Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 gennaio 2002
Subject: Canone RAI
Sul quotidiano di oggi (25.01.2002) "Il Messaggero", e' apparso un articolo circa il garante della privacy che boccia gli accordi fra Rai e i rivenditori.
Ne sono rimasto shockato. In sintesi la Rai corrisponde ai noleggiatori di cassette lire 70.000 per ogni nominativo di cliente segnalato che ad una successiva verifica risulta essere sprovvisto di abbonamento. Lo stesso accade con i rivenditori di tv.
Mi chiedo: se il canone e' una tassa, ed in quanto tale dovuta per legge, perche' corrispondere denaro (pubblico) a titolo di premio sotto forma appunto di "taglia"?
Se e' una tassa, chi autorizza la Rai a sottrarre al fisco una quota, appunto di 70.000 lire? A me sembra una truffa ai danni del fisco!
Se cio' fosse lecito (ma mi sembra quantomeno immorale oltre che giuridicamente e dal punto di vista amministrativo scorretto, (come giustificano queste elargizioni in bilancio?), lo stesso potrebbe fare il fisco con gli evasori e qualunque altro apparato dello stato.
Due pesi due misure?
E il rendere disponibili i dati personali senza autorizzazione dell'interessato non e' reato?
Ovviamente ben vengano le bacchettate del garante, ma possibile che fino ad oggi tutti abbiano lasciato fare senza minimamente obiettare sulla liceita' di simili comportamenti?
Con stima
Sul quotidiano di oggi (25.01.2002) "Il Messaggero", e' apparso un articolo circa il garante della privacy che boccia gli accordi fra Rai e i rivenditori.
Ne sono rimasto shockato. In sintesi la Rai corrisponde ai noleggiatori di cassette lire 70.000 per ogni nominativo di cliente segnalato che ad una successiva verifica risulta essere sprovvisto di abbonamento. Lo stesso accade con i rivenditori di tv.
Mi chiedo: se il canone e' una tassa, ed in quanto tale dovuta per legge, perche' corrispondere denaro (pubblico) a titolo di premio sotto forma appunto di "taglia"?
Se e' una tassa, chi autorizza la Rai a sottrarre al fisco una quota, appunto di 70.000 lire? A me sembra una truffa ai danni del fisco!
Se cio' fosse lecito (ma mi sembra quantomeno immorale oltre che giuridicamente e dal punto di vista amministrativo scorretto, (come giustificano queste elargizioni in bilancio?), lo stesso potrebbe fare il fisco con gli evasori e qualunque altro apparato dello stato.
Due pesi due misure?
E il rendere disponibili i dati personali senza autorizzazione dell'interessato non e' reato?
Ovviamente ben vengano le bacchettate del garante, ma possibile che fino ad oggi tutti abbiano lasciato fare senza minimamente obiettare sulla liceita' di simili comportamenti?
Con stima
Risposta ADUC
Il caso, un po' anomalo, che vede coinvolto l'Urar in luogo di avere un rapporto diretto col Fisco, rende la questione ibrida e negli ibridi e' piu' facile trovare degli spazi.
Ad ogni modo, concordiamo con lei circa il fatto che -mentre avrebbe senso addirittura prevedere l'imposizione di fornire le liste- pare contestabile la scelta di far pagare per l'acquisizione dei nominativi.
Ad ogni modo, concordiamo con lei circa il fatto che -mentre avrebbe senso addirittura prevedere l'imposizione di fornire le liste- pare contestabile la scelta di far pagare per l'acquisizione dei nominativi.
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