Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 maggio 2002
Domanda 10 maggio 2002
10 Mag 2002
Gentile redazione,
intendo rendere noto quando mi è accaduto con la compagnia telefonica Wind e che potrebbe avere riguardato anche qualche altro consumatore.
Nei primi mesi dello scorso anno, grazie alla promozione di una nota bibita, vinsi una confezione costituita da un telefono cellulare una scheda telefonica GSM Wind ed una scheda relativa ad un importo di traffico "prepagato" da sfruttare sulle linee telefoniche residenziali. Ho in seguito utilizzato (e tuttora utilizzo) la scheda telefonica GSM mentre sulla mia utenza di casa (0532/xxxx) feci attivare il servizio 1088 della Wind per sfruttare l'importo relativo al predetto traffico prepagato. Esaurito questo primo importo, dopo avere fatto un'ulteriore ricarica sempre relativa ad una scheda promozionale, non feci nessun'altra ricarica sia per il fatto che non era interessato alle offerte Wind sia anche per il fatto che, per il volume delle telefonate effettuate dal mio apparecchio domestico, ero sufficientemente soddisfatto dal servizio fornito dalla Telecom Italia.
La sera del 23 settembre 2001 stavo effettuando una chiamata dal mio apparecchio telefonico quando udii un segnale acustico al quale non prestai molta attenzione. Pochi istanti dopo si interruppe improvvisamente la comunicazione senza apparente motivo; in questo contesto una voce registrata mi avvertiva che il mio credito era esaurito. Non capendo quanto accadeva, e convito di un disturbo alla linea, componevo nuovamente il numero con il quale ero stato fino a quel momento connesso sentendo nuovamente il messaggio registrato che mi avvertiva che il mio credito era esaurito. A questo punto attendevo la fine del messaggio e qui apprendevo, con mio massimo stupore, che effettivamente il problema non si era verificato con la Telecom Italia (della quale era nella piena convinzione di sfruttare le linee) ma bensì con la Wind. Chiamavo immediatamente il servizio clienti della Wind per capire cosa fosse successo. Su mia specifica richiesta l'operatrice mi avvisava che effettivamente il mio credito era esaurito ed in seguito, in risposta alle mie domande, mi diceva che dal 01 settembre 2001 era stata accettata dalla Telecom Italia la mia richiesta di attivazione del cosiddetto "filo diretto Wind" che in pratica mi permetteva di effettuare chiamate con la compagnia Wind senza comporre nessun prefisso (1088). Chiesi alla operatrice l'immediata disattivazione del servizio da me mai richiesto; la stessa si limitò a fornirmi un numero di fax al quale il avrei dovuto inviare una richiesta di disattivazione di tale servizio.
Logicamente riscontrai da quella sera che per me era impossibile effettuare chiamate senza comporre il prefisso 1033 che mi avrebbe connesso all'operatore Telecom Italia.
Preciso ulteriormente di non avere mai richiesto l'attivazione di tale servizio da parte della Wind e non solo; non ho mai avuto visione e ne mi sono mai interessato alla offerta del servizio "filo diretto Wind"; non ho mai discusso con un addetto della Wind di tale possibilità; non ho mai conosciuto (e tuttora non conosco) tutte le condizioni di utilizzo di tale servizio e soprattutto non ho mai conosciuto (e tuttora non conosco) la natura e l'ammontare del traffico prepagato che in questo caso avrei inconsciamente sfruttato.
Il giorno successivo (24 settembre 2001) scrissi ed inviai alla Wind Spa una lettera dove erano riassunti i fatti e dove richiedevo dettagliati chiarimenti riguardo ai punti che ho testè precisato ed ovviamente la disattivazione del servizio "Filo diretto Wind".
Non ottenni alcuna risposta.
Avendo verificato che il servizio non veniva disattivato, il 27 settembre 2001 inviai una seconda lettera via fax con analoga richiesta.
Non ottenni alcuna risposta.
Il 29 settembre 2001 inviai una terza lettera via fax dove ribadivo le mie richieste.
Pervenne alla mia abitazione una telefonata da parte di una operatrice che parlò per pochi istanti con mia madre, dal momento che io ero assente. E' superfluo aggiungere che l'addetta della Wind chiedendo di me non fornì a mia madre alcuna giustificazione esauriente (peraltro mia madre non era pienamente a conoscenza del fatto).
Il 03 ottobre 2001 inviai una quarta lettera via fax dove, nel richiedere ancora una volta (logicamente il servizio "filo diretto Wind" non era stato disattivato) la disattivazione della connessione con Wind ribadivo le mie già ripetutamente richieste di chiarimenti.
Non ottenni risposta.
La mattina del 04 ottobre 2001 chiamai la Telecom Italia (servizio clienti - 187 - ) ed ad una operatrice spiegai il problema. Quest'ultima mi fornì un numero di fax della filiale Telecom Italia di Modena al quale avrei dovuto inviare una lettera con richiesta di disattivazione del servizio, cosa che feci immediatamente. Il giorno successivo il servizio veniva disattivato.
Ancora oggi non ho ricevuto alcuna spiegazione riguardo la mia richiesta di chiarimenti esaurientemente e ampiamente rivolta alla Wind Spa. Aggiungo infine che in tutte le mie lettere inviate (ancora in mio possesso e che posso tranquillamente fornirvi in caso di bisogno) erano indicati il mio nome, indirizzo, numero di telefono di casa, numero di telefono portatile e indirizzo di posta elettronica.
Ritengo che anche nel caso in cui l'attivazione sulla mia utenza domestica del servizio "Filo diretto Wind" fosse stata determinata da un errore (a mio avviso ipotesi alquanto remota per come si sono verificati i fatti), sarebbe stato quanto meno opportuno da parte della compagnia telefonica Wind spa l'invio di almeno una lettera di spiegazioni, cosa mai avvenuta.
Questa compagnia telefonica investe notevoli somme in campagne pubblicitarie nelle quali si sottolinea la trasparenza delle servizi forniti ma a quanto pare questa trasparenza è presente solo nella pubblicità
A disposizione per eventuali ulteriori documenti e chiarimenti,
porgo i più distinti saluti

Risposta ADUC
se neanche una di quelle comunicazioni e' stata inviata per raccomandata A/R, e' chiaro il motivo per cui non le abbiano mai risposto.
Occorre effettui una contestazione effettiva ed ufficiale per raccomandata A/R, facendo riferimento a quanto avvenuto, specificando di aver reiteratamente contestato, intimando che si provveda ad effettuare il distacco del servizio non richiesto entro e non oltre 15 gg avvisando che in difetto adira' le vie legali -ritenendoli inadempienti. Potra' susseguentemente rivolgersi -inizialmente in conciliazione- al giudice di pace.
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