Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

14 febbraio 2002
Domanda 14 febbraio 2002
Subject: Canone RAI
Ho visitato il Vs. sito ed ho trovato interessanti le iniziative intraprese nei confronti della R.A.I. Cosi' ho pensato di raccontare quello che mi e' capitato.
Premesso che non sono proprietaria di apparecchi televisivi e comunque non ho l'abitudine di guardare i programmi R.A.I., ho ricevuto una lettera di minacce della emittente "pubblica" in cui mi viene richiesto il pagamento del canone a partire dal 21 maggio 2001.
Non riuscivo a capire perche' avessero fissato quella data, e cosi' sono andata a guardare nella mia vecchia agendina, dove ho trovato un appunto che a mio parere la dice lunga sul comportamento di R.A.I. ed emittenti varie.
Due giorni prima, avevo ordinato un attrezzo sportivo su H.O.T., la cui ragione sociale attuale e' Home Shopping Europe, la televisione commerciale che trasmette 24 ore su 24 vendite televisive e pubblicita'.
Devo pensare ad un comportamento scorretto della Home Shopping Europe, che fornisce i dati dei propri clienti violando la legge sulla privacy?
Oggi e' possibile richiedere le visure camerali on line, cosi', ho scoperto che l'anzidetta emittente privata, dichiara di svolgere come attivita' prevalente quella di informazione di sport, cultura, ?. (???)
Inoltre, possono compartecipare con altre emittenti, e non dimentichiamo che adesso, come S.p.A. anche la R.A.I. puo' attivarsi in tale direzione e nulla esclude che lo stia gia' facendo sia come R.A.I. S.p.A., sia tramite altre aziende, come la R.A.I. Holding, per esempio.
Spesso le aziende private, per motivi fiscali, scelgono di suddividere le imprese; cosi' facendo, ovviamente, rientrano in fasce di reddito piu' comode ai fini del pagamento delle tasse. Se una scelta simile viene fatta dalla R.A.I., che pretende di essere un ente pubblico, in che modo vengono considerati i redditi percepiti?
In altre parole, vengono sommati o vengono presentati in dichiarazione distinte? Considerati gli obblighi della R.A.I. e l'impegno assunto dalla stessa a non superare i limiti prestabiliti di ore di pubblicita', in conseguenza del quale la R.A.I. pretende il pagamento del canone in regime di antitrust, mi chiedo se qualcuno, ad esempio la Guardia di Finanza si preoccupa di richiedere maggiore trasparenza contabile, sia in considerazione dei guadagni che possono arrivare nelle casse della R.A.I. attraverso compartecipazioni con altre emittenti, sia quelli che possono arrivare per vie alternative (mi riferisco al decreto datato credo 2001, che eroga finanziamenti pubblici a favore delle emittenti locali).
A questo punto diventa persino banale riflettere sul fatto che la RAI si sia appropriata dei miei dati personali due mesi prima che iniziasse a produrre effetti giuridici la convenzione firmata con il Ministero delle Finanze che regolarizza in qualche modo la posizione della R.A.I. nell'ambito della legge sulla privacy, riconoscendo la responsabilita' dell'emittente "pubblica" sui dati personali contenuti in elenchi vari, compreso quello dei cittadini maggiorenni.
A proposito, mi chiedevo? L'emendamento del Parlamento Europeo, - lo stesso che riguarda l?esenzione dal pagamento del canone telefonico per pensionati con redditi minimi- che se non ricordo male riconosce il diritto del cittadino di richiedere al Comune di residenza di non fornire informazioni sui dati personali, ha effetti giuridici?
E se la risposta e' un si', come mai non se ne parla? Cordiali saluti.

Risposta ADUC
Non siamo cosi' convinti che gli estremi eventualmente forniti da H.S.E. siano necessariamente dovuti a scambi di natura commerciale. Anche se realmente fosse stato quello il fatto scatenante, il problema e' che non si tratta di un abbonamento ad un servizio, bensi' di una tassa di possesso. Come tassa, e' consentita la verifica dei possibili evasori in vari modi -che, se opponibili nei confronti di privati (ad es. in merito ai canoni telefonici nei confronti di aziende commerciali) non lo sono in caso di tasse.
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