Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 aprile 2002
Salve,
sono un quarantenne, sposato, con 2 figli un maschietto e una femminuccia per cui ho deciso di frazionare una camera da letto per ricavarne due stanzette. Premesso questo, circa due settimane fa, tramite un amico, ho contattato un architetto perche' mi realizzasse un progetto idoneo alle mie esigenze. Non e' stato fatto nessun contratto e quando si e' presentato a casa per le misurazioni del caso lo ha fatto portandosi dietro 2 collaboratori. In quell'occasione chiesi quale era il suo onorario. Mi venne risposto che lui prendeva il 12 % della spesa complessiva stimata. Chiesi anche quale era il compenso in caso avessi deciso di non attuare il suo progetto. Mi rispose, evasivamente, che poi si vedeva, senza quantificare. A progetto ultimato, presso il suo studio, insieme a mia moglie visionammo il progetto e, inizialmente lo ritenemmo idoneo, ma ci riservammo di dare esecuzione alla attuazione. I questa occasione mi e' stato chiesto un compenso di 750 euro ovvero 1 milione e mezzo delle vecchie lire. Qualche giorno dopo, meglio riflettendo, abbiamo deciso di non procedere con l'esecuzione di quel progetto. Quando ho partecipato questa decisione all'architetto, egli mi ha risposto che non ha importanza se il progetto ha esecuzione o meno e, solo per venirmi incontro, mi chiedeva un compenso di 500 euro vantando il suo impegno e la sua professionalita'. Nulla da eccepire a cio', ma la frazionatura di una stanza (cioe' il semplice disegnare su una cartina delle mura)e' veramente cosi' costosa?
Faccio il paragone con un medico professionista la cui parcella e' comunque predefinita (mediamente intorno alle 150 euro) e le cui decisioni riguardano la salute di un uomo e non il semplice spostamento di mura.
Se il compenso richiestomi dall'architetto e' eccessivo come mi comporto?
sono un quarantenne, sposato, con 2 figli un maschietto e una femminuccia per cui ho deciso di frazionare una camera da letto per ricavarne due stanzette. Premesso questo, circa due settimane fa, tramite un amico, ho contattato un architetto perche' mi realizzasse un progetto idoneo alle mie esigenze. Non e' stato fatto nessun contratto e quando si e' presentato a casa per le misurazioni del caso lo ha fatto portandosi dietro 2 collaboratori. In quell'occasione chiesi quale era il suo onorario. Mi venne risposto che lui prendeva il 12 % della spesa complessiva stimata. Chiesi anche quale era il compenso in caso avessi deciso di non attuare il suo progetto. Mi rispose, evasivamente, che poi si vedeva, senza quantificare. A progetto ultimato, presso il suo studio, insieme a mia moglie visionammo il progetto e, inizialmente lo ritenemmo idoneo, ma ci riservammo di dare esecuzione alla attuazione. I questa occasione mi e' stato chiesto un compenso di 750 euro ovvero 1 milione e mezzo delle vecchie lire. Qualche giorno dopo, meglio riflettendo, abbiamo deciso di non procedere con l'esecuzione di quel progetto. Quando ho partecipato questa decisione all'architetto, egli mi ha risposto che non ha importanza se il progetto ha esecuzione o meno e, solo per venirmi incontro, mi chiedeva un compenso di 500 euro vantando il suo impegno e la sua professionalita'. Nulla da eccepire a cio', ma la frazionatura di una stanza (cioe' il semplice disegnare su una cartina delle mura)e' veramente cosi' costosa?
Faccio il paragone con un medico professionista la cui parcella e' comunque predefinita (mediamente intorno alle 150 euro) e le cui decisioni riguardano la salute di un uomo e non il semplice spostamento di mura.
Se il compenso richiestomi dall'architetto e' eccessivo come mi comporto?
Risposta ADUC
E' vero che deve essere pagato cio' che e' stato eseguito. Pertanto, per poter verificare se l'importo richiesto sia o meno adeguato al tipo di intervento eseguito, e' possibile richiedere una valutazione in merito alla congruita' della richiesta, all'Ordine provinciale degli architetti.
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