Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 febbraio 2002
Subject: Assistenza HondaItalia "INESISTENTE"
RACCOMANDATA A.R.
Il sottoscritto A*** C*** nato a Palermo il 28/09/1966, con la presente porta a conoscenza codesta spett/le redazione di una "gravissima" situazione che l'ha coinvolto personalmente con il colosso aziendale HONDA, in particolare del servizio Assistenza Honda ITALIA, che in data odierna e' risultato inesistente.
Per precisione descrivero' in modo dettagliato tutto cio' che sto' constatando con enorme delusione di una potenziale garanzia di 24 mesi (sulla carta) per non dire "Strafottenza" inerente ad una moto Honda CBR 1100 XX di mia proprieta', acquistata ad Aprile del 2001, nella quale si e' verificato "UN CEDIMENTO STRUTTURALE DEL TELAIO" in prossimita' del supporto sospensione posteriore.
L'incidente verificatosi (senza cause esterne) in data 12/12/2001, che non ha causato eccessivi danni fisici poiche' la velocita' mantenuta era quella cittadina, e' stato prontamente segnalato alla Honda ITALIA Sede di ROMA -Ufficio Assistenza Clienti, nella persona del sig. M. S. (responsabile del settore).
Dopo essermi messo in contatto con il sig. Sogliuzzo, lo stesso mostrava la sua disponibilita' suggerendomi di inviare una raccomandata dove veniva descritto l'accaduto in modo dettagliato; la raccomandata inviata in data 17/12/2001 perveniva in data 19/12/2001 al Centro Assistenza Honda Italia sede Roma.
Dopo vari giorni, non pervenendomi alcuna risposta, tentavo nuovamente un ulteriore contatto telefonico, ma non riuscivo a mettermi in contatto con il sig. S., (inutile dire che tra le innumerevoli telefonate lasciavo il mio recapito telefonico alla segretaria sperando in una ipotetica telefonata, fosse anche a mero titolo di cortesia, ma le mie speranze rimanevano tali).
Decidevo a questo punto, e soltanto adesso, di rivolgermi ad un legale, per essere assistito nella tutela di quelli che, prima come consumatore e poi come cittadino, credo essere i miei diritti.
Pertanto, il mio legale inviava rituale lettera di messa in mora per l'accaduto alla Honda Italia.
Poi, una volta accertatosi che la stessa fosse stata effettivamente ricevuta, Egli stesso provava a mettersi in contatto con la Sede della Societa' a Roma, al fine anche di conoscere la posizione assunta dalla Honda Italia sull'incidente e sulle sue potenziali cause.
Tutto quello che il mio legale otteneva era una serie ininterrotta di rinvii telefonici, durante i quali il Sig. S. veniva dato come assente o occupato altrove, comunque sempre impossibilitato a rispondere. Da ultimo, il mio legale veniva a conoscere appieno la gentilezza e la serieta' Honda Italia, rimanendo in attesa telefonica per venti minuti circa.
Dunque a questo punto mi chiedo:
* Se la sfortuna della Honda Italia e' quella di essere rimasto vivo, guidando una moto garantita tecnologicamente e meccanicamente dalla casa madre per sostenere velocita' di 300 Km/h, mentre il telaio (forse!!) e' garantito fino ad una velocita' di 50 Km/h!!!?
* Quanto e' importante per l'Honda Italia sapere se si sia trattato di un difetto di fabbrica, in fase di catena di montaggio, considerando che non sono l'unico a possedere "L'AMMIRAGLIA" delle moto Honda, o addirittura, ove nel mondo esistessero casi similari al mio, di difetto di progettazione; in quest'ultimo caso, qualora la Honda Italia S.p.a. e con essa la Casa Madre Honda Motor Japan Inc. fossero a conoscenza di problemi di tal genere e non avessero fatto i necessari richiami o gli eventuali ritiri dal mercato del mezzo, unicamente avendo a cuore i loro bilanci, non appare difficile ipotizzare la configurabilita' di ben piu' gravi responsabilita'.
La bomba "H", come e' stata definita dalla Honda la CBR 1100 XX, oggi mi appare minacciosa non solo per la concorrenza, ma anche per i suoi acquirenti.
* Perche' scegliere una moto ufficiale Honda Italia rispetto a quelle del mercato parallelo Europeo, quando la garanzia e' INESISTENTE!!!?
Ritengo che tutto cio' risulti assurdo, a prescindere dalla mia vicenda, per il semplice motivo che si sta "giocando" con la vita di motociclisti che acquistano una moto investendo somme di denaro non indifferenti, pensando di avere in corrispettivo mezzi dagli elevati standards di qualita' e sicurezza.
Io non ho trovato nulla di tutto questo, neppure la sensazione post accaduto di trovare un'organizzazione che al di la' dei numeri, guardasse i propri clienti come soggetti da tutelare e salvaguardare in ogni momento, anche meno grave di quello che mi ha interessato personalmente.
Grazie Honda Italia, ma Io non mi sento solo un numero del Vostro fatturato!
Sperando in un vostro obiettivo interessamento porgo distinti saluti.
RACCOMANDATA A.R.
