Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 gennaio 2002
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - Vorrei chiedervi come devo comportarmi nei confronti di un'oreficeria che si rifiuta di restituirmi dei grammi d'oro di mia proprieta'.
E' successo un po' di tempo fa che ho deciso di far eseguire da un orefice una modifica ad un mio gioiello, vista la necessita' di aggiungere dei grammi d'oro, l'orefice stesso mi ha proposto di portargli quello che avevo a casa, reduce da altri lavori, in modo tale che lui stesso potesse utilizzarlo.
Alla fine del lavoro, mi erano ancora avanzati dei grammi d'oro, ho chiesto all'orefice di restituirmi i miei grammi rimasti, ma la risposta che ho ottenuto, e' stato che ormai lui aveva fatto tutta una "colata" con altro oro che aveva li, e che avrei potuto usufruire di quella rimanenza solo nel caso in cui avessi avuto intenzione di acquistare qualcosa (quindi avrebbe stornato l'importo pari al valore dei miei grammi), oppure riutilizzandolo per apporre delle altre eventuali modifiche ai miei oggetti.
Premetto che io sono in possesso di una sua "ricevuta" dove si attesta la quantita' di grammi di mia proprieta'. Lo stesso orafo, poi l'ho interpellato per farmi fare un preventivo riguardante la riparazione di un orologio a pendolo, solo che, al posto di farmi il preventivo ha voluto procedere di testa propria ed ha riparato l'oggetto senza avermi chiesto l'autorizzazione per procedere con il lavoro, infatti ne io ne lui abbiamo nessuna ricevuta di autorizzazione al lavoro.
Scusandomi per la lunghezza della domanda, vi chiedo come posso comportarmi nei confronti di questo orafo.
Grazie ancora, e complimenti per gli aiuti che state dando.
RICHIESTA - Vorrei chiedervi come devo comportarmi nei confronti di un'oreficeria che si rifiuta di restituirmi dei grammi d'oro di mia proprieta'.
E' successo un po' di tempo fa che ho deciso di far eseguire da un orefice una modifica ad un mio gioiello, vista la necessita' di aggiungere dei grammi d'oro, l'orefice stesso mi ha proposto di portargli quello che avevo a casa, reduce da altri lavori, in modo tale che lui stesso potesse utilizzarlo.
Alla fine del lavoro, mi erano ancora avanzati dei grammi d'oro, ho chiesto all'orefice di restituirmi i miei grammi rimasti, ma la risposta che ho ottenuto, e' stato che ormai lui aveva fatto tutta una "colata" con altro oro che aveva li, e che avrei potuto usufruire di quella rimanenza solo nel caso in cui avessi avuto intenzione di acquistare qualcosa (quindi avrebbe stornato l'importo pari al valore dei miei grammi), oppure riutilizzandolo per apporre delle altre eventuali modifiche ai miei oggetti.
Premetto che io sono in possesso di una sua "ricevuta" dove si attesta la quantita' di grammi di mia proprieta'. Lo stesso orafo, poi l'ho interpellato per farmi fare un preventivo riguardante la riparazione di un orologio a pendolo, solo che, al posto di farmi il preventivo ha voluto procedere di testa propria ed ha riparato l'oggetto senza avermi chiesto l'autorizzazione per procedere con il lavoro, infatti ne io ne lui abbiamo nessuna ricevuta di autorizzazione al lavoro.
Scusandomi per la lunghezza della domanda, vi chiedo come posso comportarmi nei confronti di questo orafo.
Grazie ancora, e complimenti per gli aiuti che state dando.
Risposta ADUC
Se ha degli atti da cui risulti sia l'oro consegnato che quello utilizzato per le rifiniture sul gioiello (o comunque, se quest'ultimo sia determinabile), ha tutti gli elementi per contestare. Altrimenti, mancherebbe la possibilita' di determinare con certezza se e quanto oro sia stato trattenuto (anche se varra' comunque la pena di intentare un procedimento, ad esempio in conciliazione).
Invii -questo comunque- una raccomandata A/R, contestando quanto avvenuto, intimando di provvedere alla restituzione dell'oro o comunque al rimborso del danno relativo, dettando un termine di giorni entro cui provvedervi e specificando che -in difetto- adira' le vie legali.
Rivolgendosi pertanto al giudice di pace (inizialmente, appunto, in conciliazione).
Invii -questo comunque- una raccomandata A/R, contestando quanto avvenuto, intimando di provvedere alla restituzione dell'oro o comunque al rimborso del danno relativo, dettando un termine di giorni entro cui provvedervi e specificando che -in difetto- adira' le vie legali.
Rivolgendosi pertanto al giudice di pace (inizialmente, appunto, in conciliazione).
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