Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 aprile 2002
Domanda 4 aprile 2002
4 Apr 2002
Oggetto: RICHIESTA DI MUTUO
Allego alla presente, copia di lettera raccomandata, spedita contestualmente.
Ciò che mi interessa di più sapere, possibilmente, è se posso denunciare e con quali modalità, al garante per la pubblicità questo episodio che, a me, pare abbia i connotati della "pubblicità ingannevole".
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Vi mando copia della lettera già spedita il 9/2/2001 a Banca Arditi Galati, infruttuosamente finora.
Confido nel Vostro parere giuridicamente autorevole e nel Vostro interessamento attivo in questa vicenda, che conferma la distanza del sistema bancario italiano dalla società dei cittadini.
E' vero che questa banca è privata e si affida alle norme giuridiche della contrattazione tra privati, ma è pur vero che se tutte le banche facessero come questa, portata a conoscenza della presente, il cittadino (io nella fattispecie di questo episodio) sarebbe lasciato privo di un servizio che oserei definire VITALE per la crescita economica di uno Stato, nella misura in cui lo Stato è formato dai cittadini come me e come altri milioni di persone e non è composto solo dai poteri forti e dai soliti privilegiati.
Intendo ribadire energicamente quanto ho detto nella mia lettera, allegata alla presente, che, pur avendo tutti i requisiti per accedere al sistema bancario, sarò costretto dalle banche che mi rifiutano il credito, a prendere soldi dal primo che mi capita.
Fate Voi le giuste considerazioni conseguenti!
Vi ringrazio anticipatamente per la Vs. premurosa risposta.
Distinti saluti. RACCOMANDATA
Banca Arditi Galati - Via Marconi 45 - 73100 - Lecce
Direzione generale - Ufficio reclami
OGGETTO
Istanza di mutuo di duecento milioni a tasso fisso, ammortamento decennale, di cui al Vs. n° xxxxx, d'operazione di segnalazione in Banca dati.
Mi chiamo xxxx, nato a Bari lì xxx ed ivi residente alla Via xxxxx.
Sono un consulente informatico-bancario e mi occupo dell'Ufficio Legale di molti Istituti di credito.
Ho richiesto il Vs. mutuo casa per la ristrutturazione della mia casa, tanto pubblicizzato mediante locandine alle vetrine delle Vs. filiali e su Internet.
Convengo che le condizioni pubblicizzate sono concorrenziali sul mercato finanziario nazionale.
Purtroppo, dopo pochi giorni dalla presentazione dell'istanza, il giorno 29 gennaio 2001 me la sono sentita (per telefono) gentilmente rifiutare, per l'importo di capitale netto, da me richiesto, dalla Dr.ssa Alessia Quarta, con la quale avevo conferito, nella Vs. filiale di Via Calefati, in Bari.
Eppure, all'atto della mia prima richiesta, la mia gentile interlocutrice del Vs. Ufficio Mutui, non ha nemmeno richiesto la documentazione di cui alla pratica fiscale di "Richiesta rimborso IRPEF al 36%", perchè ritenuta superflua per l'accoglimento della domanda in oggetto.
Ha detto testualmente: non ci saranno problemi, considerato il reddito, abbastanza alto.
La motivazione addotta consiste nella presunta incapienza del mio reddito ad accogliere la rata di mutuo conseguente all'ammortamento del capitale netto, da me richiesto in duecento milioni.
Mi assicurava che avrebbe potuto erogare fino a centosessanta milioni, anche considerando il reddito annuo di quindicimilioni lordi, che avevamo tralasciato in prima istanza e anche considerando la pratica di risparmio fiscale che, invece, mi porterà un gettito netto di dieci milioni di lire.
Io mi sono fatto, con molto scrupolo, i "conti in tasca" e sono convinto d'essere più che affidabile e che la rata non mi possa in alcun modo mettere a disagio, finanziariamente.
Anzi, posso dimostrare analiticamente che mi avanzerà mensilmente un milione di lire "tondo tondo" per eventuali imprevisti o spese superflue e che, precauzionalmente, ho già incluso le spese per un eventuale altro figlio che, attualmente, non c'è nemmeno nelle pie intenzioni di alcuna "cicogna" con vocazione ostetrica!
In termini di buon senso, ritengo sia assolutamente inammissibile alcun'opposizione a tale argomentazione e scriteriato un altro metodo alternativo.
Ciò che mi metterebbe a disagio, piuttosto, sarebbe la difficoltà a pagare l'importo per il quale mi sono impegnato con l'impresa edile che sta già lavorando.
Ho portato in banca tutti i documenti richiesti e mi è stato affermato che, essendo l'importo annuale delle rate, superiore ad un terzo della mia capacità produttiva annua, mi rifiutavano l'erogazione.
Senza calcolare il risparmio fiscale che mi deriva dall'applicazione della legge ex 449, già n°457 circa il 36% di risparmio fiscale, che mi aumenterà il gettito annuo, attualmente, posso contare su entrate mensili (anno:12) di L.5.250.000 (dimostrabili), per l'importo della rata mensile di mutuo di L.2.220.000 (come da piano d'ammortamento della stessa banca).
