Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
24 aprile 2002
24 Apr 2002
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Presento una rimostranza in relazione all'"Operazione Caldaie Sicure" indetta dal Comune di Roma in collaborazione con l'Acea (cfr. sito http://www.comune.roma.it/ ), per la quale mi è giunta esplicita e diretta comunicazione scritta.
In pratica si tratta di mettere in regola entro il 31 ottobre 2002 la propria caldaia attraverso un corretto intervento di manutenzione, compilare un modulo da parte del tecnico manutentore per certificare che l'impianto di riscaldamento è a norma e spedire il modulo alla società Acea. Questa operazione prevede un contributo di 5 euro e deve essere rinnovata ogni due anni.
La questione è questa: chi vi scrive, regolarmente, ogni anno, effettua il controllo del proprio impianto termico, con tanto di libretto di manutenzione caldaia, puntualmente aggiornato, ottemperando ai requisiti di legge. Ciò con un esborso che va dagli 80 ai 100 Euro l'anno, solo per una "guardata" alla caldaia e qualche tentativo di sostituire pezzi usurati a pagamento (spie varie e manicotti compresi, che dovrebbero essere inclusi nell'intervento).
Pur condividendo la necessità di favorire l'applicazione delle norme di sicurezza, non vedo però altrettanto necessario istituire un ulteriore controllo campionario obbligando il cittadino adempiente al versamento di un obolo che oltre al valore intrinseco diventa un adempimento pluriennale aggiuntivo.
Ma la società che fornisce il gas, il comune stesso, e quant'altri, non dovrebbero annoverare implicitamente questo tipo di prestazioni nella normale attività di presidio della città e degli utenti/clienti. A cosa servono gli oneri del tipo ICI, Addizionale IRPEF, Canoni di erogazione servizi (per il possesso di un impianto autonomo ho canone e costi per metro cubo maggiorati rispetto ad una situazione di uso solo cucina), contributi "elargiti" a vario titolo, se poi per ogni prestazione, solo di controllo addirittura campionario, vengono istituiti organismi, strutture, oneri e adempimenti specifici coatti (l'operazione di cui sopra, se non fatta nei termini, prevede un'ammenda di 85 euro)?
Avete qualche consiglio su come intervenire per ridurre il disagio rappresentato? E' lecito tutto ciò?
Nel ringraziare invio cordiali saluti.
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Presento una rimostranza in relazione all'"Operazione Caldaie Sicure" indetta dal Comune di Roma in collaborazione con l'Acea (cfr. sito http://www.comune.roma.it/ ), per la quale mi è giunta esplicita e diretta comunicazione scritta.
In pratica si tratta di mettere in regola entro il 31 ottobre 2002 la propria caldaia attraverso un corretto intervento di manutenzione, compilare un modulo da parte del tecnico manutentore per certificare che l'impianto di riscaldamento è a norma e spedire il modulo alla società Acea. Questa operazione prevede un contributo di 5 euro e deve essere rinnovata ogni due anni.
La questione è questa: chi vi scrive, regolarmente, ogni anno, effettua il controllo del proprio impianto termico, con tanto di libretto di manutenzione caldaia, puntualmente aggiornato, ottemperando ai requisiti di legge. Ciò con un esborso che va dagli 80 ai 100 Euro l'anno, solo per una "guardata" alla caldaia e qualche tentativo di sostituire pezzi usurati a pagamento (spie varie e manicotti compresi, che dovrebbero essere inclusi nell'intervento).
Pur condividendo la necessità di favorire l'applicazione delle norme di sicurezza, non vedo però altrettanto necessario istituire un ulteriore controllo campionario obbligando il cittadino adempiente al versamento di un obolo che oltre al valore intrinseco diventa un adempimento pluriennale aggiuntivo.
Ma la società che fornisce il gas, il comune stesso, e quant'altri, non dovrebbero annoverare implicitamente questo tipo di prestazioni nella normale attività di presidio della città e degli utenti/clienti. A cosa servono gli oneri del tipo ICI, Addizionale IRPEF, Canoni di erogazione servizi (per il possesso di un impianto autonomo ho canone e costi per metro cubo maggiorati rispetto ad una situazione di uso solo cucina), contributi "elargiti" a vario titolo, se poi per ogni prestazione, solo di controllo addirittura campionario, vengono istituiti organismi, strutture, oneri e adempimenti specifici coatti (l'operazione di cui sopra, se non fatta nei termini, prevede un'ammenda di 85 euro)?
Avete qualche consiglio su come intervenire per ridurre il disagio rappresentato? E' lecito tutto ciò?
Nel ringraziare invio cordiali saluti.
Risposta ADUC
ringraziamo per la segnalazione in merito, ad ogni modo la questione e' gia' stata studiata a suo tempo quando si pose il problema, quando si verificarono i primi casi (nella maggior parte dei Comuni). Il fatto e' che la normativa vigente espressamente prevede la facolta' per gli enti di richiedere questo contributo per la verifica. Non sono stati individuati effettivi punti di contestazione, se non eventualmente in casi specifici. Di conseguenza, non ci sono estremi particolari da rilevare ed a cui ricondursi.
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