Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
19 aprile 2002
19 Apr 2002
Subject: FERROVIE, TRUFFE E BEFFE
Risiedo ad Allerona, stazione a 11 km a nord di Orvieto, sulla linea Roma-Firenze. A seguito di una drastica riduzione del servizio ferroviario avvenuta negli ultimi anni (pur essendo la stazione transitata ogni giorni da moltissimi treni, alcuni dei quali prevedono fermate in centri con numero di abitanti e utenza potenziale non superiore a quella del luogo in cui vivo, vedi Fabro-Ficulle), le ferrovie hanno provveduto recentemente a una soppressione del servizio di biglietteria.
Dovendomi recare a Orvieto, ed essendo una cittadina rispettosa delle regole (dicesi altrimenti fessa), al momento di salire in treno ho raggiunto i controllori nella carrozza di testa per far presente che dovevo acquistare il biglietto, in quanto la biglietteria non forniva più tale servizio. Al che mi è stato venduto un biglietto del costo di 2,50 euro, quando un biglietto Orvieto-Allerona acquistato alla stazione di Orvieto costa 1,20 euro. Quando ho obiettato che trovavo ingiusto pagare quella cifra, e paradossale che la soppressione di un servizio si accompagnasse a costi aggiuntivi per l'utente, mi è stato risposto che 2,50 euro è la cifra minima per un biglietto acquistato in treno, e sono stata costretta a prendermi il tagliando da 20 km che mi si porgeva già compilato.
Viaggio in treno da oltre 25 anni e devo dire che ho visto proprio di tutto, e non basterebbe una giornata per raccontare i disservizi e le vere e proprie truffe che ho dovuto subire (dai supplementi di rapidi in ritardo per cui non mi è mai pervenuto il bonus di rimborso, a una "prenotazione obbligatoria" che fui intimata a acquistare sotto minaccia di sanzioni più esose su un treno su cui eravamo pigiati nei corridoio e nei vestiboli come sardine in scatola e con numero di posto assegnato a casaccio, a peggio ancora.....).
Un altro problema che ho riscontrato e che mi sembra rilevante è la mancanza di un criterio trasparente e comprensibile per le tariffe. Un esempio concreto: per un biglietto Orvieto-Vicenza con combinazione di coincidenze Intercity+Intercity, io e mio fratello abbiamo pagato meno che per un biglietto Vicenza-Orvieto con combinazione Regionale+Intercity (altra operazione della serie: peggiore servizio e tariffe più elevate). Alla mia richiesta di spiegazioni mi è stato detto che a determinare la tariffa è la tratta, non il chilometraggio né il tipo di treno. Essendo che il concetto continuava a sfuggirmi, si è cercato di chiarirmelo dicendo che un biglietto Roma-Milano può costare più di un biglietto equivalente Milano-Roma perché la tratta è diversa. Non sarò abbastanza intelligente, ma seguito a non capire.
In ogni modo, per tornare alla questione iniziale, non ho intenzione di continuare a soggiacere a questo furto e sono sul piede di guerra e fermamente intenzionata ad autorisarcirmi di ciò che ho dovuto pagare in più rifiutando alla prossima occasione di acquistare il biglietto per lo stesso percorso (e sarò ancora in credito di 10 centesimi).
E' giusto, ed è legittimo, come chiedevo al personale viaggiante, che l'utente abbia il danno e la beffa di vedersi sottrarre un servizio e di dover pagare il doppio del dovuto in virtù di questa soppressione?
P.s.: Altra beffa. Ho tentato di inviare una e-mail di protesta al sito ufficiale delle ferrovie e non si riesce a spedirla, in quanto compare una segnalazione di errore di sintassi nella pagina. Proverò ancora.
Subject: FERROVIE, TRUFFE E BEFFE
Risiedo ad Allerona, stazione a 11 km a nord di Orvieto, sulla linea Roma-Firenze. A seguito di una drastica riduzione del servizio ferroviario avvenuta negli ultimi anni (pur essendo la stazione transitata ogni giorni da moltissimi treni, alcuni dei quali prevedono fermate in centri con numero di abitanti e utenza potenziale non superiore a quella del luogo in cui vivo, vedi Fabro-Ficulle), le ferrovie hanno provveduto recentemente a una soppressione del servizio di biglietteria.
