Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 febbraio 2002
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - Sono partito il giorno giovedi' 24/01/02 alle ore 19.14 con il treno diretto 2328 la cui fermata finale era Firenze S.M.Novella; l'orario di arrivo previsto della mia destinazione, il paese di Montefiascone, era le ore 20.40. Alcuni minuti dopo la seconda partenza dalla stazione di Roma Tiburtina il treno ha subito una serie di soste non previste. Alla mia richiesta di spiegazioni al controllore del treno, questi non mi ha saputo rispondere ed e' apparso quindi evidente a tutti i passeggeri che il treno avrebbe subito sicuramente un ritardo per l'arrivo alla stazione di Orte; Qui l'orario ufficiale di arrivo sarebbe dovuto essere le ore19.58 ma e' avvenuto alle ore 20.19. Ad Orte, il treno regionale 7558 diretto a Viterbo, sarebbe dovuto partire alle ore 20.06 ed arrivare a Montefiascone alle ore 20.40 circa.
Come spesso avviene, anche questa volta i passeggeri in arrivo non hanno ricevuto informazioni dagli altoparlanti della stazione di Orte. La conseguenza di questa prassi ormai consolidata e' stata che la maggior parte dei viaggiatori ha dovuto prendere la decisione di proseguire il viaggio fino ad Attigliano per poter sperare di raggiungere la coincidenza con il treno 7558. Questa scelta e' stata necessaria in quanto in base ad un regolamento delle FFSS il treno in partenza da Orte deve essere puntuale mentre ad Attigliano c'e' la possibilita' che il treno possa tollerare un ritardo di circa 15 minuti.
Questa volta invece il treno ad Orte aveva ritardato la partenza ma inspiegabilmente, nel momento in cui arrivava il treno da Roma, partiva senza trasportare le persone che avrebbero dovuto effettuare il trasbordo. Il treno successivo, il regionale 7560, sarebbe dovuto partire dalla stazione di Orte alle ore 21.04 ed arrivare a Viterbo Porta Fiorentina alle 21.51; anche questo treno effettua fermata a Montefiascone.
La partenza di questo treno tuttavia, essendo l'ultimo treno utile della giornata per i viaggiatori diretti a Viterbo, viene quasi sempre ritardata; la ragione sta' nel fatto che sono attesi ad Orte altri due treni i cui passeggeri diretti a Viterbo se non trovassero ad attendere il treno 7560 non potrebbero giungere a destinazione. Il giorno giovedi' 24/01/02 questo treno e' partito dalla stazione di Orte alle ore 22.30 circa.
E' evidente che al ritardo per il mancato trasbordo sul treno 7558 da parte del sottoscritto e di altri compagni di sventura si sarebbe aggiunto quello relativo al treno 7560. L'odissea, per cio' che mi riguarda, si e' compiuta nel modo seguente: circa 30 minuti dopo essere arrivati alla stazione di Attigliano ci e' stato annunciato, personalmente dal capostazione, che probabilmente il treno 7560 avrebbe fatto sosta nella stazione con circa 50 minuti di ritardo. In una situazione del genere, considerando il fatto che la sera precedente mia figlia di 5 anni aveva avuto circa 37,5° di febbre, ho ritenuto opportuno chiedere al capostazione di fare in modo che comunque potessi arrivare a casa in tempi accettabili; poiche' il minimo ritardo prevedibile sarebbe stato di almeno 2 ore ho chiesto quindi l'arrivo di un taxi. Il dipendente delle FFSS in modo tanto gentile quanto diplomatico ha risposto di non avere ne' l'autorizzazione ne' tanto meno l'autorita' per venire incontro alla mia richiesta.
