Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 maggio 2002
Domanda 3 maggio 2002
3 Mag 2002
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Spettabile ADUC, ho abitato per due anni a Milano in affitto e, al termine della locazione, credo di essere stato vittima di una violazione. Vi espongo i fatti:
Per motivi di lavoro dal 1.4.2000 mi sono trasferito in un appartamento alla periferia di Milano, con affitto di lire 900.000 mensili. Come da regolamento vigente io e mia sorella (gli intestatari) abbiamo versato un deposito cauzionale di lire 2.700.000 (3 mesi di affitto) su un libretto bancario al portatore. Nel contratto era stata stipulata un'imbiancatura a mio carico contro uno sconto di 100.000 mensili.
Diciamo che tutto e' filato quasi liscio fino alla nostra disdetta (31 dicembre 2001), se escludiamo alcune mie lamentele per un citofono non funzionante (ma riparato adeguatamente) e una tapparella bloccata che mi costringeva ad usare la luce elettrica anche in pieno giorno (riparata 15 giorni prima che uscissi).
Come da contratto alla mia uscita ho tinteggiato non l'appartamento intero, ma dove era visibilmente non piu' bianco. La proprietaria, il 7 gennaio 02 ha visitato l'appartamento e, senza chiedermi se l'avevo imbiancato o no, ha ritenuto che non lo fosse e ha cominciato ad insistere che dovevo pagarle l'intera imbiancatura dell'appartamento (1.500.000 di preventivo). Ho contestato dicendole che l'appartamento era tinteggiato e che, se mai, l'unico locale che avrebbe avuto bisogno di una seconda mano, in quanto quello in peggiore stato dopo la locazione, era la stanza da letto (15 m2 su 50 circa). Inoltre devo specificare che, gia' il 15 gennaio, c'erano dei nuovi inquilini, i quali non hanno firmato la clausola di imbiancatura, visto che la proprietaria aveva detto loro che io sicuramente non avevo tinteggiato (senza avermi chiesto). Dopo varie telefonate e lettere sempre piu' accese da entrambe le parti, la proprietaria, senza dire niente, si e' recata in amministrazione, si e' fatta consegnare il libretto (intestato a mia sorella) ed e' andata in banca a prelevare senza alcuna autorizzazione il 1.500.000 che aveva insistentemente richiesto, mandandomi un assegno per la rimanenza. Sento un forte odore di violazione: la proprietaria poteva andare a prelevarsi i soldi dal conto di mia sorella senza dire niente? L'amministrazione ha commesso violazione consegnando il libretto alla persona non intestataria? C'e' una possibilita' di avere indietro qualcosa? Come? Grazie mille per il vostro suggerimento Spettabile ADUC, scusate ma ho dimenticato un particolare nel messaggio precedente. Per la ritinteggiatura della stanza da me considerata come avente bisogno di una seconda mano, ho offerto 400.000 lire alla proprietaria, regolarmente rifiutate...

Risposta ADUC
non avendo capito un punto fondamentale, ci e' difficile esserle d'aiuto. Chi e' questa "amministrazione" che aveva in consegna il libretto e su che basi questo era stato consegnato ad un terzo estraneo? Sicuramente, queste questioni personali non sono di competenza delle amministrazioni di condominio e questo e' dunque il primo punto. Difatti, a meno che non vi fosse un obbligo specifico nei vostri confronti, se l'amministratore avesse ricevuto un mero compito di custodia da entrambe voi parti in causa -anche se non e' chiaro perche' l'avesse accettato- era comunque impegnato con entrambi allo stesso modo e non poteva rifiutarsi di dare il libretto (che in quanto al portatore poteva essere riscosso da chiunque).
Cio' premesso, rimane il problema di dimostrare se sia o meno avvenuta una tinteggiatura sufficiente e dunque se l'intervento successivo della proprietaria sia illegittimo oppure no. Di sicuro, avrebbe dovuto mettere lei nella condizione di adempiere, invece di "servirsi" direttamente. Ad ogni modo, se l'intervento fosse stato dovuto, pur dovendo confermare che manca a nostro avviso la contestazione nei suoi confronti e l'intimazione ad adempiere, la contestazione dovrebbe vertere sull'importo e sulle modalita', non sulla sostanza. Poiche' la circostanza non e' chiara, si suggerisce di rivolgersi al giudice di pace -inizialmente in conciliazione.
Il problema rimane: che ad aver bisogno dell'intervento fosse una sola stanza e' la sua opinione. Quello che rimane da chiarire e' se il contratto prevedesse una totale ritinteggiatura o solo la correzione dei soli passaggi maggiormente usurati. il problema rimane: che ad aver bisogno dell'intervento fosse una sola stanza e' la sua opinione. Quello che rimane da chiarire e' se il contratto prevedesse una totale ritinteggiatura o solo la correzione dei soli passaggi maggiormente usurati.
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