Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

26 febbraio 2002
Domanda 26 febbraio 2002
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - Cara ADUC, il 30/7/2001 io, R.B., ho ricevuto una notifica da parte del Concessionario alla Riscossioni dei Tributi di Rimini per canoni Rai non pagati da mio suocero C*** G*** a partire dal 1999 dell'importo totale di lire 914.880 iscritti a ruolo.

In data 10/9/01 ho risposto alla Rai Funzioni Regionali Abbonamenti TV via della fiera 13 Bologna spiegando che mio suocero C*** G***, deceduto il 10/6/2001, viveva con la mia famiglia dal 1996 trasferito da Pagani (Sa) perche' malato e non autosufficiente. Il suo vecchio televisore fu buttato insieme a tutto il resto. Entrando a far parte del mio nucleo familiare mio suocero probabilmente sospese il pagamento del canone senza dare formale disdetta.
Il Canone Rai veniva regolarmente pagato da me per la Tv posseduta dalla famiglia. Alla raccomandata ho allegato certificato di morte e certificato storico di residenza chiedendo di eliminare il debito in quanto inesistente il presupposto dell'imposta cioe' il possesso del televisore anche se in vizio di forma per non aver dato disdetta a suo tempo. Prima di inviare la raccomandata ho contattato l'ufficio e una signora piuttosto gentile di cui non chiesi il nome mi rassicuro' dicendo che se il caso era quello sicuramente avrebbero annullato il debito. Invece il 2/2/2002 l'Agenzia delle Entrate Ufficio Torino 1 SAT Sportello Abbonamenti TV mi scrive che C*** G*** deve pagare il canone fino alla disdetta cioe' alla data della raccomandata da me inviata, pertanto e' dovuto oltre all'importo in cartella esattoriale di lit. 914.880 anche il rateo 2001 pari a euro 47, 18. Inoltre mi viene richiesto il pagamento in qualita' di erede ma io non sono l'erede in quanto genero del defunto.
Cosa devo fare, pagare o ricorrere?

Risposta ADUC
Per quanto concerne la legittimita' della richiesta, effettivamente la somma sarebbe dovuta (in quanto, il pagamento e' dovuto al presupposto possesso di un apparecchio -ed in assenza di comunicazione, non c'e' modo di sostenere l'inesistenza di questo stato di fatto). Ad essere obbligato, e' pero' l'erede, che effettivamente non e' lei. Pertanto, per quello che la concerne, puo' contestare la legittimita' della pretesa. Il problema, e' che la cartella andrebbe contestata in Commissione provinciale tributaria (con raccomandata A/R entro 30gg. e presentando l'atto entro 60gg. in Commissione).
Valuti pertanto la convenienza (tenendo conto del fatto che sua moglie rischia di ricevere la medesima richiesta -e cio', legittimamente).
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