Ho chiesto allora, insieme ad altri viaggiatori sempre piu' indignati, di far fronte a quella situazione per evitare che il disagio potesse diventare una condizione simile a quella di un sequestro; il risultato e' stata una serie di telefonate destinate, presumo, a organi gerarchicamente superiori che di fatto non portava alla soluzione del problema; anzi ogni telefonata era motivo di discussione fra gli interlocutori e contribuiva a creare un clima sempre piu' teso. In quel momento allora ho capito che evidentemente non c'era nessuna intenzione da parte dell'ente FFSS di risolvere l'increscioso problema e ho deciso di rivolgermi telefonicamente ai Carabinieri. Dopo aver fatto presente la situazione per sommi capi al 112 sono stato messo in comunicazione con un interlocutore della stazione di Amelia; dopo una breve conversazione con il militare, ho capito che probabilmente quella sera finalmente avevo trovato la persona giusta: avendo avuto esperienza di pendolarismo non solo ha voluto parlare di persona col capostazione per verificare l'accaduto ma mi ha anche consigliato di rivolgermi alla polizia ferroviaria di Orte nonche' ad un legale nel caso in cui la vicenda avesse avuto degli esiti ancora piu' dannosi, fornendomi sia il numero di telefono della Polfer di Orte sia quello dell'assistenza viaggiatori della stazione. Inutile dire che in una situazione del genere un tale livello di professionalita' nonche' di solidarieta' e di umanita' si sarebbe atteso dall'ente autore del disagio.
La sensazione e' stata invece quella di una totale inadeguatezza nella gestione di una situazione di emergenza da parte delle FFSS.
Deciso a risolvere la situazione ormai degenerata con l'aiuto delle forze dell'ordine ho telefonato tramite il mio cellulare anche alla Polfer della stazione di Orte.
Anche in questa occasione mi e' stata dimostrata attenzione e soprattutto disponibilita' d'aiuto: il poliziotto con cui ho parlato infatti, dopo essersi consultato con l'aasistenza alla clientela, mi ha spiegato che in circostanze del genere e' prevista la possibilita' dell'arrivo di un taxi per portare a destinazione i passeggeri; le spese debbono poi essere anticipate dall'utenza che con regolare fattura hanno la possibilita' di chiedere il rimborso alle FFSS. Ho ritenuto quindi opportuno far conoscere questa informazione a chi avrebbe dovuto fornirla e cosi' ho passato il mio cellulare al capostazione affinche' ne venisse direttamente a conoscenza dalla Polfer di Orte. Quest'ultimo tuttavia resosi conto che a quell'ora in quella zona un taxi non sarebbe stato disponibile mi ha suggerito di farlo arrivare da Viterbo oppure da Orte fornendomi l'elenco telefonico. Proprio quando ormai ci si stava rassegnando ad arrivare a destinazione in piena notte inaspettatamente la notizia tanto attesa: la polfer telefonicamente informava la stazione di Attigliano che entro circa 10 minuti il treno 7560 sarebbe partito dalla stazione di Orte. Erano le ore 22.30. L'arrivo alla stazione di Zapponami la frazione del paese di Montefiascone e' avvenuto alle 23.20. Giunto a casa, alle 23.30 ho potuto riabbracciare la mia famiglia: mia figlia per fortuna stava bene, anche se ancora un po' febbricitante e non era ancora voluta andare a dormire perche' doveva spegnere le candeline sulla torta del suo papa' che quel giorno compiva gli anni.
E' possibile tramite la vostra associazione ottenere un risarcimento dei danni morali per il tempo rubatomi agli affetti della mia famiglia? Se cio' non fosse possibile, e' vero il fatto che le FFSS sono responsabili comunque per cio' che riguarda il trasporto a destinazione dei passeggeri in simili circostanze?
Da profano mi sembra che si possa ipotizzare un'interruzione di pubblico servizio.
Come sarebbe opportuno agire?
Ps.: L'accaduto e' anche stato pubblicato sul corriere di Viterbo in data 27/01/02
RICHIESTA - Sono partito il giorno giovedi' 24/01/02 alle ore 19.14 con il treno diretto 2328 la cui fermata finale era Firenze S.M.Novella; l'orario di arrivo previsto della mia destinazione, il paese di Montefiascone, era le ore 20.40. Alcuni minuti dopo la seconda partenza dalla stazione di Roma Tiburtina il treno ha subito una serie di soste non previste. Alla mia richiesta di spiegazioni al controllore del treno, questi non mi ha saputo rispondere ed e' apparso quindi evidente a tutti i passeggeri che il treno avrebbe subito sicuramente un ritardo per l'arrivo alla stazione di Orte; Qui l'orario ufficiale di arrivo sarebbe dovuto essere le ore19.58 ma e' avvenuto alle ore 20.19. Ad Orte, il treno regionale 7558 diretto a Viterbo, sarebbe dovuto partire alle ore 20.06 ed arrivare a Montefiascone alle ore 20.40 circa.
Come spesso avviene, anche questa volta i passeggeri in arrivo non hanno ricevuto informazioni dagli altoparlanti della stazione di Orte. La conseguenza di questa prassi ormai consolidata e' stata che la maggior parte dei viaggiatori ha dovuto prendere la decisione di proseguire il viaggio fino ad Attigliano per poter sperare di raggiungere la coincidenza con il treno 7558. Questa scelta e' stata necessaria in quanto in base ad un regolamento delle FFSS il treno in partenza da Orte deve essere puntuale mentre ad Attigliano c'e' la possibilita' che il treno possa tollerare un ritardo di circa 15 minuti.
Questa volta invece il treno ad Orte aveva ritardato la partenza ma inspiegabilmente, nel momento in cui arrivava il treno da Roma, partiva senza trasportare le persone che avrebbero dovuto effettuare il trasbordo. Il treno successivo, il regionale 7560, sarebbe dovuto partire dalla stazione di Orte alle ore 21.04 ed arrivare a Viterbo Porta Fiorentina alle 21.51; anche questo treno effettua fermata a Montefiascone.
La partenza di questo treno tuttavia, essendo l'ultimo treno utile della giornata per i viaggiatori diretti a Viterbo, viene quasi sempre ritardata; la ragione sta' nel fatto che sono attesi ad Orte altri due treni i cui passeggeri diretti a Viterbo se non trovassero ad attendere il treno 7560 non potrebbero giungere a destinazione. Il giorno giovedi' 24/01/02 questo treno e' partito dalla stazione di Orte alle ore 22.30 circa.
E' evidente che al ritardo per il mancato trasbordo sul treno 7558 da parte del sottoscritto e di altri compagni di sventura si sarebbe aggiunto quello relativo al treno 7560. L'odissea, per cio' che mi riguarda, si e' compiuta nel modo seguente: circa 30 minuti dopo essere arrivati alla stazione di Attigliano ci e' stato annunciato, personalmente dal capostazione, che probabilmente il treno 7560 avrebbe fatto sosta nella stazione con circa 50 minuti di ritardo. In una situazione del genere, considerando il fatto che la sera precedente mia figlia di 5 anni aveva avuto circa 37,5° di febbre, ho ritenuto opportuno chiedere al capostazione di fare in modo che comunque potessi arrivare a casa in tempi accettabili; poiche' il minimo ritardo prevedibile sarebbe stato di almeno 2 ore ho chiesto quindi l'arrivo di un taxi. Il dipendente delle FFSS in modo tanto gentile quanto diplomatico ha risposto di non avere ne' l'autorizzazione ne' tanto meno l'autorita' per venire incontro alla mia richiesta.
Ho chiesto allora, insieme ad altri viaggiatori sempre piu' indignati, di far fronte a quella situazione per evitare che il disagio potesse diventare una condizione simile a quella di un sequestro; il risultato e' stata una serie di telefonate destinate, presumo, a organi gerarchicamente superiori che di fatto non portava alla soluzione del problema; anzi ogni telefonata era motivo di discussione fra gli interlocutori e contribuiva a creare un clima sempre piu' teso. In quel momento allora ho capito che evidentemente non c'era nessuna intenzione da parte dell'ente FFSS di risolvere l'increscioso problema e ho deciso di rivolgermi telefonicamente ai Carabinieri. Dopo aver fatto presente la situazione per sommi capi al 112 sono stato messo in comunicazione con un interlocutore della stazione di Amelia; dopo una breve conversazione con il militare, ho capito che probabilmente quella sera finalmente avevo trovato la persona giusta: avendo avuto esperienza di pendolarismo non solo ha voluto parlare di persona col capostazione per verificare l'accaduto ma mi ha anche consigliato di rivolgermi alla polizia ferroviaria di Orte nonche' ad un legale nel caso in cui la vicenda avesse avuto degli esiti ancora piu' dannosi, fornendomi sia il numero di telefono della Polfer di Orte sia quello dell'assistenza viaggiatori della stazione. Inutile dire che in una situazione del genere un tale livello di professionalita' nonche' di solidarieta' e di umanita' si sarebbe atteso dall'ente autore del disagio.
La sensazione e' stata invece quella di una totale inadeguatezza nella gestione di una situazione di emergenza da parte delle FFSS.
Deciso a risolvere la situazione ormai degenerata con l'aiuto delle forze dell'ordine ho telefonato tramite il mio cellulare anche alla Polfer della stazione di Orte.
Anche in questa occasione mi e' stata dimostrata attenzione e soprattutto disponibilita' d'aiuto: il poliziotto con cui ho parlato infatti, dopo essersi consultato con l'aasistenza alla clientela, mi ha spiegato che in circostanze del genere e' prevista la possibilita' dell'arrivo di un taxi per portare a destinazione i passeggeri; le spese debbono poi essere anticipate dall'utenza che con regolare fattura hanno la possibilita' di chiedere il rimborso alle FFSS. Ho ritenuto quindi opportuno far conoscere questa informazione a chi avrebbe dovuto fornirla e cosi' ho passato il mio cellulare al capostazione affinche' ne venisse direttamente a conoscenza dalla Polfer di Orte. Quest'ultimo tuttavia resosi conto che a quell'ora in quella zona un taxi non sarebbe stato disponibile mi ha suggerito di farlo arrivare da Viterbo oppure da Orte fornendomi l'elenco telefonico. Proprio quando ormai ci si stava rassegnando ad arrivare a destinazione in piena notte inaspettatamente la notizia tanto attesa: la polfer telefonicamente informava la stazione di Attigliano che entro circa 10 minuti il treno 7560 sarebbe partito dalla stazione di Orte. Erano le ore 22.30. L'arrivo alla stazione di Zapponami la frazione del paese di Montefiascone e' avvenuto alle 23.20. Giunto a casa, alle 23.30 ho potuto riabbracciare la mia famiglia: mia figlia per fortuna stava bene, anche se ancora un po' febbricitante e non era ancora voluta andare a dormire perche' doveva spegnere le candeline sulla torta del suo papa' che quel giorno compiva gli anni.
E' possibile tramite la vostra associazione ottenere un risarcimento dei danni morali per il tempo rubatomi agli affetti della mia famiglia? Se cio' non fosse possibile, e' vero il fatto che le FFSS sono responsabili comunque per cio' che riguarda il trasporto a destinazione dei passeggeri in simili circostanze?
Da profano mi sembra che si possa ipotizzare un'interruzione di pubblico servizio.
Come sarebbe opportuno agire?
Ps.: L'accaduto e' anche stato pubblicato sul corriere di Viterbo in data 27/01/02
Risposta ADUC
Il consiglio e' di presentare un esposto in Procura della Repubblica: in caso vi fossero gli estremi di illeciti, l'esposto andra' avanti diventando un procedimento penale e conseguentemente potra' costituirsi parte civile, chiedendo in tale sede la rifusione del danno. Intentare un procedimento -singolo- per danni, senza una adeguata valutazione dal punto di vista penale, potrebbe non essere la cosa piu' conveniente. Ad ogni modo, se lo vuole, puo' intentare causa per danni rivolgendosi al giudice di pace -tentando, come prima cosa, una conciliazione.
Non e' comunque possibile, per noi, agire in sua vece nel procedimento di rifusione del danno da lei subito: in caso non volesse provvedere autonomamente, potremmo consigliarle dei legali convenzionati su Roma; ad ogni modo, riterremmo piu' conveniente, per lei, provvedere da solo al tentativo.
Non e' comunque possibile, per noi, agire in sua vece nel procedimento di rifusione del danno da lei subito: in caso non volesse provvedere autonomamente, potremmo consigliarle dei legali convenzionati su Roma; ad ogni modo, riterremmo piu' conveniente, per lei, provvedere da solo al tentativo.
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