Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
10 maggio 2002
10 Mag 2002
Oggetto: richiesta di consiglio...
approfitto della vs cortesia per un possibile "orientamento" su una faccenda spinosa di contabilizzazione termica...
Sono in affitto. L'impianto di riscaldamento è a gasolio centralizzato, ed è dotato di contatori differenziati per i tre appartamenti cui è erogato il servizio. Entrato in aprile, non ho mai fatto uso in primavera del riscaldamento, ma solo dell'acqua calda; in ottobre, dopo che l'impianto di riscaldamento era stato utilizzato per una settimana una, il proprietario/gestore arriva a chiedere il conto, esibendo un foglio a quadretti, pieno di cancellazioni, dove un suo amico aveva ripartito a penna le spese: risultava un addebito di diverse centinaia di scatti, per un importo di circa mezzo milione di lire che, sommate all'acqua calda contabilizzata in un calcolo distinto, faceva lievitare l'importo complessivo ad oltre settecentomila lire. Presa visione del conto, obietto in primo luogo che non è possibile un conteggio così elevato per una settimana reale di impiego; dopodiché, trovo da ridire anche sulla forma, invocando l'intervento di un servizio esterno di contabilizzazione professionale a garanzia della correttezza delle letture. Aggiungo che, visto che la logica di contabilizzazione energetica dell'impianto non registra oggettivamente la quantità di combustibile impiegata per alloggio, ma fa discendere il calcolo dalle spese di tutto il gasolio acquistato (ho comprato tot litri, tu hai consumato tot valori calorici, ripartisco questi per le lire che ho speso e trovo l'unità di costo elementare per fare le tre distinte moltiplicazioni dei vari alloggi), chiedo che per lo meno mi alleghi le fatture del gasolio acquistato. Niente da fare: il proprietario mi dice che le ha perse. Nel frattempo un vicino a cui era stato presentato il conto con lo stesso sistema si rifiuta di pagare il riscaldamento, perché non l'aveva letteralmente mai aperto; il proprietario ineffabile gli risponde scusandosi dell'equivoco (?) e depennando la relativa spesa (lett. "me sarò sbaià").
La recente bolletta della ditta Oil Control, chiamata su mia sollecitazione, ricalca la logica di calcolo che fa discendere gli importi da una "dichiarazione" di acquisto di gasolio, con relativa spesa, da parte del gestore/proprietario dell'impianto; sennonché mancano le fatture. Io non posso sapere quanto gasolio è stato acquistato, se non per un procedimento logico deduttivo dando per buone le letture, tra l'altro prese su contatori ubicati non in locali comuni, ma nel magazzino del proprietario chiuso a chiave. Telefono allora alla ditta per spiegazioni generali sulla compilazione dei conteggi, e mi rivelano che l'acqua calda è stata calcolata forfettariamente, in quanto mancava il dato di lettura iniziale. Lo faccio presente al proprietario, il quale mi investe di improperi accusandomi di non voler pagare. Dopo una settimana, una seconda bolletta della Oil Control arriva a riconteggiare i consumi sulla base del dato mancante, quello della lettura iniziale, evidentemente comunicato fantasiosamente dal proprietario, che lui solo poteva saperlo/ricostruirlo/inventarlo, il quale mi chiama a parte per dirmi che si trattava di uno sbaglio della ditta per l'età giovane del tecnico...
A questo punto non so davvero cosa fare. Fondati a questo punto sono i sospetti di un raggiro; sarebbe utile un riferimento di legge univoco con gli obblighi del proprietario rispetto alla contabilizzazione energetica, onde alla fine pagare un forfettario (la spesa per l'annualità si aggirerebbe ora da bolletta sui 930 euro), dato che non è possibile brancolare ancora nel buio con un
interlocutore inadempiente sugli elementari, credo, obblighi di trasparenza nei confronti dell'inquilino...
grazie della pazienza
r r
P. S. provvederò a versare il contributo all'ADUC quanto prima. Comunicatemi gli estremi di conto dove intestare il contributo. Grazie
Oggetto: richiesta di consiglio...
approfitto della vs cortesia per un possibile "orientamento" su una faccenda spinosa di contabilizzazione termica...
