Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 marzo 2002
Domanda 7 marzo 2002
Subject: stravolgimento dei piani regolatori di Roma
Sottopongo alla vostra attenzione un problema che in maniera poco evidente rischia di stravolgere ulteriormente il territorio della città di Roma. I comunicati che mando in allegato descrivono sommariamente l'ennesima truffa legalizzata ai danni dei cittadini e che riguarda la capacità da parte di alcuni costruttori, di scavalcare il Comune di Roma e il piano regolatore per costruire in aree centrali e densamente popolate.
No a nuove cubature a Città Giardino
- Permettere nuove cubature nella zona di via Levanna - via Nomentana.
- Autorizzare lo sbancamento di parte di una collina di tufo che sostiene le sovrastanti palazzine di via della Cisa .
- Permettere un nuovo insediamento in una zona intasata e sovrapopolata .
Tutto ciò potrebbe essere possibile grazie ad una concessione rilasciata dal Comune di Roma in ottemperanza di una sentenza del TAR e della cessione al Comune di un terreno.
- Come spesso avviene, un giudice ha deciso sulle carte, su dati parziali e in maniera frettolosa l'autorizzazione di un intervento enormemente impattante e assurdo all'interno di un tessuto urbano storico e particolare come Montesacro Città Giardino.
- Il Comune di Roma, che inspiegabilmente non ha fatto nessuna opposizione a questa sentenza deve rivedere la concessione tenendo conto della particolarità del territorio.
- Il Comune di Roma deve anche spiegare ai cittadini quali sono i benefici per la collettività di questa operazione, dato che sembra che la società costruttrice CELBA ha ceduto terreni perfettamente inutili e di nessun valore.
Comitato abitanti di Via della Cisa - Italia Nostra - Insieme per l'Aniene - Centro Sociale Brancaleone - Rifondazione Comunista Quarto Municipio - Verdi Quarto Municipio - DS Quarto Municipio - Gruppo Margherita Quarto Municipio - Comitato Veltroni Quarto Municipio.


Risposta ADUC
UN MIRACOLO SI E' COMPIUTO!
La concessione di via Levanna rientra nella truffa legalizzata delle famigerate zone "D".
Con questa "D" si definiscono una serie di zone di Roma che, essendo prima identificate con "B1", e quindi non edificabili, sono state dichiarate " edificabili solo con piani di zona decisi dal Comune di Roma ".
Cosa è successo dopo?
- Il Comune non ha mai fatto i piani di zona, e quindi non ha rilasciato le concessioni edilizie.
- I costruttori hanno fatto ricorso al TAR, che ha intimato il rilascio delle concessioni.
- Il Comune, che per i suoi "molteplici impegni" non ha fatto opposizione davanti al TAR, dice di essere obbligato a rilasciare la concessione, e la rilascia, senza inserirla in un contesto urbanistico già definito.
- E' evidente che un giudice del TAR non è detto che valuti l'impatto di una certa cubatura in un determinato contesto urbanistico, soprattutto in mancanza di una opposizione da parte del Comune che metta in evidenza il contesto generale.
- In questa maniera si compie il miracolo di rendere edificabili zone che per la loro particolare conformazione avrebbero potuto esserlo solo con particolari accorgimenti.
Qualcuno dice che fin dall'approvazione delle zone "D" questo era chiaro, una cosa è sicura: il Comune di Roma deve opporsi a questo scempio.
E' inutile arrivare ad un nuovo piano regolatore in cui si teorizzano bei concetti come "copartecipazione e copianificazione" se nel frattempo si è permesso un mare di cemento nelle zone più problematiche di Roma.
COMITATO ABITANTI DI VIA DELLA CISA
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