Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 febbraio 2002
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - Spett. ADUC, la scorsa settimana (venerdi' 15 febbraio 2002), dopo aver provato vari modelli ho prenotato un abito da sposa in un negozio specializzato di Trieste (SERICA) dando un acconto di 600 euro (in tutto l'abito costa circa 1100 euro). Il mio matrimonio e' previsto per ottobre 2002. Avrei quindi saldato l'abito circa a settembre 2002. Purtroppo dopo appena due giorni mi sono pentita dell'acquisto. Sono cosi' ritornata oggi (martedi' 19 febbraio 2002) al negozio ed ho chiesto se potevo riavere indietro il denaro, anche in cambio di una "penale" che sarei stata disposta a pagare per il mio sbaglio (anche il 20%, pari a 120 euro). In cambio, non solo non e' stata accolta la mia richiesta, ma mi e' stato fatto un buono, da poter spendere nel negozio, di solamente 480 euro (il 20% in meno di quello che ho effettivamente gia' pagato).
Non voglio nemmeno esprimere il mio parere riguardo alla moralita' dei proprietari del negozio che per puro lucro e per l'avidita' di guadagnare quattro lire, anzi quattro euro, rovinano lo spirito di felicita' e gioia che circonda i preparativi di uno dei piu' importanti momenti della vita di una persona, ma voglio semplicemente sapere se tutto questo e' legale. Alla mia richiesta di una motivazione della trattenuta del 20% dell'acconto, da parte del negozio, mi e' stato risposto che il vestito, una volta provato (ma l'ho provato in negozio solo 5 minuti...) deve poi essere lavato e che il negozio potrebbe, in realta', pretendere 40.000 lire per ogni prova di un abito da matrimonio...????
Cose dell'altro mondo!!!
Ma perche' allora non mi hanno detto tutto cio' prima che lo provassi? Provate ad immaginare l'esborso per provare quattro abiti!!! 160.000 lire??? Per niente.
Di certo avrei fatto dietro front, come l'avrebbero fatto molte altre clienti.
In piu', lo scontrino fiscale (di 600 euro e non di 480 euro!!) non me l'hanno consegnato e ce l'hanno ancora loro
Cosa posso fare? Posso ricorrere per vie legali?
Non chiedo di riavere i soldi a questo punto, vista la totale mancanza di disponibilita' di questa gente, ma almeno di avere un buono di valore pari a quello che ho gia' pagato come acconto del fatidico abito, cioe' di 600 euro.
RICHIESTA - Spett. ADUC, la scorsa settimana (venerdi' 15 febbraio 2002), dopo aver provato vari modelli ho prenotato un abito da sposa in un negozio specializzato di Trieste (SERICA) dando un acconto di 600 euro (in tutto l'abito costa circa 1100 euro). Il mio matrimonio e' previsto per ottobre 2002. Avrei quindi saldato l'abito circa a settembre 2002. Purtroppo dopo appena due giorni mi sono pentita dell'acquisto. Sono cosi' ritornata oggi (martedi' 19 febbraio 2002) al negozio ed ho chiesto se potevo riavere indietro il denaro, anche in cambio di una "penale" che sarei stata disposta a pagare per il mio sbaglio (anche il 20%, pari a 120 euro). In cambio, non solo non e' stata accolta la mia richiesta, ma mi e' stato fatto un buono, da poter spendere nel negozio, di solamente 480 euro (il 20% in meno di quello che ho effettivamente gia' pagato).
Non voglio nemmeno esprimere il mio parere riguardo alla moralita' dei proprietari del negozio che per puro lucro e per l'avidita' di guadagnare quattro lire, anzi quattro euro, rovinano lo spirito di felicita' e gioia che circonda i preparativi di uno dei piu' importanti momenti della vita di una persona, ma voglio semplicemente sapere se tutto questo e' legale. Alla mia richiesta di una motivazione della trattenuta del 20% dell'acconto, da parte del negozio, mi e' stato risposto che il vestito, una volta provato (ma l'ho provato in negozio solo 5 minuti...) deve poi essere lavato e che il negozio potrebbe, in realta', pretendere 40.000 lire per ogni prova di un abito da matrimonio...????
Cose dell'altro mondo!!!
Ma perche' allora non mi hanno detto tutto cio' prima che lo provassi? Provate ad immaginare l'esborso per provare quattro abiti!!! 160.000 lire??? Per niente.
Di certo avrei fatto dietro front, come l'avrebbero fatto molte altre clienti.
In piu', lo scontrino fiscale (di 600 euro e non di 480 euro!!) non me l'hanno consegnato e ce l'hanno ancora loro
Cosa posso fare? Posso ricorrere per vie legali?
Non chiedo di riavere i soldi a questo punto, vista la totale mancanza di disponibilita' di questa gente, ma almeno di avere un buono di valore pari a quello che ho gia' pagato come acconto del fatidico abito, cioe' di 600 euro.
Risposta ADUC
Ovviamente, puo' essere fatta pagare anche la prova: ma trattandosi di una cosa -quantomeno- anomala, l'avviso dovrebbe risultare specificamente nei locali.
Il problema e' un altro.
Infatti, la controparte aveva diritto di pretendere da parte sua l'adempimento e dunque imporle la conclusione del contratto. Tuttavia, in caso accettasse il recesso, deve applicare una penale accettabile -che altrimenti lei puo' contestare. Pertanto, trattenere il 20% a titolo di penale e' di per se' legittimo. Ma imporre anche un buono per il resto della somma potrebbe anche essere da considerarsi esoso, in quanto -pur essendoci, in un certo senso, il rimborso- questo risulta di fatto limitato. Potrebbe pertanto rivolgersi al giudice di pace -inizialmente in conciliazione- e cercare di ottenere una valutazione piu' equa.
Il problema e' un altro.
Infatti, la controparte aveva diritto di pretendere da parte sua l'adempimento e dunque imporle la conclusione del contratto. Tuttavia, in caso accettasse il recesso, deve applicare una penale accettabile -che altrimenti lei puo' contestare. Pertanto, trattenere il 20% a titolo di penale e' di per se' legittimo. Ma imporre anche un buono per il resto della somma potrebbe anche essere da considerarsi esoso, in quanto -pur essendoci, in un certo senso, il rimborso- questo risulta di fatto limitato. Potrebbe pertanto rivolgersi al giudice di pace -inizialmente in conciliazione- e cercare di ottenere una valutazione piu' equa.
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