Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 aprile 2002
Domanda 3 aprile 2002
Il 7 marzo scorso ho ritirato l'auto nuova, una Peugeot 206 acquistata presso la concessionaria Autoscala di Bologna. L'11 marzo mio marito, durante la marcia, il contachilometri segnava circa 220 Km, riscontrava l'accendersi della spia di autodiagnosi motore; consultando il libretto di istruzioni apprendeva che si era verificata "un'anomalia di funzionamento del sistema di iniezione, di accensione o di disinquinamento e che vi era il rischio di distruzione della marmitta catalitica". Contattata immediatamente la concessionaria veniva invitato a recarsi subito presso la loro officina dove veniva eseguito un brevissimo controllo al termine del quale gli veniva comunicato che era necessario montare un condensatore in un determinato punto dell'impianto elettrico. Da informazioni raccolte mio marito apprendeva inoltre che le auto con quell'impianto di iniezione presentano quel problema e che non è stato ancora capito quale ne sia la vera causa e nemmeno quale sia la soluzione definitiva. Infatti la Peugeot in questi casi avrebbe disposto oltre alla riparazione suddetta (aggiunta di un condensatore all'impianto elettrico) anche il monitoraggio per verificare l'efficacia dell'intervento.
Da quanto avvenuto si evince chiaramente che non si tratta di un componente difettoso da riparare o sostituire ma di un difetto di costituzione dell'impianto elettrico di fabbrica di quel modello, infatti è stata proposta una modifica all'impianto elettrico originale dell'auto. Si evince anche, vista la rapida diagnosi effettuata, che il concessionario sapeva perfettamente che la macchina vendutami presentava il difetto lamentato, e non mi ha avvisato. Inoltre non si è in grado di eseguire una riparazione definitiva e sicura.
Vista la situazione ho immediatamente scritto al concessionario chiedendo la risoluzione del contratto. Convocata telefonicamente ho un incontro in officina con un ispettore Peugeot il quale conferma che il difetto era conosciuto e spiega brevemente che si tratta di malfunzionamenti dei sistemi elettronici dovuti a correnti parassite di natura non meglio precisata. Ribadita la richiesta della risoluzione del contratto ex art.1492 C.C. mi viene detto che non è possibile e che loro sono tenuti alla sola riparazione. Chiedo allora che ci sia un'assunzione di responsabilità, che vengano messi per iscritto la natura del difetto, il tipo di riparazione e tutte le varie assicurazioni fatte a voce.
In risposta ottengo solo una scarna lettera dove mi si dice che sono disponibili alla riparazione, che quanto eseguito risulterà dalla ricevuta fiscale e che aspettano l'auto in officina insieme all'autorizzazione scritta da parte mia alla riparazione stessa.
Mi sento danneggiata e presa in giro. Vi chiedo cortesemente:
- quali sono i miei diritti?
- sono costretta ad accettare passivamente la riparazione propostami senza nessuna spiegazione e/o rassicurazione?
- perchè devo dare consenso scritto alla riparazione senza sapere preventivamente qual'è il problema e come interverranno?
- qualora l'intervento non risulti efficace o si verifichino in futuro guasti o danni imputabili a tale difetto (magari a garanzia scaduta) che garanzie ho?
- COSA MI CONSIGLIATE DI FARE?

Risposta ADUC
attendersi un'ammissione di responsabilita' formalizzata, ci pare un'aspettativa eccessivamente ottimistica.
Ad ogni modo, lei puo' pretendere sia riparazione che sostituzione o rimborso del mezzo. In concreto trovare un accordo e' piu' conveniente che intraprendere un contenzioso.
Si consiglia, come primo passo, di inviare una raccomandata A/R di contestazione e messa in mora al concessionario, rilevando il vizio di produzione ed intimando di provvedere ad una definitiva sostituzione dell'intero apparato, con esplicita conferma entro 15 gg dal ricevimento della lettera medesima e specificando che in difetto si adiranno le vie legali, ritenendoli inadempienti e richiedendo la risoluzione del contratto.
Potra' susseguentemente far periziare l'auto e -a seconda della controproposta ricevuta- decidera' se fare o meno causa.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →