Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 aprile 2002
Buongiorno a tutti.
Vi richiedo le norme da applicare in merito alla selezione all'ingresso di locali pubblici quali le discoteche. In particolare, mi riferisco alla discoteca Pineta di Milano Marittima, dove non mi e' stato permesso di accedere. Ora cerchero' di fornire un minimo di informazioni che vi aiuteranno nel darmi risposta. All'ingresso io e alcuni amici ci siamo presentati verso 0.00, proprio per evitare la fila e rischiare di essere rifiutati per raggiunta capienza massima del locale. Nessuno di noi era abbigliato in modo indecoroso, in genere tutti avevamo scarpe non da ginnastica ,pantaloni e camicia, io per esempio portavo la giacca. Giunti all 'ingresso pero' il "buttafuori" ha fatto accedere al locale qualcuno di noi mentre altri no: le motivazioni sono state,"...non sei idoneo..", "..la camicia non va bene..", e per me "..la giacca non va bene...dimostri di essere troppo giovane.."(ho 25 anni e non mi e' stata richiesta la C.I.). Orbene, davanti al locale campeggia un cartello con scritto" La direzione si riserva il diritto d'ingresso", e nessun accenno al riguardo dell'abbigliamento che e' indispensabile per l'entrata. Inutile che dica che l'addetto all'entrata si era messo a fare il consulente di moda con noi e altri, adducendo le motivazioni piu' svariate che non applicava su tutte le persone che entravano in modo omogeneo. Anzi per qualcuno non andavano bene i jeans ma subito dopo entrava anche chi li indossava. A questo punto, la mia domanda e' questa: cosa deve fare un cittadino per accedere ad un luogo pubblico quando in questo non sono esposte norme stringenti per l'abbigliamento? Insomma puo' un tipo dirmi che io devo stare fuori quando nel locale non e' esposto un cartello con scritto cosa io devo mettere? E poi capisco la selezione se ci si presenti in stile "barbone" con tutto il rispetto per questi, ma in abito? Dato che sono sicuro che sia una cosa capitata a molti, ora vi chiedo:1)Posso avvalermi delle forze dell'ordine quando ritengo di essere vittima di una discriminazione del tutto arbitraria come nel suddetto caso? 2) C'e' qualche legge sulla limitazione all'ingresso in un locale pubblico? 3)Non essendo esposto nulla al riguardo dell'abbigliamento necessario per l'ingresso potrei pretendere di entrare? 4)Avrei potuto denunciare questo fatto ,a chi e in che modo? 5)Posso fare denuncia anche ora che sono ormai tornato o potevo solo al momento dell'accaduto? Io vi ringrazio anticipatamente e dove possibile vi prego di inviarmi una risposta supportata da dettagliati riferimenti alla legge. Buona Pasqua.
Vi richiedo le norme da applicare in merito alla selezione all'ingresso di locali pubblici quali le discoteche. In particolare, mi riferisco alla discoteca Pineta di Milano Marittima, dove non mi e' stato permesso di accedere. Ora cerchero' di fornire un minimo di informazioni che vi aiuteranno nel darmi risposta. All'ingresso io e alcuni amici ci siamo presentati verso 0.00, proprio per evitare la fila e rischiare di essere rifiutati per raggiunta capienza massima del locale. Nessuno di noi era abbigliato in modo indecoroso, in genere tutti avevamo scarpe non da ginnastica ,pantaloni e camicia, io per esempio portavo la giacca. Giunti all 'ingresso pero' il "buttafuori" ha fatto accedere al locale qualcuno di noi mentre altri no: le motivazioni sono state,"...non sei idoneo..", "..la camicia non va bene..", e per me "..la giacca non va bene...dimostri di essere troppo giovane.."(ho 25 anni e non mi e' stata richiesta la C.I.). Orbene, davanti al locale campeggia un cartello con scritto" La direzione si riserva il diritto d'ingresso", e nessun accenno al riguardo dell'abbigliamento che e' indispensabile per l'entrata. Inutile che dica che l'addetto all'entrata si era messo a fare il consulente di moda con noi e altri, adducendo le motivazioni piu' svariate che non applicava su tutte le persone che entravano in modo omogeneo. Anzi per qualcuno non andavano bene i jeans ma subito dopo entrava anche chi li indossava. A questo punto, la mia domanda e' questa: cosa deve fare un cittadino per accedere ad un luogo pubblico quando in questo non sono esposte norme stringenti per l'abbigliamento? Insomma puo' un tipo dirmi che io devo stare fuori quando nel locale non e' esposto un cartello con scritto cosa io devo mettere? E poi capisco la selezione se ci si presenti in stile "barbone" con tutto il rispetto per questi, ma in abito? Dato che sono sicuro che sia una cosa capitata a molti, ora vi chiedo:1)Posso avvalermi delle forze dell'ordine quando ritengo di essere vittima di una discriminazione del tutto arbitraria come nel suddetto caso? 2) C'e' qualche legge sulla limitazione all'ingresso in un locale pubblico? 3)Non essendo esposto nulla al riguardo dell'abbigliamento necessario per l'ingresso potrei pretendere di entrare? 4)Avrei potuto denunciare questo fatto ,a chi e in che modo? 5)Posso fare denuncia anche ora che sono ormai tornato o potevo solo al momento dell'accaduto? Io vi ringrazio anticipatamente e dove possibile vi prego di inviarmi una risposta supportata da dettagliati riferimenti alla legge. Buona Pasqua.
Risposta ADUC
Nessuno impedisce che gli addetti possano esprimere un suggerimento in merito alla possibilita' o meno di entrare nel locale, ma il divieto non puo' essere da questi imposto, non avendone l'autorita'. In caso fosse necessario, questi potranno chiamare carabinieri o polizia, affinche' vengano eseguiti dei controlli e venga inibito l'accesso alle persone in questione.
Gli interessati, possono a loro volta chiamare le Autorita', a fronte di un tale divieto.
Avendo pero' accolto il "consiglio", non ci pare opportuno ne' fondato denunciare; contestare invece si': e' possibile inviare una raccomandata A/R alla Direzione, alla Camera di Commercio e comunque, come segnalazione, anche al Comando dei carabinieri od alla Questura, chiedendo di valutare il comportamento.
Per la presentazione delle denunce e degli esposti ci sono tre mesi di tempo dalla conoscenza del fatto.
Gli interessati, possono a loro volta chiamare le Autorita', a fronte di un tale divieto.
Avendo pero' accolto il "consiglio", non ci pare opportuno ne' fondato denunciare; contestare invece si': e' possibile inviare una raccomandata A/R alla Direzione, alla Camera di Commercio e comunque, come segnalazione, anche al Comando dei carabinieri od alla Questura, chiedendo di valutare il comportamento.
Per la presentazione delle denunce e degli esposti ci sono tre mesi di tempo dalla conoscenza del fatto.
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