Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 marzo 2002
La Presidenza della Repubblica ed il Ministero della Giustizia (come gia' l'Ombudsman Europeo ed il Ministero Affari Sociali) hanno avuto la sensibilita' di rispondere cortesemente all'appello di un essere umano sfortunato; "Mi manda Rai3" no, forse e' troppo Intoccabile anche per dei coraggiosi giornalisti e per le Associazioni dei Consumatori sempre presenti sul video, la Magistratura italiana che tante censure ha ricevuto dall'Alta Corte di Strasburgo? O un invalido non e' ne' un consumatore ne' uno spettatore degno di un briciolo di umanita'.
Grazie e saluti
Oggetto: APPELLO DA UN DISABILE
Egregi Signori, l'altra sera, come spesso, guardavo la trasmissione televisiva "Mi manda Rai 3" quando, in proposito ad alcune problematiche con le Assicurazioni, veniva citata la lungaggine delle decisioni giudiziarie, come fossero un evento ineluttabile; io non voglio certo invischiarmi in un discorso sull'autonomia del potere giudiziario; ma voglio solo ricordarVi che la Giustizia, cosi' come la Scuola, la Sanita', ecc. sono Servizi che lo Stato mette a disposizione dei Cittadini, che pagano le tasse, con le quali tasse vengono pagate le retribuzioni degli addetti a tali Servizi, ed i Magistrati, non fanno eccezione, la tipicita' della loro funzione, peraltro ben retribuita, non li esenta dall'impegno all'efficienza ed alla professionalita', il sacrificio di alcuni di loro non e' un alibi per coloro che svolgono con pigrizia ed inefficienza il loro lavoro, ma un'aggravante della loro responsabilita' e della responsabilita' di chi chiamato ad organizzare, si occupa di altro, l'inefficienza dovrebbe essere un reato; i costi della lentezza dei giudici sono enormi, sia sul piano economico che sociale ed umano. So che avete gia' affrontato casi simili al mio, che a sua volta non e' dei piu' eclatanti; peraltro io non so piu' a chi rivolgermi: chiedo aiuto ed appoggio ringraziando anche solo per il conforto di un cenno di ricezione. Ecco il mio caso:
Egr. Sigg., Io sono stanco di elemosinare aiuto e rispetto della mia dignita' di essere umano e di cittadino: cerchero' ora di esporre il piu' sinteticamente possibile il mio caso per il quale sto implorando l'aiuto di tutti coloro che possono e hanno voglia di aiutarmi; saro' anche un po' approssimativo nelle date e nei nomi (in quanto non ho carteggi ma andro' a memoria: chiedo scusa se storpiero' qualche nome, ma la sostanza non sara' "storpiata").
Nell'autunno del '97 ebbe luogo una "scellerata" visita di verifica della mia invalidita' (con l'aggettivo scellerata non mi riferisco alla commissione ma alle oltre 4 ore di attesa; al fatto che forse per reazione all'umiliazione dell'attesa, nel colloquio con il membro della commissione - che non mi ha visitato, ma solo blandito con delle chiacchiere - ho piu' vantato le mie aspettative di miglioramento che messo in luce le limitazioni di cui sono tutt'ora vittima: non ho la minima autonomia, per mangiare, per vestirmi, per andare di corpo, ho un minimo di cammino incerto ma ho bisogno di qualcuno vicino, ogni tanto la gamba va in spasmo ed il braccio e' totalmente inattivo: se cado non riesco a rialzarmi, ecc.). Mi e' stata confermata l'invalidita' al 100% ma non l'indennita' di accompagnamento. Ho allora presentato ricorso, assistito dall'ANMIC di Parma che a sua volta ha affidato la pratica al'Avv. P. Il Magistrato incaricato D.ssa V. ha prescritto una visita di controllo dal medico legale Dott. C., che la eseguita l'8/03/98, depositando poi la perizia, a me favorevole, solo il9 o 11/2000; l'udienza ha poi subito diversi rinvii l'ultimo dei quali al 7/07/2001, dove sarebbe sta rinviata al novembre 2001: tutto cio' poiche' una Legge, che per ironia sarebbe stata fatta per snellire gli iter burocratici, ha spostato le competenze dalla Prefettura agli Enti Territoriali. In pratica continuano a rimandare da anni una decisione sui miei diritti, Tutto cio' mi sembra ingiusto e spregevole. Aiutatemi per favore. (e ponete fine a questo sistema di lungaggini, umiliazioni e prevaricazioni verso una categoria che gia' paga pegno alla vita). Con stima ed ossequi,
Aggiornamento:per indisponibilita' del Giudice (che mi dicono provvisoriamente "applicato" a Bologna, la causa e' stata ulteriormente rinviata al maggio 2002: il tormento continua; giungera' mai alla conclusione! e se fosse negativa quanto altro tempo mi ci vorra' per il grado successivo: ne vedro' il termine da vivo? Comunque tutto cio' mi avvilisce e deprime: mi sento anche in colpa con la mia famiglia,
P.S. Non sono un mitomane ne' un truffatore: potrei esibire un lungo elenco di personaggi, noti a livello locale ed anche nazionale, che potrebbero testimoniare sulla mia buona fede e sulla mia onesta': con il mio lavoro ho meritato la stima di molte ed importanti persone che ora non elenco per pudore, ma posso citare in qualsiasi occasione, senza incorrere in millanteria.
Grazie e saluti
Oggetto: APPELLO DA UN DISABILE
Egregi Signori, l'altra sera, come spesso, guardavo la trasmissione televisiva "Mi manda Rai 3" quando, in proposito ad alcune problematiche con le Assicurazioni, veniva citata la lungaggine delle decisioni giudiziarie, come fossero un evento ineluttabile; io non voglio certo invischiarmi in un discorso sull'autonomia del potere giudiziario; ma voglio solo ricordarVi che la Giustizia, cosi' come la Scuola, la Sanita', ecc. sono Servizi che lo Stato mette a disposizione dei Cittadini, che pagano le tasse, con le quali tasse vengono pagate le retribuzioni degli addetti a tali Servizi, ed i Magistrati, non fanno eccezione, la tipicita' della loro funzione, peraltro ben retribuita, non li esenta dall'impegno all'efficienza ed alla professionalita', il sacrificio di alcuni di loro non e' un alibi per coloro che svolgono con pigrizia ed inefficienza il loro lavoro, ma un'aggravante della loro responsabilita' e della responsabilita' di chi chiamato ad organizzare, si occupa di altro, l'inefficienza dovrebbe essere un reato; i costi della lentezza dei giudici sono enormi, sia sul piano economico che sociale ed umano. So che avete gia' affrontato casi simili al mio, che a sua volta non e' dei piu' eclatanti; peraltro io non so piu' a chi rivolgermi: chiedo aiuto ed appoggio ringraziando anche solo per il conforto di un cenno di ricezione. Ecco il mio caso:
Egr. Sigg., Io sono stanco di elemosinare aiuto e rispetto della mia dignita' di essere umano e di cittadino: cerchero' ora di esporre il piu' sinteticamente possibile il mio caso per il quale sto implorando l'aiuto di tutti coloro che possono e hanno voglia di aiutarmi; saro' anche un po' approssimativo nelle date e nei nomi (in quanto non ho carteggi ma andro' a memoria: chiedo scusa se storpiero' qualche nome, ma la sostanza non sara' "storpiata").
Nell'autunno del '97 ebbe luogo una "scellerata" visita di verifica della mia invalidita' (con l'aggettivo scellerata non mi riferisco alla commissione ma alle oltre 4 ore di attesa; al fatto che forse per reazione all'umiliazione dell'attesa, nel colloquio con il membro della commissione - che non mi ha visitato, ma solo blandito con delle chiacchiere - ho piu' vantato le mie aspettative di miglioramento che messo in luce le limitazioni di cui sono tutt'ora vittima: non ho la minima autonomia, per mangiare, per vestirmi, per andare di corpo, ho un minimo di cammino incerto ma ho bisogno di qualcuno vicino, ogni tanto la gamba va in spasmo ed il braccio e' totalmente inattivo: se cado non riesco a rialzarmi, ecc.). Mi e' stata confermata l'invalidita' al 100% ma non l'indennita' di accompagnamento. Ho allora presentato ricorso, assistito dall'ANMIC di Parma che a sua volta ha affidato la pratica al'Avv. P. Il Magistrato incaricato D.ssa V. ha prescritto una visita di controllo dal medico legale Dott. C., che la eseguita l'8/03/98, depositando poi la perizia, a me favorevole, solo il9 o 11/2000; l'udienza ha poi subito diversi rinvii l'ultimo dei quali al 7/07/2001, dove sarebbe sta rinviata al novembre 2001: tutto cio' poiche' una Legge, che per ironia sarebbe stata fatta per snellire gli iter burocratici, ha spostato le competenze dalla Prefettura agli Enti Territoriali. In pratica continuano a rimandare da anni una decisione sui miei diritti, Tutto cio' mi sembra ingiusto e spregevole. Aiutatemi per favore. (e ponete fine a questo sistema di lungaggini, umiliazioni e prevaricazioni verso una categoria che gia' paga pegno alla vita). Con stima ed ossequi,
Aggiornamento:per indisponibilita' del Giudice (che mi dicono provvisoriamente "applicato" a Bologna, la causa e' stata ulteriormente rinviata al maggio 2002: il tormento continua; giungera' mai alla conclusione! e se fosse negativa quanto altro tempo mi ci vorra' per il grado successivo: ne vedro' il termine da vivo? Comunque tutto cio' mi avvilisce e deprime: mi sento anche in colpa con la mia famiglia,
P.S. Non sono un mitomane ne' un truffatore: potrei esibire un lungo elenco di personaggi, noti a livello locale ed anche nazionale, che potrebbero testimoniare sulla mia buona fede e sulla mia onesta': con il mio lavoro ho meritato la stima di molte ed importanti persone che ora non elenco per pudore, ma posso citare in qualsiasi occasione, senza incorrere in millanteria.
Risposta ADUC
Attualmente la normativa italiana prevederebbe che si debba adire -per le contestazioni sulla lunghezza dei procedimenti- alla Corte d'Appello di Competenza.
Ad ogni modo, a nostro avviso, stante anche la tipologia del caso, si conferma l'opportunita' di inviare una richiesta di valutazione ed intervento alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, presso il Consiglio d'Europa, Strasburgo-Cedex.
Ad ogni modo, a nostro avviso, stante anche la tipologia del caso, si conferma l'opportunita' di inviare una richiesta di valutazione ed intervento alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, presso il Consiglio d'Europa, Strasburgo-Cedex.
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