Non sono mai stato protestato e non ho altri finanziamenti in corso.
Piuttosto ho dato a garanzia REALE un bene in ipoteca (di primo grado, con l'assenso alla cancellazione del precedente mutuo estinto da un anno) del valore di almeno il 200% dell'importo richiesto e possiedo altri immobili a disposizione, destinabili ad affitto e alla produzione di eventuale altro reddito.
Quindi, sempre senza calcolare i 10 milioni annui di rimborso fiscale IRPEF annuo, invece di dividere per 3, basta dividere per 2,4, per ottenere l'importo di mutuo.
Calcolando, invece, detto risparmio fiscale, la proporzione del terzo, paventata dalla banca è rispettata, sostanzialmente.
Vi richiedo formalmente gli estremi della legge o provvedimento o disposizione normativa che Voi avete applicato e il computo (per esteso) operato che vi ha portato alla suddetta conclusione.
Vorrei, anche, sapere se detta normativa, e non piuttosto la consuetudine, vi imponga il dovere, piuttosto che arrogarvi il diritto di operare tale criterio di discernimento del terzo.
A me, questo ragionamento pare talmente becero e approssimativo da non fare onore al terzo millennio!
Mi spiego meglio: il mio reddito, come si può capire non è proprio basso e, come tale, non indispensabile INTERAMENTE al sostentamento materiale e morale del nucleo familiare di appartenenza.
Allora, se è vero, come è vero, che non si consuma (alimentazione e quant'altro) proporzionalmente al reddito, in conformità a quale criterio si dispone che, tolta la rata del mutuo richiesto, la parte residua del mio reddito mensile medio, pari a lire 3.050.000 (dico tremilioni e cinquantamila) non sia sufficiente ad assicurare il decoro e la sussistenza della mia famiglia?
Cosa si pensa: che aspetti l'aumento di stipendio per mangiare di più?
E se viene da Voi "un poveraccio" (come sarebbe stimato da tale disposizione) che dispone esattamente di 3.050.000 di lire mensili nette Voi non gli dovreste dare una lira!?!
Consideriamo, invece i dieci milioni netti di rimborso IRPEF annuo, obiettivamente il mio reddito si attesta su 3.883.000 mensili.
Mi incuriosisce approfondire se avete sempre applicato questo criterio e, se così non fosse, vorrebbe dire che il diniego opposto a me contiene motivi diversi, magari di natura commerciale, e si potrebbe configurare l'ipotesi di sperequazione (che considererei poco onorevole per chi la operasse).
E se poi questa banca esponesse pubblicamente il manifesto pubblicitario del mutuo, di grande attrazione, con il tasso fisso al sei percento, per attirare le cosiddette "allodole"?
Allora sarebbe una pubblicità volta ad ingannare il consumatore e magari attirarlo allo sportello per vendergli altri prodotti e servizi bancari!.
Anche a me hanno provato a rifilarmi, insieme, altri prodotti, ma ho rifiutato.
E se avessi accettato l'acquisto proposto, me lo avreste concesso il mutuo?
Forse quest'argomento potrebbe interessare le Associazioni dei consumatori e il garante per la pubblicità!
Se alla presente istanza, rivolta al Vs. Ufficio reclami, non segue una sollecita risposta adirò l'Ombudsman bancario, l'ABI e la Banca d'Italia.
Quindi porterò la presente alla conoscenza delle Associazioni dei consumatori (io sono socio di una di queste) e del Garante per la pubblicità e, se non basta, vista la grande attualità dell'argomento, nelle sedi giornalistiche preposte.
Sono particolarmente indignato, in epoca in cui si invoca l'abolizione di tassi usurari, che il sistema bancario spinga indirettamente MA INESORABILMENTE la gente nelle "fauci" di quest'insidia, negando il finanziamento istituzionale più popolare in assoluto.
Io ho un impegno: quello di pagare l'impresa edile a cui ho commissionato i lavori e L'ONORERO' a tutti i costi, interamente e tempestivamente, anche se il sistema bancario MI RIFIUTERA' i mezzi necessari per farlo, così come onorerò l'impegno di pagare del mutuo, a favore dell'Istituto erogatore, com'è avvenuto per il mutuo appena estinto.
Spero che, in definitiva, si sia trattato solo di un disguido e che non insorgano ulteriori elementi ostativi alla stipula del mutuo richiestoVi.
Attendo una risposta esauriente, obiettiva e circostanziata.
Distinti saluti

Risposta ADUC
l'unica possibilita' che ci sembra esserci, e' di richiedere una valutazione al Garante Antitrust, in merito alla possibile ingannevolezza del messaggio pubblicitario. Infatti, mentre di per se' e' legittimo il rifiuto di accettare una richiesta di erogazione di un finanziamento (una contestazione avrebbe senso se fondata su motivi non veritieri o comunque lesivi) sarebbe contestabile una pubblicita' che induca in errore ed illuda il cliente. Sicuramente, puo' anche richiedere una valutazione al Garante -tuttavia, da questo punto di vista non rileveremmo particolari punti di contestazione.
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