Il sottoscritto A*** C*** nato a Palermo il 28/09/1966, con la presente porta a conoscenza codesta spett/le redazione di una "gravissima" situazione che l'ha coinvolto personalmente con il colosso aziendale HONDA, in particolare del servizio Assistenza Honda ITALIA, che in data odierna e' risultato inesistente.
Per precisione descrivero' in modo dettagliato tutto cio' che sto' constatando con enorme delusione di una potenziale garanzia di 24 mesi (sulla carta) per non dire "Strafottenza" inerente ad una moto Honda CBR 1100 XX di mia proprieta', acquistata ad Aprile del 2001, nella quale si e' verificato "UN CEDIMENTO STRUTTURALE DEL TELAIO" in prossimita' del supporto sospensione posteriore.
L'incidente verificatosi (senza cause esterne) in data 12/12/2001, che non ha causato eccessivi danni fisici poiche' la velocita' mantenuta era quella cittadina, e' stato prontamente segnalato alla Honda ITALIA Sede di ROMA -Ufficio Assistenza Clienti, nella persona del sig. M. S. (responsabile del settore).
Dopo essermi messo in contatto con il sig. Sogliuzzo, lo stesso mostrava la sua disponibilita' suggerendomi di inviare una raccomandata dove veniva descritto l'accaduto in modo dettagliato; la raccomandata inviata in data 17/12/2001 perveniva in data 19/12/2001 al Centro Assistenza Honda Italia sede Roma.
Dopo vari giorni, non pervenendomi alcuna risposta, tentavo nuovamente un ulteriore contatto telefonico, ma non riuscivo a mettermi in contatto con il sig. S., (inutile dire che tra le innumerevoli telefonate lasciavo il mio recapito telefonico alla segretaria sperando in una ipotetica telefonata, fosse anche a mero titolo di cortesia, ma le mie speranze rimanevano tali).
Decidevo a questo punto, e soltanto adesso, di rivolgermi ad un legale, per essere assistito nella tutela di quelli che, prima come consumatore e poi come cittadino, credo essere i miei diritti.
Pertanto, il mio legale inviava rituale lettera di messa in mora per l'accaduto alla Honda Italia.
Poi, una volta accertatosi che la stessa fosse stata effettivamente ricevuta, Egli stesso provava a mettersi in contatto con la Sede della Societa' a Roma, al fine anche di conoscere la posizione assunta dalla Honda Italia sull'incidente e sulle sue potenziali cause.
Tutto quello che il mio legale otteneva era una serie ininterrotta di rinvii telefonici, durante i quali il Sig. S. veniva dato come assente o occupato altrove, comunque sempre impossibilitato a rispondere. Da ultimo, il mio legale veniva a conoscere appieno la gentilezza e la serieta' Honda Italia, rimanendo in attesa telefonica per venti minuti circa.
Dunque a questo punto mi chiedo:
* Se la sfortuna della Honda Italia e' quella di essere rimasto vivo, guidando una moto garantita tecnologicamente e meccanicamente dalla casa madre per sostenere velocita' di 300 Km/h, mentre il telaio (forse!!) e' garantito fino ad una velocita' di 50 Km/h!!!?
* Quanto e' importante per l'Honda Italia sapere se si sia trattato di un difetto di fabbrica, in fase di catena di montaggio, considerando che non sono l'unico a possedere "L'AMMIRAGLIA" delle moto Honda, o addirittura, ove nel mondo esistessero casi similari al mio, di difetto di progettazione; in quest'ultimo caso, qualora la Honda Italia S.p.a. e con essa la Casa Madre Honda Motor Japan Inc. fossero a conoscenza di problemi di tal genere e non avessero fatto i necessari richiami o gli eventuali ritiri dal mercato del mezzo, unicamente avendo a cuore i loro bilanci, non appare difficile ipotizzare la configurabilita' di ben piu' gravi responsabilita'.
La bomba "H", come e' stata definita dalla Honda la CBR 1100 XX, oggi mi appare minacciosa non solo per la concorrenza, ma anche per i suoi acquirenti.
* Perche' scegliere una moto ufficiale Honda Italia rispetto a quelle del mercato parallelo Europeo, quando la garanzia e' INESISTENTE!!!?
Ritengo che tutto cio' risulti assurdo, a prescindere dalla mia vicenda, per il semplice motivo che si sta "giocando" con la vita di motociclisti che acquistano una moto investendo somme di denaro non indifferenti, pensando di avere in corrispettivo mezzi dagli elevati standards di qualita' e sicurezza.
Io non ho trovato nulla di tutto questo, neppure la sensazione post accaduto di trovare un'organizzazione che al di la' dei numeri, guardasse i propri clienti come soggetti da tutelare e salvaguardare in ogni momento, anche meno grave di quello che mi ha interessato personalmente.
Grazie Honda Italia, ma Io non mi sento solo un numero del Vostro fatturato!
Sperando in un vostro obiettivo interessamento porgo distinti saluti.
Risposta ADUC
Ringraziamo per la comunicazione inviataci per conoscenza. Si ricordi che -essendo ancora entro l'anno d'acquisto e potendo ipotizzare il vizio di produzione- puo' evitare di agire su Honda ed attivarsi direttamente sul venditore.
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