Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
10 maggio 2002
10 Mag 2002
Subject: Strada privata di pubblico transito
Abito a Roma, in una strada privata di pubblico transito.
La strada in oggetto è aperta al pubblico transito da oltre 20 anni, e sul sedime stradale sono stati installati nel 1975 i pali della luce comunali, non ci sono marciapiedi.
Per essere precisi esiste una servitù di passaggio - atto registrato nel 1952, trattasi di una larghezza di m. 4.00 da destinare al pubblico passaggio, in realtà la strada misurata con strumenti elettronici misura m.3.95, e i pali della luce comunali furono installati addirittura a m 3.60 senza nessuna protezione, non esistono marciapiedi per transito pedonale, la strada non ha un'adeguata segnaletica stradale. Il Comune di Roma dopo avermi approvato una DIA per l'esecuzione di un piccolo marciapiede a protezione del mio accesso alla mia abitazione, in quanto ero impedito dal parcheggio di autoveicoli, nonostante siano trascorsi oltre 60gg della legge sul silenzio assenso, lo stesso abbia fatto verificare da Vigili Urbani chiamati a verificare se tutto in regola da condomini contrari all'opera edile che sporge di m 0,40 sul suolo stradale, lo stesso Comune di Roma mi diffida alla realizzazione di una costruzione che è stata approvata e controllata in rispetto delle leggi vigenti da loro stessi, solamente perché è stato presentato un esposto nei miei confronti e portato all'attenzione dell'Ufficio Tecnico l'Atto di Servitù di passaggio del 1952 dove si fa riferimento ai citati m. 4.00 da destinare a libero passaggio. Se così fosse, allora dovrei chiedere l'abbattimento di tutta la fascia, compresi i pali della luce comunali che sono all'interno dei m. 3.95.
In realtà secondo me, la strada è ormai per usucapione del Comune di Roma.
Recentemente, il Comune di Roma Municipio 7 ha rilasciato la determinazione dirigenziale per il Passo Carrabile a dei condomini che ne hanno fatto richiesta.
La mia domanda è la seguente:
E' vero che trascorsi 20 anni dall'utilizzo del Pubblico Transito, e dalla realizzazione di un'opera "irreversibile" (quali pali della luce comunali), il suolo interessato viene acquisito dal Demanio Pubblico?
Preciso che non c'è stata a suo tempo nessuna opposizione o rivalsa da parte del proprietario della strada. A pochi metri dal tracciato stradale in oggetto, esiste una scuola elementare e materna , quindi di interesse pubblico.
Un paio di condomini stanno cercando assensi per chiedere al Comune di Roma la chiusura della strada, perché non vogliono regolarizzare , dopo l'intervento dei Vigili Urbani, il Passo Carrabile per dei cortili che utilizzano impropriamente per parcheggiare autoveicoli. Possono farlo?
E quelle persone che hanno richiesto e ottenuto il Passo Carrabile, i quali hanno affrontato diverse spese progetto, tassa COSAP, assegnazione numero civico del cancello, possono chiedere di non far chiudere la strada.
Perché nonostante il Comune percepisce la COSAP, non ha ancora in programma la manutenzione di questa strada? O meglio riconosce la proprietà quando pare e piace a loro.
Subject: Strada privata di pubblico transito
Abito a Roma, in una strada privata di pubblico transito.
La strada in oggetto è aperta al pubblico transito da oltre 20 anni, e sul sedime stradale sono stati installati nel 1975 i pali della luce comunali, non ci sono marciapiedi.