Sono in affitto. L'impianto di riscaldamento è a gasolio centralizzato, ed è dotato di contatori differenziati per i tre appartamenti cui è erogato il servizio. Entrato in aprile, non ho mai fatto uso in primavera del riscaldamento, ma solo dell'acqua calda; in ottobre, dopo che l'impianto di riscaldamento era stato utilizzato per una settimana una, il proprietario/gestore arriva a chiedere il conto, esibendo un foglio a quadretti, pieno di cancellazioni, dove un suo amico aveva ripartito a penna le spese: risultava un addebito di diverse centinaia di scatti, per un importo di circa mezzo milione di lire che, sommate all'acqua calda contabilizzata in un calcolo distinto, faceva lievitare l'importo complessivo ad oltre settecentomila lire. Presa visione del conto, obietto in primo luogo che non è possibile un conteggio così elevato per una settimana reale di impiego; dopodiché, trovo da ridire anche sulla forma, invocando l'intervento di un servizio esterno di contabilizzazione professionale a garanzia della correttezza delle letture. Aggiungo che, visto che la logica di contabilizzazione energetica dell'impianto non registra oggettivamente la quantità di combustibile impiegata per alloggio, ma fa discendere il calcolo dalle spese di tutto il gasolio acquistato (ho comprato tot litri, tu hai consumato tot valori calorici, ripartisco questi per le lire che ho speso e trovo l'unità di costo elementare per fare le tre distinte moltiplicazioni dei vari alloggi), chiedo che per lo meno mi alleghi le fatture del gasolio acquistato. Niente da fare: il proprietario mi dice che le ha perse. Nel frattempo un vicino a cui era stato presentato il conto con lo stesso sistema si rifiuta di pagare il riscaldamento, perché non l'aveva letteralmente mai aperto; il proprietario ineffabile gli risponde scusandosi dell'equivoco (?) e depennando la relativa spesa (lett. "me sarò sbaià").
La recente bolletta della ditta Oil Control, chiamata su mia sollecitazione, ricalca la logica di calcolo che fa discendere gli importi da una "dichiarazione" di acquisto di gasolio, con relativa spesa, da parte del gestore/proprietario dell'impianto; sennonché mancano le fatture. Io non posso sapere quanto gasolio è stato acquistato, se non per un procedimento logico deduttivo dando per buone le letture, tra l'altro prese su contatori ubicati non in locali comuni, ma nel magazzino del proprietario chiuso a chiave. Telefono allora alla ditta per spiegazioni generali sulla compilazione dei conteggi, e mi rivelano che l'acqua calda è stata calcolata forfettariamente, in quanto mancava il dato di lettura iniziale. Lo faccio presente al proprietario, il quale mi investe di improperi accusandomi di non voler pagare. Dopo una settimana, una seconda bolletta della Oil Control arriva a riconteggiare i consumi sulla base del dato mancante, quello della lettura iniziale, evidentemente comunicato fantasiosamente dal proprietario, che lui solo poteva saperlo/ricostruirlo/inventarlo, il quale mi chiama a parte per dirmi che si trattava di uno sbaglio della ditta per l'età giovane del tecnico...
A questo punto non so davvero cosa fare. Fondati a questo punto sono i sospetti di un raggiro; sarebbe utile un riferimento di legge univoco con gli obblighi del proprietario rispetto alla contabilizzazione energetica, onde alla fine pagare un forfettario (la spesa per l'annualità si aggirerebbe ora da bolletta sui 930 euro), dato che non è possibile brancolare ancora nel buio con un
interlocutore inadempiente sugli elementari, credo, obblighi di trasparenza nei confronti dell'inquilino...
grazie della pazienza
r r
P. S. provvederò a versare il contributo all'ADUC quanto prima. Comunicatemi gli estremi di conto dove intestare il contributo. Grazie
Risposta ADUC
non c'e' materia come questa dove manchino punti fissi.
Le suddivisioni di spesa dovrebbero essere concordate in contratto, in modo chiaro e specifico. Per prima cosa, occorrerebbe verificare che cosa risulti dagli atti.
In secondo luogo, occorrera' richiedere formalmente -per raccomandata A/R- di giustificare in dettaglio le somme pretese, dettando un termine di 15 gg entro cui provvedere a fornirle quanto richiesto consentendo la relativa verifica, specificando che si riserva di pagare nel momento in cui ricevera' in dettaglio indicazioni relative alla composizione delle spese, avvisando anche dell'intenzione di provvedere eventualmente alla contestazione ed alla richiesta di ulteriori dettagli.
In caso avesse qualcosa da contestare, vi provveda immediatamente per raccomandata A/R, sempre dettando un termine entro cui adempiere. Si rivolga poi al giudice di pace -iniziando con una conciliazioni- in caso di conflitto o comunque per avere un'intermediazione nel cercare un accordo.
Le suddivisioni di spesa dovrebbero essere concordate in contratto, in modo chiaro e specifico. Per prima cosa, occorrerebbe verificare che cosa risulti dagli atti.
In secondo luogo, occorrera' richiedere formalmente -per raccomandata A/R- di giustificare in dettaglio le somme pretese, dettando un termine di 15 gg entro cui provvedere a fornirle quanto richiesto consentendo la relativa verifica, specificando che si riserva di pagare nel momento in cui ricevera' in dettaglio indicazioni relative alla composizione delle spese, avvisando anche dell'intenzione di provvedere eventualmente alla contestazione ed alla richiesta di ulteriori dettagli.
In caso avesse qualcosa da contestare, vi provveda immediatamente per raccomandata A/R, sempre dettando un termine entro cui adempiere. Si rivolga poi al giudice di pace -iniziando con una conciliazioni- in caso di conflitto o comunque per avere un'intermediazione nel cercare un accordo.
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