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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 febbraio 2002
Domanda 22 febbraio 2002
Subject: come si blocca la crescita di un paese
Roma 22-02-2002
Salve, vi scrivo per un aiuto ma prima devo raccontarvi un po' di storia.
Sono una donna di 39 anni, sposata, ho frequentato le superiori (diploma di segretaria di amministrazione) scoprendo alla fine di questi studi di non voler intraprendere quel tipo di carriera professionale, cosi' dopo vari corsi professionali sono riuscita a intraprendere la carriera di grafica e con tenacia e fatica e' da 1985, con alti e bassi, che lavoro nel settore della grafica editoriale e pubblicitaria.
Da circa due anni lavoro con soddisfazione, con un orario continuativo di otto ore (ed oltre), presso un'agenzia pubblicitaria di livello internazionale che quest'anno e' stata dichiarata "agenzia pubblicitaria dell'anno".
Spinta dall'entusiasmo per questo lavoro e per mia natura volevo crescere professionalmente (tengo a precisare: non solo per la carriera ma per mia cultura) cosi' a 39 anni mi sono iscritta all'universita', piu' precisamente sono iscritta al primo anno del corso di laurea in Disegno industriale, ho svolto la prova, pagato la prima rata di immatricolazione, comprato vari libri per la preparazione all'esame di ammissione, ho partecipato ai 3 incontri con i docenti.
Gia' prima della prova di ammissione avevo chiesto alla segreteria se la frequenza fosse obbligatoria o no, e mi era stato detto di no.
All'incontro con i docenti avevo fatto la stessa domanda e mi era stato detto che su richiesta con e-mail degli studenti lavoratori sarebbe stato forse istuito un corso serale e che gli orari sarebbero stati redatti solo sulla base delle persone iscritte per cui non era possibile sapere in anticipo come si sarebbero svolti.
Ho inviato la e-mail come suggerito, e visto che ero al limite della scadenza dei termini, ho versato la rata di 603.000 lire.
Al succcessivo incontro con tutti i docenti ho riproposto la mia questione e questa volta in maniera piu' chiara mi e' stato detto che la richiesta degli studenti lavoratori via e-mail per un corso con orari accessibili era stata fatta da soltanto 3 persone.
Faccio presente che le lezioni stabilite dal consiglio didattico si svolgono tutti i giorni (dal lunedi' al venerdi' dalle 9:00 alle 18:30) con laboratori pratici ed incontri fuori da questi orari (che pero' in base alla riforma dell'universita' vanno ad incidere sulla valutazione finale).
La mattina del 15-11-2001 alla richiesta diretta al coordinatore Prof. Antonio Paris per un possibile esonero dalla frequenza, vista la situazione, mi e' stato seccamente risposto che non sarebbe MAI stata accettata.
A questo punto chiedo:
una persona che per motivi personali desideri trovare una forma alternativa per seguire i corsi universitari e non smettere di lavorare COSA DEVE FARE? E' possibile che si parli tanto di formazione per i lavoratori e nella pratica tutto cio' e' impossibile? Quante persone ci saranno nella mia stessa condizione? Quanto si incide sulla crescita professionale di un paese in questo modo? Mi sono rivolta a voi come ultima spiaggia, se anche voi non potrete darmi aiuto credo che come in molte altre occasioni contro la burocrazia dovro' gettare la spugna, magari riuscendo solo a recuperare i miei soldi, ma rinunciare a cui piu' tenevo: seguire gli studi.
Sono amareggiata piu' che aver perduto dei soldi per il fatto di dover far marcia indietro, sapevo gia' che avrei avuto difficolta' essendo studente lavoratore, ma cosi' le difficolta' sono insormontabili.
Confido in una risposta, di qualsiasi natura essa sia, ma vi prego non "alzate le spalle" come tutti i professori universitari a cui ho sottoposto questa problematica, dicendo "cosa posso dirle?!" con aria sconsolata.
Vi ringrazio

Risposta ADUC
L'unica possibilita' che possiamo suggerire e' di cercare una diversa facolta' -anche in altra citta'- cui si possa iscrivere senza la necessita' di frequenza. Effettivamente, pero', non si rilevano gli estremi per poter pretendere l'attivazione di corsi specifici in orario diverso da quello ordinariamente previsto. Possiamo solo suggerire l'invio di una richiesta in merito (per raccomandata A/R) al Ministero di competenza (Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, Piazzale Kennedy, 20 00144 Roma 06.59911).
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