Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

2 febbraio 2000
Domanda 2 febbraio 2000
Firenze venerdi’ 28 gennaio 2000
In questo periodo l’arte di vivere e’ l’unica cosa che fa essere davvero ricchi. Non se ne parla piu’ dei giovanotti che non sapevano come passare le serate se non lanciando i sassi dal cavalcavia. Forse mi sbaglio, non vorrei generalizzare, ma non mi sembra che le istituzioni si siano chieste che cavolo stesse succedendo. No. Hanno escogitato dei rimedi veramente buffi come quello di numerare i cavalcavia (cosi’ quando ti arriva un sasso in testa puoi segnarti il numero e giocartelo al lotto). Ci fu anche la proposta di qualcuno di mettere le reti sotto i ponti col rischio di far diventare quei luoghi vissuti cosi’ squallidamente delle palestre per il lancio del peso. Penso che la Natura stessa si ribelli a tanta passivita’ di fronte alle cose assurde e, in prima persona, in questi giorni, con la stessa leopardiana demenza delle zucche vuote di qualche tempo fa, sta lanciandoci blocchi di ghiaccio a caso. ‘N do cojo cojo si dice a Roma. Sembra un fenomeno nuovo, tanto e’ vero che qualcuno propende per la tesi degli extraterrestri. Forse che all’interno di baccelloni giganti si formano dei nostri cloni che poi vanno in giro a fare casino? Sembra che nella storia ci siano state piogge di rane, pesci, lumache e vermi. Ci pensate a un pescatore del 989 (pioggia di pesci in Sassonia) o del 1355 ( pioggia di rane e rospi, notizie entrambe riportate in Cronache delle meraviglie e degli spettacoli del 1557) che siccome dormiva non pigliava pesci poteva pero’ essere ucciso da una grossa carpa (possono raggiungere fino a 15 chili) che gli cadeva in testa? E’ il caso di dire: proprio mentre il successo l’aveva baciato in fronte! Nel IV secolo d.C., le cronache riferirono una pioggia di pesci durata tre giorni a Chersonesos, in Grecia. I pesci erano cosi’ numerosi che le strade erano bloccate e non si potevano aprire le porte di casa. (Philip Whitfield, "Atlante dei misteri della terra", Istituto geografico De Agostini, 1991, p. 118). Le cose che non si spiegano razionalmente. Come per esempio perche’ in una scuola del centro di Firenze, in via San Giuseppe, il camion della spazzatura passa proprio quando c’e’ l’entrata della scuola. La strada e’ stretta, ci passa il camion e rizzati, i bambini in queste gelide mattine d’inverno aspettano che suoni la campanella per poter spingersi dentro, i genitori cercano di far coincidere i loro orari di lavoro con quelli della scuola, dalle bocche di tutti esce una nuvoletta bianca, siamo tutti fumetti, arrivano gli extraterrestri che ci affumicano, noi ci schiacciamo per far posto, loro se ne vanno come sono venuti. Non c’e’ altro orario per scaricare i cassonetti. Il tempo spazio degli extraterrestri non e’ alla nostra portata.

Risposta ADUC
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