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Cara ADUC

Lettera del consumatore

6 maggio 2002
Domanda 6 maggio 2002
6 Mag 2002
Subject: Separazione
Mia moglie vuole chiedere la separazione. Io non ho alcuna intenzione di dargliela.
Come ha ammesso lei stessa anche di fronte all'avvocato, lei non recrimina nulla nei miei confronti. Rivendica solo il suo diritto a procedere in questo che lei ritiene l'unico modo che le sembra giusto.
Abbiamo consultato un nostro amico avvocato, il quale ci ha spiegato che nelle separazioni, sebbene ci sia una parità tra i coniugi. Di fatto l'affidamento dei bambini viene dato unicamente alla madre.
Ci ha spiegato che la separazione è un diritto e che io non ho alcuna possibilità di oppormi.
Che una volta separatici io dovrò abbandonare il tetto coniugale definitivamente e passare a mia moglie 450 euro/mese per il mantenimento dei bambini.
Di seguito do il nostro status familiare:
Io: attualmente risiedo in Svizzera per motivi di studio, la scadenza del periodo è esattamente tra un anno, ed il mio reddito è 4000CHF (circa 2500euro). Capitale circa 70000euro. Nessuna altra proprietà
Mia moglie: Ha una casa di proprietà a Roma nella quale risiede attualmente con i bambini ed un reddito da lavoro a tempo indeterminato di 1500 euro/mese e un capitale di circa 150000 euro.
Bambini: Luca (n. luglio 97) Silvia (n. sett. 99)
La casa dove risiede era la mia residenza prima che mi trasferissi momentaneamente in Svizzera.
Io ho regolarmente partecipato a tutte le spese in un modo del quale non possano contestarne l'efficacia.
Poiché abbiamo fatto questa scelta (quella di venire io in svizzera) due anni orsono. Con la prospettiva di riuscire a trovare un lavoro per me in Svizzera e quindi trasferirci su. La situazione della separazione (da me per nulla preventivata) per me risulta così essere un gran danno dal punto di vista economico, morale e soprattutto per il non poter vedere crescere i miei bambini.
Ora a quanto mi è stato prospettato da mia moglie e dall'avvocato io non ho alcun modo di oppormi a tutto questo. Io verrei semplicemente estromesso dalla mia famiglia.
Ora io vorrei sapere se:
- fosse possibile legalmente impedire la separazione.
oppure, ove ciò non fosse possibile se:
- se c'è una reale possibilità che io abbia in affidamento i miei bambini
- se posso rifarmi economicamente di questo grosso danno, alle spese di mia moglie.

Risposta ADUC
ci pare doveroso specificarle -dal punto di vista umano- che se questi sono i fatti, lei non ha una famiglia da cui essere estromesso (essendo il coniuge non piu' disposto) ma dei figli che potra' comunque vedere liberamente ed anche viverci insieme per periodi piu' o meno lunghi. Ci pare pertanto che sia nel suo interesse -invece che opporsi- essere il piu' disponibile possibile agli accordi e di conseguenza, mantenendo un rapporto civile, ottenere in questo modo il piu' possibile.
Infatti, nel caso lei dovesse opporsi alla separazione consensuale, sua moglie si troverebbe a dover promuovere la giudiziale. Il risultato? Anni di lotte e di enormi, inutili spese in Tribunale per rimanere tutti scontenti e far vivere i figli in un vero stato di conflitto -ed e' probabile che l'assegnazione temporanea venga data alla moglie: anche solo perche' questo consentirebbe ai figli di rimanere in Italia (dove riteniamo che il giudice presupporrebbe essere il luogo piu' adatto per vivere, stante anche il fatto che i figli ora sono in Italia) e perche' il suo lavoro -pur se ben retribuito, meglio di quello della moglie- comunque ha meno garanzie per il futuro. Inoltre, piu' che essere estromesso lei dall'abitazione familiare, sarebbero i figli a ritornare all'abitazione di origine -comunque di proprieta' della moglie: e' ovvio che essendo lei in Svizzera nessuno, neanche nella piu' rosea delle ipotesi, assegnerebbe a lei l'abitazione familiare, distante dal luogo dove lei effettivamente risiede e non di sua proprieta'.
A nostro avviso, il modo piu' "furbo" ed intelligente e' di cercare un accordo che soddisfi tutti e questo e' possibile solo senza attriti. Altrimenti, se accordo non ci sara', potra' anche subire la separazione giudiziale ed avanzare le sue richieste, ma in effetti non se ne vede proprio l'utilita': in queste cose, gli anni non andrebbero buttati via.
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