Dovendomi recare a Orvieto, ed essendo una cittadina rispettosa delle regole (dicesi altrimenti fessa), al momento di salire in treno ho raggiunto i controllori nella carrozza di testa per far presente che dovevo acquistare il biglietto, in quanto la biglietteria non forniva più tale servizio. Al che mi è stato venduto un biglietto del costo di 2,50 euro, quando un biglietto Orvieto-Allerona acquistato alla stazione di Orvieto costa 1,20 euro. Quando ho obiettato che trovavo ingiusto pagare quella cifra, e paradossale che la soppressione di un servizio si accompagnasse a costi aggiuntivi per l'utente, mi è stato risposto che 2,50 euro è la cifra minima per un biglietto acquistato in treno, e sono stata costretta a prendermi il tagliando da 20 km che mi si porgeva già compilato.
Viaggio in treno da oltre 25 anni e devo dire che ho visto proprio di tutto, e non basterebbe una giornata per raccontare i disservizi e le vere e proprie truffe che ho dovuto subire (dai supplementi di rapidi in ritardo per cui non mi è mai pervenuto il bonus di rimborso, a una "prenotazione obbligatoria" che fui intimata a acquistare sotto minaccia di sanzioni più esose su un treno su cui eravamo pigiati nei corridoio e nei vestiboli come sardine in scatola e con numero di posto assegnato a casaccio, a peggio ancora.....).
Un altro problema che ho riscontrato e che mi sembra rilevante è la mancanza di un criterio trasparente e comprensibile per le tariffe. Un esempio concreto: per un biglietto Orvieto-Vicenza con combinazione di coincidenze Intercity+Intercity, io e mio fratello abbiamo pagato meno che per un biglietto Vicenza-Orvieto con combinazione Regionale+Intercity (altra operazione della serie: peggiore servizio e tariffe più elevate). Alla mia richiesta di spiegazioni mi è stato detto che a determinare la tariffa è la tratta, non il chilometraggio né il tipo di treno. Essendo che il concetto continuava a sfuggirmi, si è cercato di chiarirmelo dicendo che un biglietto Roma-Milano può costare più di un biglietto equivalente Milano-Roma perché la tratta è diversa. Non sarò abbastanza intelligente, ma seguito a non capire.
In ogni modo, per tornare alla questione iniziale, non ho intenzione di continuare a soggiacere a questo furto e sono sul piede di guerra e fermamente intenzionata ad autorisarcirmi di ciò che ho dovuto pagare in più rifiutando alla prossima occasione di acquistare il biglietto per lo stesso percorso (e sarò ancora in credito di 10 centesimi).
E' giusto, ed è legittimo, come chiedevo al personale viaggiante, che l'utente abbia il danno e la beffa di vedersi sottrarre un servizio e di dover pagare il doppio del dovuto in virtù di questa soppressione?
P.s.: Altra beffa. Ho tentato di inviare una e-mail di protesta al sito ufficiale delle ferrovie e non si riesce a spedirla, in quanto compare una segnalazione di errore di sintassi nella pagina. Proverò ancora.
Risposta ADUC
a seconda che si transiti (per fare un esempio) dal tratto che passa da Pisa o da quello che passa da Firenze -ossia su linee diverse- sara' possibile avere un diverso costo del biglietto Milano-Roma: questo e' vero (non glielo diciamo per giustificare le Ferrovie, ma solo per cercare di spiegarle l'esempio).
Il problema, pero', e' che l'unica possibilita' e' di contestare -stante l'inesistenza della biglietteria, l'obiezione e' a nostro avviso legittima- agendo in giudizio davanti al giudice di pace, citando le ferrovie in quanto la maggiorazione e' determinata -appunto- da loro specifico disservizio.
Il problema, pero', e' che l'unica possibilita' e' di contestare -stante l'inesistenza della biglietteria, l'obiezione e' a nostro avviso legittima- agendo in giudizio davanti al giudice di pace, citando le ferrovie in quanto la maggiorazione e' determinata -appunto- da loro specifico disservizio.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti