Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 febbraio 2002
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - Spett.le Associazione, Vi scrivo per avere un parere riguardo la possibilita' e modalita' di risoluzione di un contratto d'acquisto di un'auto in base alla situazione che Vi descrivo e gli eventuali rischi a cui mi sottoporrei in caso di contenzioso legale.
In data 16/1/2002 ho sottoscritto una proposta d'acquisto per un'auto Rover modello 1100 Clima Plus presso i locali della Concessionaria AUTOMESTRE (VE).
Le esigenze che ho sottoposto al rivenditore erano legate alla pronta disponibilita' del veicolo, che e' stato immediatamente individuato, ed all'inserimento dei poggiatesta posteriori nello stesso, in quanto disponibili solo a richiesta.
Dopo aver insistentemente chiesto conferma della possibilita' dell'allestimento dei suddetti poggiatesta, ponendoli a condizione necessaria per la conclusione del contratto e dopo ripetute rassicurazioni del rivenditore, a sua volta accertatosi, sulla fattibilita' dell'intervento in quanto "il veicolo era senza ombra di dubbio dotato delle necessarie predisposizioni", e' stata stipulata la proposta d'acquisto individuando specificatamente voce e costo dell'accessorio richiesto. PURTROPPO NELLA PROPOSTA NON HO FATTO SOTTOSCRIVERE LE CONDIZIONI DI NECESSARIETA' (pronta consegna ed inserimento dei poggia testa posteriori) AI FINI DELL'ACQUISTO.
Nella stessa peraltro non e' individuato il veicolo col relativo numero di telaio, ne' e' indicata la pronta consegna. A questi antefatti segue, a distanza di 12 giorni, una mia telefonata al fine di concordare l'appuntamento per il saldo del contratto e la consegna del veicolo. Solo a questo punto vengo informato che il veicolo individuato non puo' montare i poggiatesta posteriori perche' sprovvisto di predisposizioni. Seguono, a questo punto alcune vicende alquanto incresciose che, anche se lo meriterebbero per sottolineare la scorrettezza di gestione dei rapporti, mi vedono per 4 giorni frequentare i locali (non uno solo) della concessionaria varie volte al fine di chiarire la situazione (vds permessi dal lavoro e telefonate). Riassumendo, se in un primo momento l'auto non poteva montare l'accessorio richiesto perche' non predisposta, successivamente si sono alternate altre spiegazioni che andavano dall'impossibilita' oggettiva della dotazione perche' il veicolo in oggetto non veniva fornito ad origine con quella dotazione, contrariamente a quanto pubblicizzato dalla stessa Rover, come peraltro poi confermatomi dal servizio clienti e dalla sede centrale di Roma, per arrivare a dire che l'eventuale soluzione consisteva in una modifica strutturale dello schienale del sedile posteriore che, aperto e poi richiuso per la sua lunghezza, sarebbe stato dotato artigianalmente di predisposizioni e relativi poggiatesta.
Tralascio a questo punto le mie allibite esternazioni nei confronti della proposta fattami, per segnalare invece solamente che (se mai ce ne fosse bisogno):
1) La Societa' CETOC, che si occupa dell'omologazione per la vendita in Italia dei veicoli Rover, ha dichiarato che tale intervento puo' essere eseguito solamente previa loro eventuale autorizzazione e successiva omologazione;
2)che la societa' intermediaria fra la Rover Italia e i rivenditori autorizzati (come in questo caso), ritengono che il problema fosse superabile semplicemente sostituendo lo schienale del sedile posteriore con uno nuovo gia' dotato di predisposizioni;
3) che la stessa sede centrale di Rover Italia - Roma - mi ha confermato quanto sospettavo e cioe' che nel caso specifico, il rivenditore mirava a vendere il mezzo a sua disposizione senza ulteriori spese. A questo punto, dopo aver peraltro tentato una soluzione con una nuova proposta d?acquisto per un altro veicolo dotato di quanto da me ritenuto essenziale e senza che questa venisse nemmeno presa in considerazione, ho deciso di chiedere formalmente per iscritto la risoluzione del contratto per:
1) mancanza di uno dei requisiti essenziali;
2) la non pronta disponibilita' dell'auto;
3) il rifiuto della soluzione artigianale propostami (ritenuta invece validissima dal concessionario nonostante le mie ovvie rimostranze); chiedendo nel contempo la restituzione del deposito cauzionale versato.
Purtroppo, come gia' detto, non ho provveduto in sede contrattuale a specificare per iscritto le motivazioni sulla base delle quali ho chiesto poi la risoluzione per inadempimento del rivenditore.
Lo stesso successivamente, ignorando peraltro la mia richiesta, mi intima l'adempimento del contratto pena la risoluzione per mia colpa e il relativo trattenimento della caparra a titolo poi di parziale risarcimento. Preciso tuttavia che proprio in questa sede il concessionario individua il veicolo con il numero di telaio (che comunque non posso confermare) e lo dichiara immediatamente disponibile, come da accordi contrattuali, gia' alla data della stipula (16/1/2002).? Proprio questa circostanza mi spingerebbe ora a contestare:
1) la pronta disponibilita' in quanto l'auto non era e probabilmente non e' ancora dotata dei poggiatesta posteriori (ho sempre intimato di non apportare modifiche senza mio consenso);
2) l'eventuale reato di truffa dal momento che mi si chiede il pagamento dell'intero ammontare del saldo (comprensivo quindi anche del costo dei poggiatesta dettagliatamente individuato nella proposta).
Del tutto ho sempre provveduto ad informare la Sede Centrale a Roma della Rover Italia, chiedendo un loro interessamento per una soluzione bonaria.
Da momento che:
1) vorrei evitare, nei limiti del possibile, ogni forma di contenzioso in giudizio;
2) non intendo procedere all'acquisto in ogni caso ne' di questo ne' di alcun veicolo Rover, quand'anche il concessionario proponesse o fosse costretto ad adottare una soluzione che soddisfi le condizioni iniziali (in quanto e' venuta meno qualsiasi forma di fiducia e perche' nel frattempo e visto il protrarsi della situazione, certo non a causa mia, ho dovuto procedere all'acquisto di un altro veicolo, non per nulla avevo chiesto la pronta disponibilita');
3) desidero recuperare il deposito cauzionale versato (e che in un primo momento avevo persino riconosciuto per una parte al concessionario considerando la sua buona fede!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
Vi chiedo di volermi gentilmente consigliare sul da farsi e, se fosse necessario, un legale in zona a cui potermi rivolgere.
Con gratitudine
RICHIESTA - Spett.le Associazione, Vi scrivo per avere un parere riguardo la possibilita' e modalita' di risoluzione di un contratto d'acquisto di un'auto in base alla situazione che Vi descrivo e gli eventuali rischi a cui mi sottoporrei in caso di contenzioso legale.
In data 16/1/2002 ho sottoscritto una proposta d'acquisto per un'auto Rover modello 1100 Clima Plus presso i locali della Concessionaria AUTOMESTRE (VE).
Le esigenze che ho sottoposto al rivenditore erano legate alla pronta disponibilita' del veicolo, che e' stato immediatamente individuato, ed all'inserimento dei poggiatesta posteriori nello stesso, in quanto disponibili solo a richiesta.
Dopo aver insistentemente chiesto conferma della possibilita' dell'allestimento dei suddetti poggiatesta, ponendoli a condizione necessaria per la conclusione del contratto e dopo ripetute rassicurazioni del rivenditore, a sua volta accertatosi, sulla fattibilita' dell'intervento in quanto "il veicolo era senza ombra di dubbio dotato delle necessarie predisposizioni", e' stata stipulata la proposta d'acquisto individuando specificatamente voce e costo dell'accessorio richiesto. PURTROPPO NELLA PROPOSTA NON HO FATTO SOTTOSCRIVERE LE CONDIZIONI DI NECESSARIETA' (pronta consegna ed inserimento dei poggia testa posteriori) AI FINI DELL'ACQUISTO.
Nella stessa peraltro non e' individuato il veicolo col relativo numero di telaio, ne' e' indicata la pronta consegna. A questi antefatti segue, a distanza di 12 giorni, una mia telefonata al fine di concordare l'appuntamento per il saldo del contratto e la consegna del veicolo. Solo a questo punto vengo informato che il veicolo individuato non puo' montare i poggiatesta posteriori perche' sprovvisto di predisposizioni. Seguono, a questo punto alcune vicende alquanto incresciose che, anche se lo meriterebbero per sottolineare la scorrettezza di gestione dei rapporti, mi vedono per 4 giorni frequentare i locali (non uno solo) della concessionaria varie volte al fine di chiarire la situazione (vds permessi dal lavoro e telefonate). Riassumendo, se in un primo momento l'auto non poteva montare l'accessorio richiesto perche' non predisposta, successivamente si sono alternate altre spiegazioni che andavano dall'impossibilita' oggettiva della dotazione perche' il veicolo in oggetto non veniva fornito ad origine con quella dotazione, contrariamente a quanto pubblicizzato dalla stessa Rover, come peraltro poi confermatomi dal servizio clienti e dalla sede centrale di Roma, per arrivare a dire che l'eventuale soluzione consisteva in una modifica strutturale dello schienale del sedile posteriore che, aperto e poi richiuso per la sua lunghezza, sarebbe stato dotato artigianalmente di predisposizioni e relativi poggiatesta.
Tralascio a questo punto le mie allibite esternazioni nei confronti della proposta fattami, per segnalare invece solamente che (se mai ce ne fosse bisogno):
1) La Societa' CETOC, che si occupa dell'omologazione per la vendita in Italia dei veicoli Rover, ha dichiarato che tale intervento puo' essere eseguito solamente previa loro eventuale autorizzazione e successiva omologazione;
2)che la societa' intermediaria fra la Rover Italia e i rivenditori autorizzati (come in questo caso), ritengono che il problema fosse superabile semplicemente sostituendo lo schienale del sedile posteriore con uno nuovo gia' dotato di predisposizioni;
3) che la stessa sede centrale di Rover Italia - Roma - mi ha confermato quanto sospettavo e cioe' che nel caso specifico, il rivenditore mirava a vendere il mezzo a sua disposizione senza ulteriori spese. A questo punto, dopo aver peraltro tentato una soluzione con una nuova proposta d?acquisto per un altro veicolo dotato di quanto da me ritenuto essenziale e senza che questa venisse nemmeno presa in considerazione, ho deciso di chiedere formalmente per iscritto la risoluzione del contratto per:
1) mancanza di uno dei requisiti essenziali;
2) la non pronta disponibilita' dell'auto;
3) il rifiuto della soluzione artigianale propostami (ritenuta invece validissima dal concessionario nonostante le mie ovvie rimostranze); chiedendo nel contempo la restituzione del deposito cauzionale versato.
Purtroppo, come gia' detto, non ho provveduto in sede contrattuale a specificare per iscritto le motivazioni sulla base delle quali ho chiesto poi la risoluzione per inadempimento del rivenditore.
Lo stesso successivamente, ignorando peraltro la mia richiesta, mi intima l'adempimento del contratto pena la risoluzione per mia colpa e il relativo trattenimento della caparra a titolo poi di parziale risarcimento. Preciso tuttavia che proprio in questa sede il concessionario individua il veicolo con il numero di telaio (che comunque non posso confermare) e lo dichiara immediatamente disponibile, come da accordi contrattuali, gia' alla data della stipula (16/1/2002).? Proprio questa circostanza mi spingerebbe ora a contestare:
1) la pronta disponibilita' in quanto l'auto non era e probabilmente non e' ancora dotata dei poggiatesta posteriori (ho sempre intimato di non apportare modifiche senza mio consenso);
2) l'eventuale reato di truffa dal momento che mi si chiede il pagamento dell'intero ammontare del saldo (comprensivo quindi anche del costo dei poggiatesta dettagliatamente individuato nella proposta).
Del tutto ho sempre provveduto ad informare la Sede Centrale a Roma della Rover Italia, chiedendo un loro interessamento per una soluzione bonaria.
Da momento che:
1) vorrei evitare, nei limiti del possibile, ogni forma di contenzioso in giudizio;
2) non intendo procedere all'acquisto in ogni caso ne' di questo ne' di alcun veicolo Rover, quand'anche il concessionario proponesse o fosse costretto ad adottare una soluzione che soddisfi le condizioni iniziali (in quanto e' venuta meno qualsiasi forma di fiducia e perche' nel frattempo e visto il protrarsi della situazione, certo non a causa mia, ho dovuto procedere all'acquisto di un altro veicolo, non per nulla avevo chiesto la pronta disponibilita');
3) desidero recuperare il deposito cauzionale versato (e che in un primo momento avevo persino riconosciuto per una parte al concessionario considerando la sua buona fede!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
Vi chiedo di volermi gentilmente consigliare sul da farsi e, se fosse necessario, un legale in zona a cui potermi rivolgere.
Con gratitudine
Risposta ADUC
Quali siano gli ostacoli gia' ne e' cosciente.
Il consiglio che ci saremmo sentiti di darle sarebbe stato di fare esplicito riferimento alla loro lettera, conseguentemente affermando la propria disponibilita' all'immediato ritiro nel caso in cui il mezzo fosse dotato dei previsti poggiatesta, rilevando come essi debbano essere ritenuti condizione indispensabile all'acquisto, come da accordi.
Non volendo piu' acquistare l'auto, invece, possiamo solo suggerire di reiterare la contestazione gia' presentata, diffidando dall'avanzare ulteriori, indebite richieste, a fronte di detto loro inadempimento.
Tuttavia, non consiglieremmo il contenzioso. Sarebbe opportuno trovare un accordo in conciliazione -dal giudice di pace od in Camera di commercio.
Il consiglio che ci saremmo sentiti di darle sarebbe stato di fare esplicito riferimento alla loro lettera, conseguentemente affermando la propria disponibilita' all'immediato ritiro nel caso in cui il mezzo fosse dotato dei previsti poggiatesta, rilevando come essi debbano essere ritenuti condizione indispensabile all'acquisto, come da accordi.
Non volendo piu' acquistare l'auto, invece, possiamo solo suggerire di reiterare la contestazione gia' presentata, diffidando dall'avanzare ulteriori, indebite richieste, a fronte di detto loro inadempimento.
Tuttavia, non consiglieremmo il contenzioso. Sarebbe opportuno trovare un accordo in conciliazione -dal giudice di pace od in Camera di commercio.
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