Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 maggio 2002
Domanda 17 maggio 2002
17 Mag 2002
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA_TELECOM.............Spett.le
Telecom Italia
Fax: 800267 404
p.c.: ADUC
[email protected]
15/05/2002
Oggetto: Richiesta restituzione importi non dovuti
Mi riferisco alla Vs lettera di accompagnamento alla fattura n° xxxxx del 30/04/02, in cui testualmente si dice:
" desideriamo innanzitutto darle il benvenuto tra i nostri Clienti, ci auguriamo che quanto le abbiamo fornito risponda alle sue esigenze in termini di prodotti/servizi di telecomunicazioni e sia in linea con le sue aspettative in termini di qualità"
Resto allibito per quanto accaduto come qui di seguito riporterò, tanto da avere l'impressione che non c'è nessuna relazione tra quanto il Vs "Servizio Clienti" dice di fare e quanto effettivamente accade.
Trovandomi assolutamente impotente nel gestire gli eventi, chiedo all'ADUC (Associazione per i Diritti degli utenti e dei consumatori), che mi legge in copia, cosa debbo fare per difendermi da voi :"Telecom Italia".
· In data 16/06/2000 Vi ho chiesto via fax la rescissione del contratto ISDN, secondo le modalità comunicatemi telefonicamente dal Vs "Servizio Clienti", a seguito della rimozione del computer a cui era collegata la linea e, quindi, a seguito dell'effettiva cessazione dell'utilizzo dello stesso terminale. Detta richiesta nel vostro "Data Base" risulta acquisita in data 19/06/2000. Dal "Servizio Clienti" venivo informato che la rescissione del contratto avrebbe avuto effetto dal 01/07/2000.
· In data 18/09/2000 provvedevo a sollecitare via fax il ritiro del modem. Detto sollecito nel vostro "Data Base" risulta ugualmente da Voi acquisito in data 18/09/2000.
· Vista l'inefficacia dei contatti telefonici con il vs. "Servizio Clienti", oramai esasperato, in data 05/10/2001 provvedevo a reiterare la richiesta di rescissione del servizio ISDN con raccomandata A/R e, questa volta, anche dei servizi aggiuntivi quale "Teleconomy no stop". Dalla ricevuta di ritorno risulta che detto servizio è stato da voi ricevuto il 12/10/2001.
· Dato che null'altro di nuovo accadeva se non l'inesorabile invio delle fatture inclusive dell'importo del servizio ISDN, provvedevo a richiedere ad altro operatore "Wind" il servizio di preselezione automatica, nella speranza di porre termine, oramai cliente di altro operatore, all'addebito di un servizio non più usufruito.
· La richiesta aveva buon esito con effetto dal 19/11/2001, come da Vs. comunicazione del 21/11/2001, ma la fatturazione del servizio ISDN continuava inesorabilmente ad essere applicata.
· Nel periodo natalizio 2001, sperando che contatti umani potessero avere più efficacia di quelli telefonici, ho trovato un amico di un dipendente Telecom Italia, che è riuscito ad entrare in contatto con alcune persone del "Servizio Clienti", le quali, indagando, hanno verificato a sistema che tutto era accaduto come sopra descritto. Detto signore mi rassicurava che nei prossimi giorni tutto si sarebbe sistemato e che quanto pagato in più sarebbe stato regolarmente rimborsato. Conservo copia della stampa del risultato dell'interrogazione a terminale.
· Avendo la domiciliazione bancaria delle Vostre fatture, queste venivano "sfortunatamente" pagate direttamente dalla mia banca (l'unica cosa regolare in questo pasticcio). Non ritrovandomi la lettera di incarico data a suo tempo alla mia banca per la domiciliazione, la banca stessa si è trovata in difficoltà ad annullarla, per cui, nell'attesa di rintracciare la suddetta lettera, non ho bloccato i pagamenti che sono stati, pertanto, effettuati regolarmente.
· Nulla è cambiato fino ad Aprile 2002 quando, dopo reiterati tentativi telefonici con il "Servizio Clienti", veniva finalmente prelevato rimosso il "famigerato" modem.
Ma, con l'eliminazione del modem si sono verificati altri fatti sconcertanti.
a) mi sono state addebitate le "spese di installazione linea" (61, 98 Euro)
b) sono tornato ad essere cliente, al cento per cento, di Telecom Italia;
c) continuo a pagare a Wind il servizio "Flat";
d) pago a prezzo pieno anche a Telecom Italia ogni telefonata che faccio ogni volta che mi dimentico di digitare il codice di preselezione, almeno fino a quando, dopo nuova richiesta, verrà riattivato il servizio di preselezione automatica
e) fortunatamente, è scaduta la domiciliazione delle fatture presso la mia banca.
f) alla richiesta al vostro "Servizio clienti" del significato del nuovo addebito con fattura xxxxxxx, venivo rassicurato che "Telecom Italia" era alle prese con un problema dalla difficile soluzione :"Come rimborsare il fatturato e pagato ma non dovuto"
Premesso quanto sopra, "mia cara Telecom Italia" vi comunico quanto segue:
1) spero che la richiesta di preselezione automatica venga evasa immediatamente.
2) non pagherò la Vs. fattura (purtroppo l'unica non domiciliata) xxxxxx né le eventuali successive finché non avrò ricuperato quanto di mia spettanza relativo ai pagamenti non dovuti nonché ai relativi interessi;
3) vi diffido dal disconnettere, per presunta morosità, il collegamento del mio telefono, qualora i vostri rimborsi dovessero tardare tanto da far scattare altre vs fatture che ovviamente non pagherò. Se ciò si verificasse sarei costretto ad adire alle vie legali.
4) vi richiedo l'immediata restituzione dei pagamenti in eccesso da me effettuati in relazione alle fatture qui di seguito elencate (ove ho specificato le quote per ISDN e numero aggiuntivo), oltre ai relativi interessi, salvo quant'altro l'ADUC riterrà sia nel mio diritto richiedere.

Risposta ADUC
l'informiamo che in caso dovesse omettere il pagamento delle fatture, subirebbe il distacco della linea: a nostro avviso non e' una mossa giusta. Inoltre, strascicare per anni le situazioni e' deleterio e controproducente. Occorre provveda a concludere definitivamente la questione. Invii una messa in mora -molto piu' succinta- a Telecom, tassativamente tramite raccomandata A/R, rilevando le varie inadempienze, intimando di provvedere a quanto richiesto entro 15 gg ed avvisando che in difetto adira' le vie legali. Rimasta disattesa la richiesta, si rivolga tempestivamente al giudice di pace ed intenti un contenzioso.
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