Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 gennaio 2002
Spett. Associazione per i diritti degli utenti e consumatori " ADUC "
Con la presente intendo sottoporre alla Vostra attenzione un grave fatto di ingiustizia ma soprattutto di corruzione (di un C.T.U del tribunale di Treviso) avuto come epilogo la sentenza provvisoria in questi giorni.
Saro ovviamente il piu' breve e coinciso possibile nell'esporvi il fatto e mi impegno fin d' ora a fornirvi tempestivamente (via Fax o @ mail) tutta la documentazione particolareggiata che riterrete opportuno visionare.
Nel 1995 decido di far riverniciare l'autovettura (totalmente cambiando addirittura colore per un totale all'epoca di circa 5.000.000 di lire regolarmente pagati come da ricevuta fiscale) e mi rivolgo presso una regolare Carrozzeria; circa un mese dopo l'esecuzione dei lavori sulla verniciatura in svariati punti appaiono vistose bollicine rigonfie, che punte con un ago lasciano fuoriuscire dell'acqua.
Intuendo subito che cosa era successo mi reco presso la carrozzeria per esporre il problema ma questi superficialmente mi rispondono "picche".
Rivoltomi ad un legale per sentire se potevo ottenere giustizia, questo mi affermava che era sufficiente far eseguire una perizia sull'autovettura.
Eseguita questa presso un noto perito della zona si legge testualmente: " Dopo aver esaminato la vettura il C.T.U ha accertato l'esistenza di vizi e difetti, dovuti soprattutto ad una cattiva preparazione dei fondi, sicche' la successiva riverniciatura e' in parecchi punti rinvenuta causando la formazione di bolle".
Nella relazione tecnica dello stesso C.T.U si legge testualmente: " E stata verificata e riscontrata la corrispondenza dei difetti lamentati e rappresentati nella documentazione fotografica del fascicolo di causa di parte attorea".
Inspiegabilmente contraddicendosi in una successiva perizia lo stesso C.T.U. (probabilmente ammorbidito con un lauto compenso elargito dalla carrozzeria stessa) faceva testualmente le seguenti dichiarazioni: " Il tipo di intervento anche se eseguito a regola d' arte con tutte le precauzioni e gli accorgimenti possibili non garantisce che possano insorgere fenomeni come quelli riscontrati nella vettura di cui e' causa.
Il fatto che, dopo un mese dalla riverniciatura della vettura ti si stacchi la vernice nella maniera sopradescritta e' da considerare un lavoro a regola d' arte?
Di qui la sentenza beffa (anche se provvisoria) di questi giorni che oltre al danno ricevuto e a quanto gia sborsato per le relative perizie mi condannano a pagare alla convenuta la somma di lire 5.532.000 fra onorari e diritti vari.
Colto da grandissimo sconforto nel vedere come un onesto cittadino, dalla condotta di vita fin qui irreprensibile, possa nel tentativo di ottenere giustizia di fronte ad un simile sopruso, essere "bastonato" da una sentenza di questo genere, visto che per un semplice operaio come nel mio caso le somme sopraesposte non sono di poco conto.
Mi rivolgo a voi perche' possiate far luce su un fin troppo evidente caso di corruzione ed ottenere finalmente giustizia visto che il mio avvocato a quanto pare non sa come procedere.
Rimanendo a vostra disposizione porgo, Distinti saluti.
Con la presente intendo sottoporre alla Vostra attenzione un grave fatto di ingiustizia ma soprattutto di corruzione (di un C.T.U del tribunale di Treviso) avuto come epilogo la sentenza provvisoria in questi giorni.
Saro ovviamente il piu' breve e coinciso possibile nell'esporvi il fatto e mi impegno fin d' ora a fornirvi tempestivamente (via Fax o @ mail) tutta la documentazione particolareggiata che riterrete opportuno visionare.
Nel 1995 decido di far riverniciare l'autovettura (totalmente cambiando addirittura colore per un totale all'epoca di circa 5.000.000 di lire regolarmente pagati come da ricevuta fiscale) e mi rivolgo presso una regolare Carrozzeria; circa un mese dopo l'esecuzione dei lavori sulla verniciatura in svariati punti appaiono vistose bollicine rigonfie, che punte con un ago lasciano fuoriuscire dell'acqua.
Intuendo subito che cosa era successo mi reco presso la carrozzeria per esporre il problema ma questi superficialmente mi rispondono "picche".
Rivoltomi ad un legale per sentire se potevo ottenere giustizia, questo mi affermava che era sufficiente far eseguire una perizia sull'autovettura.
Eseguita questa presso un noto perito della zona si legge testualmente: " Dopo aver esaminato la vettura il C.T.U ha accertato l'esistenza di vizi e difetti, dovuti soprattutto ad una cattiva preparazione dei fondi, sicche' la successiva riverniciatura e' in parecchi punti rinvenuta causando la formazione di bolle".
Nella relazione tecnica dello stesso C.T.U si legge testualmente: " E stata verificata e riscontrata la corrispondenza dei difetti lamentati e rappresentati nella documentazione fotografica del fascicolo di causa di parte attorea".
Inspiegabilmente contraddicendosi in una successiva perizia lo stesso C.T.U. (probabilmente ammorbidito con un lauto compenso elargito dalla carrozzeria stessa) faceva testualmente le seguenti dichiarazioni: " Il tipo di intervento anche se eseguito a regola d' arte con tutte le precauzioni e gli accorgimenti possibili non garantisce che possano insorgere fenomeni come quelli riscontrati nella vettura di cui e' causa.
Il fatto che, dopo un mese dalla riverniciatura della vettura ti si stacchi la vernice nella maniera sopradescritta e' da considerare un lavoro a regola d' arte?
Di qui la sentenza beffa (anche se provvisoria) di questi giorni che oltre al danno ricevuto e a quanto gia sborsato per le relative perizie mi condannano a pagare alla convenuta la somma di lire 5.532.000 fra onorari e diritti vari.
Colto da grandissimo sconforto nel vedere come un onesto cittadino, dalla condotta di vita fin qui irreprensibile, possa nel tentativo di ottenere giustizia di fronte ad un simile sopruso, essere "bastonato" da una sentenza di questo genere, visto che per un semplice operaio come nel mio caso le somme sopraesposte non sono di poco conto.
Mi rivolgo a voi perche' possiate far luce su un fin troppo evidente caso di corruzione ed ottenere finalmente giustizia visto che il mio avvocato a quanto pare non sa come procedere.
Rimanendo a vostra disposizione porgo, Distinti saluti.
Risposta ADUC
In caso ipotizzasse la corruzione, dovrebbe presentare una denuncia in Procura della Repubblica: la quale, seguirebbe il suo corso. Ad ogni modo, non essendoci prove sufficienti di quanto sostenuto, ci pare che mettere la questione sul penale, sarebbe un rischio per lei (e comunque, e' un legale penalista di cui si fida a dover studiare gli atti e rilevare gli eventuali estremi e dunque consigliare o meno la presentazione della denuncia).
A nostro avviso, dovrebbe essere rigettata la Ctu, proprio sulla base delle incoerenze rilevate -chiedendone una nuova. Affrontando pertanto la questione in sede civile. E' comunque una causa vera e propria, quella che si trova ad affrontare: e deve essere gestita come ogni altro procedimento.
A nostro avviso, dovrebbe essere rigettata la Ctu, proprio sulla base delle incoerenze rilevate -chiedendone una nuova. Affrontando pertanto la questione in sede civile. E' comunque una causa vera e propria, quella che si trova ad affrontare: e deve essere gestita come ogni altro procedimento.
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