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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 gennaio 2002
Domanda 17 gennaio 2002
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - Per mia fortuna, fino ad ora, non ho mai avuto bisogno di un avvocato, in quanto l'unica volta che ho richiesto una consulenza mi sono sentita spennare!!!!! E mi e' stato detto da questo avvocato: "Signora si vede che lei non ha mai avuto a che fare con avvocati, perche' le garantisco che ho applicato le tariffe minime e le ho anche applicato uno sconto ulteriore"... Quasi quasi mi sentivo in colpa perche' poverina non ci aveva guadagnato niente. Probabilmente e' cosi', ma visto che la mia sensazione e' di "spennamento" volevo capire se le tariffe che mi erano state applicate secondo voi sono oneste. Ho controllato presso l'ordine degli avvocati le tariffe minime e massime, ma mi risulta molto difficoltoso capire come vengono applicate e ho il sospetto che sia ad uso e consumo dell'avvocato (per ipotesi questo avvocato avrebbe potuto richiedermi anche milioni e io avrei dovuto pagare?). Ero andata da questo avvocato solo per richiedere un consiglio in vista di una poco probabile separazione, piu' che altro volevo capire la differenza e la tempistica tra separazione consensuale o giudiziale. Dopo tutto l'unica cosa che ho in comune con mio marito e' un piccolo appartamento acquistato prima del matrimonio al 50%, percepisco uno stipendio da lavoro dipendente e ci siamo sposati in separazione dei beni. Non abbiamo figli. Quindi direi un caso molto semplice: si potrebbe pensare di procedere anche senza l'intervento di un avvocato.
L'avvocato mi consiglia (appuntamento durato ca 30 minuti) di inviare una raccomandata a mio marito, per sbloccare la crisi in cui mi ritrovo, anche solo per capire le sue intenzioni; in questa lettera l'avvocato richiede un appuntamento con lui o con un suo legale, seguito ad una una mia richiesta di separazione consensuale. Le chiedo anche un preventivo e lei mi dice che: "la separazione, se cosa non complicata come in questo caso, costera' circa Lit. 3.000.000 (in due) con lo stesso avvocato, altrimenti, se ognuno di voi procedera' con il proprio, l'importo che lei mi paghera' quale mio compenso ammontera' a circa Lit.2.000.000". Le faccio presente che comunque voglio procedere con calma e che molto probabilmente mi fermero' alla raccomandata (un sasso in uno stagno. dice lei!) ed insisto a pagarle subito il suo onorario.
Lei mi dice di non preoccuparmi per cosi' poco, eventualmente ci sentiremo piu' avanti con calma!
-dopo 15 giorni (21/11/01) mi telefona per sollecitarmi su cosa ha intenzione di fare mio marito, anche perche' se lui non risponde nel giro di breve lei invierebbe una raccomandata con la quale gli comunica che se non risponde entro una settimana procedera' con separazione giudiziale …… ma io le dico che non e' il caso anche perche' non ho fretta e non e' certo mia intenzione procedere in tal senso.
- dopo 7 giorni (29/11/01) le confermo che probabilmente lui andra' da un avvocato di sua fiducia.
- il 06/12/01 mi informa che ha ricevuto un fax da parte dell'avvocato della controparte e mi richiede un appuntamento con il quale analizzeremo il mio caso e definiremo delle proposte; in questa occasione devo portare un acconto in contanti (assolutamente nessun assegno bancario o circolare!!!!) di Lit.1.500.000. Gli chiedo come mai un acconto cosi' alto e poi. In contanti. e … sorpresa!!!
Il preventivo che era di Lit. 2.000.000, ora e' diventato di minimo Lit.3.000.000 forse Lit.4.000.000.
-il 14/12/01 la richiamo e disdico l'appuntamento del 17/12/01, dicendogli che non ho piu' intenzione di continuare con lei e quindi se mi puo' preparare la fattura per saldare il conto. Lei mi informa che per il ritiro della fattura e per saldare il suo onorario rimane comunque fissata la data del 17/12/01, devo telefonarle al mattino cosi' mi comunica l'importo.
- Il 17/12/01 al mattino le telefono e mi comunica l'importo, mi dice che per correttezza ha dovuto inviare un fax al suo collega per informalo che non si occupera' piu' della pratica. Nel pomeriggio passo a ritirare la fattura, la fotocopia delle lettere inviate (che faceva quasi fatica a consegnarmi) e sotto mia precisa richiesta; anche questo con molta fatica finalmente mi consegna il conto scritto a mano, cosi' composto:
- Apertura pratica Lit. 20.000
- Convegno con cliente c/o suo studio Lit. 75.000
- Esamina?????? Lit. 275.000
- Raccomandata (Lit. 20.000 + spese postali Lit. 5.000) Lit. 25.000
- Fax ricevuto da avvocato controparte Lit. 3.000
- Lettera ad avvocato x chiudere il tutto (Lit. 20.000 +8.000 di spese) Lit. 28.000
- Ogni telefonata (tra cui anche la telefonata in cui ho disdetto il tutto e la telefonata in cui gli mi ha comunicato l'importo della fattura: Lit. 20.000x 5 +1.000 x 2 per spese telefoniche) Lit. 102.000
- Consegna fattura e pagamento (durata circa 5 minuti) Lit. 75.000
- Spese generali ex art. 10 - tariffe emesse Lit. 58.500
Per un totale di Lit 661.500
Per sua bonta' mi ha ridotto l'importo arrivando cosi' a Lit.500 000 + Tasse del 10% Lit.50.000 + Iva del 20% Lit. 62.000-Totale fattura Lit. 612.000.
Secondo voi e' stata onesta? E se non lo e' stata, posso fare qualcosa? Penso che comunque alla fine se procedero' con la separazione, molto probabilmente, non mi affidero' piu' ad un avvocato.
Vi ringrazio per ogni chiarimento possiate comunicarmi. Vi saluto cordialmente.

Risposta ADUC
Non possiamo valutare il lavoro svolto e conseguentemente le cifre richieste -anche perche' ci paiono nella norma.
Ad ogni modo, e' all'Ordine degli Avvocati che deve essere richiesto un espresso giudizio di congruita' -sul caso specifico: proprio perche' le tariffe sono complicate da valutare, e' l'ordine a doversi esprimere (il che non vuol dire limitarsi a verificare lei le tariffe, ma proprio di chiedere un giudizio).
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