Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

24 aprile 2002
Domanda 24 aprile 2002
24 Apr 2002
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Spett.Le ADUC, a seguito del montaggio di una parete a giorno dopo aver notato alcuni graffi su un elemento della struttura ho richiesto la sostituzione dello stesso. Non appena disponibile l'elemento, l'operaio addetto incontra delle difficoltà nella sostituzione dello stesso e chiede un mio aiuto in quanto da solo (inizialmente quando la struttura è stata montata erano in due). Dopo svariati tentativi l'operaio tenta di estrarre, senza alcun esito, l'elemento da sostituire forzando con il martello lo stesso e provocando, a causa delle vibrazioni, la caduta di un componente metallico della struttura che aveva precedentemente estratto e appoggiato su una mensola della stessa. La caduta del componente scalfisce la panca sottostante la struttura e annessa alla stessa. Consapevole delle difficoltà ho bloccato i lavori e ho fatto presente il danno arrecato sia all'operaio e successivamente anche al commerciante da cui ho acquistato la struttura e quindi responsabile del montaggio. L'operaio ha negato la responsabilità dell'accaduto indicando me come responsabile di aver fatto cadere il componente metallico. Desidero sapere quali sono i miei diritti, quale intervento posso intraprendere e, soprattutto, se il fatto di essermi prestato ad aiutare l'operaio dietro sua richiesta (pur non essendo tenuto), determini un concorso di responsabilità nell'accaduto.
Grazie per il vostro intervento

Risposta ADUC
per ridurre la questione ai minimi termini, il "professionista" e' il montatore. Pertanto, se affida un incarico ad un terzo non competente -lei- lo fa a suo rischio. Di conseguenza, anche se l'errore fosse veramente suo, non ne sarebbe responsabile, in quanto e' stato autorizzato dal responsabile ad agire e non puo' essere ritenuto responsabile dei suoi sbagli.
Di conseguenza, potra' avanzare la pretesa di rimborso -o di riparazione, se possibile- per il danno subito, dettando (per raccomandata A/R) un termine di 15 gg entro cui provvedere a quanto richiesto e specificando che in difetto adira' le vie legali -rivolgendosi al giudice di pace (inizialmente in conciliazione).
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