Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 marzo 2002
Gentili signori, vorrei porvi questa domanda: sono in procinto di sottoscrivere l'atto di vendita di un appartamento di mia proprieta' con annessi, garage, orto, giardino.
Nel periodo intercorso tra la stipula del contratto preliminare e l'imminente atto di vendita, ho scoperto che il giardino e l'orto non sono di mia proprieta' esclusiva, bensi appartengono anche al proprietario dell'appartamento sottostante il mio(che e' poi il compratore stesso)e una terza persona residente all'estero impossibilitata pero' a rientrare in tempi brevi in italia. E'da precisare che entrambi gli appartamenti, il garage, l'orto e il giardino erano stati oggetto di donazione da parte dei nostri genitori.
A suo tempo, l'attribuzione delle proprieta' era stata fatta di comune accordo tra le parti.Purtroppo per inadempienza dei tecnici incaricati, le divisioni non risultano al catasto. Dopo la donazione, ognuno ha usufruito della sua parte cosi' come era stato stabilito nella donazione: ho quindi avuto l'uso esclusivo del mio orto e del mio giardino, sapendo che erano miei.
Il problema non sussiste per l'appartamento e il garage.
Vorrei quindi sapere se il compratore puo' rescindere dal contratto preliminare e chiedermi il rimborso della caparra gia' versatami, inoltre chiedermi un risarcimento ulteriore.
Faccio presente che mi sono espressamente dichiarato disposto a regolarizzare la mia posizione anche se non riesco a farlo entro il termine in cui verra' stpulato il contratto di vendita.
E' quindi possibile prorogare il termine della stipula del contratto di vendita senza che il compratore rescinda dal contratto preliminare?
IL compratore mi ha di fatto chiesto la riduzione della cifra gia' pattuita minacciando la rescissione del contratto per il motivo sopra esposto.
Sicuro di una vostra pronta risposta, porgo distinti saluti.
Nel periodo intercorso tra la stipula del contratto preliminare e l'imminente atto di vendita, ho scoperto che il giardino e l'orto non sono di mia proprieta' esclusiva, bensi appartengono anche al proprietario dell'appartamento sottostante il mio(che e' poi il compratore stesso)e una terza persona residente all'estero impossibilitata pero' a rientrare in tempi brevi in italia. E'da precisare che entrambi gli appartamenti, il garage, l'orto e il giardino erano stati oggetto di donazione da parte dei nostri genitori.
A suo tempo, l'attribuzione delle proprieta' era stata fatta di comune accordo tra le parti.Purtroppo per inadempienza dei tecnici incaricati, le divisioni non risultano al catasto. Dopo la donazione, ognuno ha usufruito della sua parte cosi' come era stato stabilito nella donazione: ho quindi avuto l'uso esclusivo del mio orto e del mio giardino, sapendo che erano miei.
Il problema non sussiste per l'appartamento e il garage.
Vorrei quindi sapere se il compratore puo' rescindere dal contratto preliminare e chiedermi il rimborso della caparra gia' versatami, inoltre chiedermi un risarcimento ulteriore.
Faccio presente che mi sono espressamente dichiarato disposto a regolarizzare la mia posizione anche se non riesco a farlo entro il termine in cui verra' stpulato il contratto di vendita.
E' quindi possibile prorogare il termine della stipula del contratto di vendita senza che il compratore rescinda dal contratto preliminare?
IL compratore mi ha di fatto chiesto la riduzione della cifra gia' pattuita minacciando la rescissione del contratto per il motivo sopra esposto.
Sicuro di una vostra pronta risposta, porgo distinti saluti.
Risposta ADUC
Premettiamo che -sulla base degli atti di donazione- se fossero decorsi 20 anni sarebbe possibile sostenere l'usucapione.
Ad ogni modo, e' vero che la controparte potrebbe risolvere il contratto, in quanto c'e' comunque un'irregolarita' che avrebbe dovuto essere verificata in precedenza. E' pero' anche vero che se il compratore fosse seriamente intenzionato all'acquisto, le verrebbe incontro ed accetterebbe di concordare nuovi termini contrattuali. Se invece non aspetta altro che agire su di lei per chiedere i danni, vuol dire che -come minimo- non e' il caso di vendergli. Pertanto, o trovate un accordo sui tempi, oppure (penale per penale) non venda a lui.
Per sapere che cosa effettivamente possa contestare, occorrerebbe avere lo studio specifico degli atti.
Ad ogni modo, e' vero che la controparte potrebbe risolvere il contratto, in quanto c'e' comunque un'irregolarita' che avrebbe dovuto essere verificata in precedenza. E' pero' anche vero che se il compratore fosse seriamente intenzionato all'acquisto, le verrebbe incontro ed accetterebbe di concordare nuovi termini contrattuali. Se invece non aspetta altro che agire su di lei per chiedere i danni, vuol dire che -come minimo- non e' il caso di vendergli. Pertanto, o trovate un accordo sui tempi, oppure (penale per penale) non venda a lui.
Per sapere che cosa effettivamente possa contestare, occorrerebbe avere lo studio specifico degli atti.
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