Per essere precisi esiste una servitù di passaggio - atto registrato nel 1952, trattasi di una larghezza di m. 4.00 da destinare al pubblico passaggio, in realtà la strada misurata con strumenti elettronici misura m.3.95, e i pali della luce comunali furono installati addirittura a m 3.60 senza nessuna protezione, non esistono marciapiedi per transito pedonale, la strada non ha un'adeguata segnaletica stradale. Il Comune di Roma dopo avermi approvato una DIA per l'esecuzione di un piccolo marciapiede a protezione del mio accesso alla mia abitazione, in quanto ero impedito dal parcheggio di autoveicoli, nonostante siano trascorsi oltre 60gg della legge sul silenzio assenso, lo stesso abbia fatto verificare da Vigili Urbani chiamati a verificare se tutto in regola da condomini contrari all'opera edile che sporge di m 0,40 sul suolo stradale, lo stesso Comune di Roma mi diffida alla realizzazione di una costruzione che è stata approvata e controllata in rispetto delle leggi vigenti da loro stessi, solamente perché è stato presentato un esposto nei miei confronti e portato all'attenzione dell'Ufficio Tecnico l'Atto di Servitù di passaggio del 1952 dove si fa riferimento ai citati m. 4.00 da destinare a libero passaggio. Se così fosse, allora dovrei chiedere l'abbattimento di tutta la fascia, compresi i pali della luce comunali che sono all'interno dei m. 3.95.
In realtà secondo me, la strada è ormai per usucapione del Comune di Roma.
Recentemente, il Comune di Roma Municipio 7 ha rilasciato la determinazione dirigenziale per il Passo Carrabile a dei condomini che ne hanno fatto richiesta.
La mia domanda è la seguente:
E' vero che trascorsi 20 anni dall'utilizzo del Pubblico Transito, e dalla realizzazione di un'opera "irreversibile" (quali pali della luce comunali), il suolo interessato viene acquisito dal Demanio Pubblico?
Preciso che non c'è stata a suo tempo nessuna opposizione o rivalsa da parte del proprietario della strada. A pochi metri dal tracciato stradale in oggetto, esiste una scuola elementare e materna , quindi di interesse pubblico.
Un paio di condomini stanno cercando assensi per chiedere al Comune di Roma la chiusura della strada, perché non vogliono regolarizzare , dopo l'intervento dei Vigili Urbani, il Passo Carrabile per dei cortili che utilizzano impropriamente per parcheggiare autoveicoli. Possono farlo?
E quelle persone che hanno richiesto e ottenuto il Passo Carrabile, i quali hanno affrontato diverse spese progetto, tassa COSAP, assegnazione numero civico del cancello, possono chiedere di non far chiudere la strada.
Perché nonostante il Comune percepisce la COSAP, non ha ancora in programma la manutenzione di questa strada? O meglio riconosce la proprietà quando pare e piace a loro.
Risposta ADUC
le concessioni sono date (nonostante lo stesso volere del Comune) salvi i diritti dei terzi. Pertanto, se un terzo ha un valido interesse -che sia realmente tale e legittimo- e' corretto il comprotamento del Comune. I pali di quest'ultimo, invece, non sono piu' contestabili, in quanto il diritto relativo e' ormai usucapito.
Pertanto, quello che deve essere valutato e' se il diritto del terzo sia legittimo. Una precisazione, pero': il Comune ha usucapito il diritto di tenere i pali della luce, ma non ha usucapito la proprieta' della strada (o per lo meno, occorre capire su quali basi cio' possa essere avvenuto): c'e' un titolo specifico -la servitu'- che indica il diritto effettivo del Comune. Per sostenere che sia stata acquisita la proprieta', occorrerebbe che la strada fosse stata utilizzata in modo difforme dal titolo suindicato.
Ci pare tuttavia che non ci siano gli estremi per pretendere la chiusura della strada, anche se dipende dall'effettivo contenuto dei termini di servitu'.
Pertanto, quello che deve essere valutato e' se il diritto del terzo sia legittimo. Una precisazione, pero': il Comune ha usucapito il diritto di tenere i pali della luce, ma non ha usucapito la proprieta' della strada (o per lo meno, occorre capire su quali basi cio' possa essere avvenuto): c'e' un titolo specifico -la servitu'- che indica il diritto effettivo del Comune. Per sostenere che sia stata acquisita la proprieta', occorrerebbe che la strada fosse stata utilizzata in modo difforme dal titolo suindicato.
Ci pare tuttavia che non ci siano gli estremi per pretendere la chiusura della strada, anche se dipende dall'effettivo contenuto dei termini di servitu'.
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