Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
23 aprile 2002
23 Apr 2002
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Il mio nome è Fabio xxxx, insieme a mia moglie Elisa xxxx circa 2 anni fa abbiamo aperto un c/c presso la Banca popolare di Bergamo situata in via xxxxx.
Il nostro c/c è sempre stato in attivo e per di più è anche cresciuto grazie ai continui risparmi. Quest'anno dovendo cambiare vettura ci siamo rivolti alla nostra banca nella speranza di ottenere un aiuto per dilazionare la spesa. Purtroppo facendo affidamento ad una sola busta paga, dato che io sono un libero professionista al primo anno di attività (di conseguenza con una dichiarazione redditi molto bassa), l'istruttoria per il finanziamento non è andata a buon fine. Il problema è sorto quando chiedendo spiegazione, il responsabile ci ha illustrato che mancavano le necessarie garanzie, e con ironia (eravamo presenti io e mia moglie) ci ha offerto un finanziamento con un tasso improponibile, ed a conclusione dell'offerta (sorridendo) ci ha detto che nemmeno a quelle condizione c'è l'avrebbero mai concesso. Umiliati siamo andati via.
Infuriato per il comportamento, e non tanto per il finanziamento sfumato (infatti non sto a giudicare i parametri di valutazione), ma per il fatto che se noi non siamo in grado di far fronte a certe situazioni non deve autorizzare nessuno a mancarci di rispetto soprattutto loro, che dai nostri risparmi e movimenti hanno tratto guadagno, ho inviato una mail di protesta all'ufficio reclami, nella speranza che qualcuno mi desse giustizia. La risposta alle mie lamentele non si è fatta attendere: in data 17/04/02 c'è stata recapitata una raccomandata dove ci veniva chiuso il conto, bloccate le carte e gli assegni. Mi sono trovato con il conto bloccato perchè avevo ancora un assegno da me emesso che doveva ancora essere addebitato (molto inferiore alle mie disponibilità), non avevo un euro in tasca, mia moglie in attesa di un bambino (siamo anche nei mesi più critici), e la banca che mi rispondeva che non aveva gradito le nostre rimostranza e che agiva di conseguenza. Noi purtroppo come ho potuto constatare dal colloquio di oggi con la direzione (dimostratasi fiera ed orgogliosa dell'onnipotenza insindacabile a loro concessa) che non abbiamo la forza per ribattere questa ingiustizia. Io non rivoglio il c/c (come non voglio pagare tutte le spese che mi vogliono imputare per la chiusura, dato che non sono io a richiederla), voglio il rispetto che mi è stato negato solo perchè non sono benestante, voglio che qualcuno paghi per il danno che c'è stato creato e voglio che la gente sappia che quelle belle persone in giacca e cravatta, oggi sono pronte a vendersi l'anima per i vostri soldi, ma domani....
Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione.
PS: Quello che ho scritto sono pronto a sottoscriverlo ed ho pure la documentazione a riguardo
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Il mio nome è Fabio xxxx, insieme a mia moglie Elisa xxxx circa 2 anni fa abbiamo aperto un c/c presso la Banca popolare di Bergamo situata in via xxxxx.
Il nostro c/c è sempre stato in attivo e per di più è anche cresciuto grazie ai continui risparmi. Quest'anno dovendo cambiare vettura ci siamo rivolti alla nostra banca nella speranza di ottenere un aiuto per dilazionare la spesa. Purtroppo facendo affidamento ad una sola busta paga, dato che io sono un libero professionista al primo anno di attività (di conseguenza con una dichiarazione redditi molto bassa), l'istruttoria per il finanziamento non è andata a buon fine. Il problema è sorto quando chiedendo spiegazione, il responsabile ci ha illustrato che mancavano le necessarie garanzie, e con ironia (eravamo presenti io e mia moglie) ci ha offerto un finanziamento con un tasso improponibile, ed a conclusione dell'offerta (sorridendo) ci ha detto che nemmeno a quelle condizione c'è l'avrebbero mai concesso. Umiliati siamo andati via.
Infuriato per il comportamento, e non tanto per il finanziamento sfumato (infatti non sto a giudicare i parametri di valutazione), ma per il fatto che se noi non siamo in grado di far fronte a certe situazioni non deve autorizzare nessuno a mancarci di rispetto soprattutto loro, che dai nostri risparmi e movimenti hanno tratto guadagno, ho inviato una mail di protesta all'ufficio reclami, nella speranza che qualcuno mi desse giustizia. La risposta alle mie lamentele non si è fatta attendere: in data 17/04/02 c'è stata recapitata una raccomandata dove ci veniva chiuso il conto, bloccate le carte e gli assegni. Mi sono trovato con il conto bloccato perchè avevo ancora un assegno da me emesso che doveva ancora essere addebitato (molto inferiore alle mie disponibilità), non avevo un euro in tasca, mia moglie in attesa di un bambino (siamo anche nei mesi più critici), e la banca che mi rispondeva che non aveva gradito le nostre rimostranza e che agiva di conseguenza. Noi purtroppo come ho potuto constatare dal colloquio di oggi con la direzione (dimostratasi fiera ed orgogliosa dell'onnipotenza insindacabile a loro concessa) che non abbiamo la forza per ribattere questa ingiustizia. Io non rivoglio il c/c (come non voglio pagare tutte le spese che mi vogliono imputare per la chiusura, dato che non sono io a richiederla), voglio il rispetto che mi è stato negato solo perchè non sono benestante, voglio che qualcuno paghi per il danno che c'è stato creato e voglio che la gente sappia che quelle belle persone in giacca e cravatta, oggi sono pronte a vendersi l'anima per i vostri soldi, ma domani....
Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione.
PS: Quello che ho scritto sono pronto a sottoscriverlo ed ho pure la documentazione a riguardo
Risposta ADUC
il comportamento della Banca -per come e' stato gestito- ci pare eccessivo. Iniziamo pero' a rilevare quello che non puo' contestare. Non puo' contestare la mancata erogazione del finanziamento, ne' la chiusura del conto in se', ne' il pagamento delle relative spese. Puo' pero' contestare le eventuali irregolarita' nell'esecuzione di detta chiusura e dunque il mancato preavviso che le ha determinato un danno, in merito all'assegno bloccatole.
Contesti per raccomandata A/R, chiedendo la rifusione del danno entro 30 gg ed avvisando che in difetto adira' le vie legali, si rivolga poi all'Ombudsman bancario -V. delle Botteghe Oscure 46, 00187 Rm- e susseguentemente valuti se intentare causa -rivolgendosi comunque, inizialmente in conciliazione, al giudice di pace.
Contesti per raccomandata A/R, chiedendo la rifusione del danno entro 30 gg ed avvisando che in difetto adira' le vie legali, si rivolga poi all'Ombudsman bancario -V. delle Botteghe Oscure 46, 00187 Rm- e susseguentemente valuti se intentare causa -rivolgendosi comunque, inizialmente in conciliazione, al giudice di pace.
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