Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

7 marzo 2002
Domanda 7 marzo 2002
Preg.mo Senatore,
con riferimento alla discussione in corso sulla conversione in legge del decreto legge 25 gennaio 2002, n° 4, recante disposizioni urgenti finalizzate a superare lo stato di crisi per il settore zootecnico, per la pesca e per l'agricoltura (1064), le scriventi Organizzazioni desiderano richiamare la Sua attenzione sull'emendamento n° 1100/23 da Lei proposto relativo al Consorzio Obbligatorio Nazionale per lo smaltimento dei sottoprodotti.
Pur non avendo alcuna prevenzione di fondo nei confronti di tale strumento, le scriventi ritengono assolutamente negativo l'emendamento proposto che dovrebbe sostituire il
punto 8 dell'emendamento del Governo n° 1100, per i motivi di seguito riportati:
1) L'attività di smaltimento del materiale a rischio, soprattutto in un momento così delicato quale quello che la filiera carne sta attraversando, deve rimanere sotto la diretta gestione delle Amministrazioni pubbliche, centrali o periferiche, che sono le uniche a poter fornire le massime garanzie di controllo e di tutela della salute pubblica. In questo senso, infatti, si è indirizzata la scelta degli altri principali Paesi produttori europei quali la Francia, che ha affidato tale compito direttamente ai Prefetti o, recentemente, la Spagna, che ha incaricato di ciò le proprie amministrazioni regionali. E' questo il modo migliore di garantire la tutela della salute pubblica.
2) Le precedenti esperienze di Consorzi Obbligatori Nazionali sono in massima parte fallimentari, in quanto caratterizzate da altissimi costi di gestione (principalmente legati alle elevatissime remunerazioni dei vari Consigli di Amministrazione) e da contributi che ancora una volta si fermano sui produttori senza riuscire ad essere scaricati sulla distribuzione (basta osservare che nessuna delle aziende aderenti alla scrivente Associazione riesce oggi a trasferire sulla distribuzione, come invece dovrebbe essere, i costi del contributo Conai, che rimangono quindi esclusivamente a carico delle fasi a valle della filiera). Ciò si riproporrebbe per l'eventuale Consorzio obbligatorio per lo smaltimento dei sottoprodotti animali con l'aggravante che i costi, in questo caso più elevati, rimarrebbero a carico di allevatori e macellatori.
3) Nelle scorse settimane, il Governo si è impegnato con i produttori ed i consumatori ad aprire un tavolo di filiera da cui dovrebbe derivare una proposta congiunta e condivisa di soluzione del problema. La sostituzione del punto 8 dell'emendamento del Governo, che prevede la costituzione di tale tavolo, con la previsione unicamente di un Consorzio Obbligatorio scipperebbe alla filiera ed ai consumatori tale decisione, facendo di fatto venir meno gli impegni assunti in tal senso del Governo. La eventuale decisione di istituire un Consorzio obbligatorio quale strumento più adeguato per garantire la raccolta e la distruzione dei materiali a rischio dovrebbe essere presa esclusivamente da questo tavolo e non in forza di un emendamento dell'ultimo minuto, ed in ogni caso non potrebbe assolutamente prescindere dalla raccolta delle risorse finanziarie necessarie attraverso il meccanismo volontario di cui al comma 8 del D.L. n. 4 del 25/1/02.
4) Un Consorzio obbligatorio continuerebbe ad esistere ed a gravare su tutta la filiera anche nel momento i cui l'obbligo di smaltimento di tali sottoprodotti dovesse venir meno per una eventuale modifica delle norme nazionali e comunitarie di riferimento.
Alla luce di quanto sopra esposto le scriventi Organizzazioni chiedono quindi di non modificare il punto 8 dell'emendamento governativo, lasciando, come previsto, al tavolo di filiera l'individuazione della apposita soluzione.
ANCALEGA COOP ASSOCARNI
Il Responsabile Zootecnico Il Direttore Generale
Paolo Falceri Luigi Scordamaglia

Risposta ADUC
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