta, e sono pure avanzati. Un fallimento così ridicolo non lo aveva mai visto nessuno. Siamo la barzelletta della città.
Adesso che dobbiamo spartire il rimanente, mio zio si oppone e ci fà causa perchè ha in mano un documento firmato che riconosce il credito che mia zia ha nei confronti dell'azienda e vorrebbe fare un sequestro di tutto ciò che è avanzato compreso la porzione di casa di mia madre nella quale siamo tornati dopo il fallimento perchè non abbiamo neppure un tetto. Ma le conseguenze le ha volute mio zio, e noi abbiamo la testimonianza dei potenziali acquirenti passati che confermano il fatto di aver perso l'affare per colpa di un rifiuto di mio zio.
Il bello viene ora.... Su questo documento che mia madre non ha firmato mio zio ha apportato la *****firma falsa di mia madre***** visibilmente e palesemente fatta da lui.
Per aiutare i miei genitori ho dovuto aprire una ditta che ha operato senza capitale iniziale e il ricavato completo serviva per non far morire di fame la mia famiglia, così non potendo pagare i fornitori mi trovo nei guai e il poter incassare quei soldi e sbloccare la casa mi salverebbe la vita... Cosa devo fare? Aiutatemi vi prego con un consiglio

Risposta ADUC
siamo solo un'associazione di consumatori, il quesito che lei pone e' decisamente troppo elevato per le nostre competenze, oltre ad esulare completamente dalla materia che trattiamo. Inoltre, e' una questione troppo seria per essere liquidata con due parole e senza atti. Forse, conviene richiedere, se possibile, un rinvio e presentarsi con un legale. Sicuramente, buona parte della contestazione si basa sulla totale falsita' della firma e dunque dell'inesistenza del titolo su cui si basa la pretesa. Occorrerebbe pero' che fosse stata presentata denuncia penale.
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