Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
8 aprile 2002
Oggetto: Assegni europei
Tengo a trasmetterVi la lettera che ho inviato in data odierna alla redazione de "LA STAMPA", per la rubrica "Lettere a Oreste Del Buono".
Egr. Dott. Del Buono,
approfitto della Sua ospitalita' per mettere a conoscenza dei lettori un aspetto della nuova moneta europea e della sua circolazione attraverso gli stati membri della Comunita' tramite assegni bancari. Credo che per molti si tratti di una sorpresa inaspettata.
Se ricevete un assegno ("cheque", "check" o altro) emesso da un istituto bancario europeo su un conto di un cittadino europeo, naturalmente in Euro, non crediate di poterlo incassare come un suo equipollente emesso da una banca italiana.
Mentre uomini e merci circolano liberamente da qualche anno fra gli stati membri, cosi' non sembra essere (almeno per le banche italiane), per i titoli di credito. Questi pagano ancora dogana. Eccome!
Mi e' giunto in questi giorni da una banca tedesca un "A/B" di 255,00 Euro (500.000 vecchie Lire) e con esso mi sono presentato in 3 diversi sportelli per il suo versamento in conto personale, unitamente ad altri assegni italiani. Intanto esso non puo' essere aggiunto a questi ultimi ma va' assoggettato ad una operazione a parte (gia' un costo in piu'); ma cio' che mi ha sconvolto e' l'esosita' del costo di accredito. Queste le condizioni offertemi dai tre diversi istituti di credito:
- Banca Nazionale del Lavoro, 2,58 Euro fissi + 1,50% sull'importo;
- S.Paolo-IMI, 10,30 Euro fissi;
- Banca Popolare di Novara, 7,80 Euro fissi + 0,20% sull'importo.
Notare che il funzionario del S.Paolo ha specificato che trattasi di tariffa stabilita dall'ABI e uguale per tutti. Ma la ciliegina arriva dal Credito Italiano. Un direttore di filiale al telefono ha osato dire: "Le spese? Saranno 30 o 40 mila lire, comunque mi faccia vedere che assegno e' (???), poi vediamo".
Ma adesso, non e' l'Euro la nostra moneta? E se il mio assegno fosse stato solo di 30 o 40 Euro io dovrei pagare il 50% di commissioni? E non e' vergognoso che si paghino ancora tali commissioni per titoli che, oltre ad essere nella nostra moneta, sappiamo benissimo non avere che esigui costi per la loro negoziazione, in virtu' delle tariffe stabilite dalla Banca Centrale Europea?
Si tratta di un altro malcostume degli Istituti Italiani e dell'ABI o e' un vizio comune in tutti i paesi dell'Unione?
Se qualcuno ha una risposta o una soluzione, mi scriva, per favore; io l'assegno non ho ancora avuto il coraggio di versarlo.
Tengo a trasmetterVi la lettera che ho inviato in data odierna alla redazione de "LA STAMPA", per la rubrica "Lettere a Oreste Del Buono".
Egr. Dott. Del Buono,
approfitto della Sua ospitalita' per mettere a conoscenza dei lettori un aspetto della nuova moneta europea e della sua circolazione attraverso gli stati membri della Comunita' tramite assegni bancari. Credo che per molti si tratti di una sorpresa inaspettata.
Se ricevete un assegno ("cheque", "check" o altro) emesso da un istituto bancario europeo su un conto di un cittadino europeo, naturalmente in Euro, non crediate di poterlo incassare come un suo equipollente emesso da una banca italiana.
Mentre uomini e merci circolano liberamente da qualche anno fra gli stati membri, cosi' non sembra essere (almeno per le banche italiane), per i titoli di credito. Questi pagano ancora dogana. Eccome!
Mi e' giunto in questi giorni da una banca tedesca un "A/B" di 255,00 Euro (500.000 vecchie Lire) e con esso mi sono presentato in 3 diversi sportelli per il suo versamento in conto personale, unitamente ad altri assegni italiani. Intanto esso non puo' essere aggiunto a questi ultimi ma va' assoggettato ad una operazione a parte (gia' un costo in piu'); ma cio' che mi ha sconvolto e' l'esosita' del costo di accredito. Queste le condizioni offertemi dai tre diversi istituti di credito:
- Banca Nazionale del Lavoro, 2,58 Euro fissi + 1,50% sull'importo;
- S.Paolo-IMI, 10,30 Euro fissi;
- Banca Popolare di Novara, 7,80 Euro fissi + 0,20% sull'importo.
Notare che il funzionario del S.Paolo ha specificato che trattasi di tariffa stabilita dall'ABI e uguale per tutti. Ma la ciliegina arriva dal Credito Italiano. Un direttore di filiale al telefono ha osato dire: "Le spese? Saranno 30 o 40 mila lire, comunque mi faccia vedere che assegno e' (???), poi vediamo".
Ma adesso, non e' l'Euro la nostra moneta? E se il mio assegno fosse stato solo di 30 o 40 Euro io dovrei pagare il 50% di commissioni? E non e' vergognoso che si paghino ancora tali commissioni per titoli che, oltre ad essere nella nostra moneta, sappiamo benissimo non avere che esigui costi per la loro negoziazione, in virtu' delle tariffe stabilite dalla Banca Centrale Europea?
Si tratta di un altro malcostume degli Istituti Italiani e dell'ABI o e' un vizio comune in tutti i paesi dell'Unione?
Se qualcuno ha una risposta o una soluzione, mi scriva, per favore; io l'assegno non ho ancora avuto il coraggio di versarlo.
Risposta ADUC
Ringraziamo per l'opinione espressa.
Non abbiamo suggerimenti, se non quello di accordarsi direttamente con un direttore per il quale lei sia un buon cliente e possa ridurle le commissioni. Altrimenti, valgono le condizioni esposte nei locali.
Non abbiamo suggerimenti, se non quello di accordarsi direttamente con un direttore per il quale lei sia un buon cliente e possa ridurle le commissioni. Altrimenti, valgono le condizioni esposte nei locali.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti