Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

6 gennaio 2002
Domanda 6 gennaio 2002
Subject: Ping pong tra Credito Italiano e INPDAP
Buongiorno, desidererei chiedervi un parere e, se possibile, una collaborazione su una situazione che vede schiacciati mia moglie e me tra due colossi: il Credito Italiano e l'INPDAP. Mi sono permesso di sollecitare la vostra attenzione anche in considerazione del fatto che cio' che mi e' accaduto mi sembra esemplare del modo in cui il semplice utente/consumatore/cittadino possa trovarsi incastrato in situazioni veramente paradossali, dove e' sempre lui a rimetterci in prima persona in attesa che i 'grandi' enti, con i loro tempi e con le loro comodita' si degnino di riconoscere le proprie responsabilita', senza mai mancare di dar prova di arroganza e stupidita'.
Tutto parte con il decesso di mia suocera, avvenuto nel Marzo 2001. La signora era titolare di una pensione INPDAP che veniva accreditata mensilmente sul suo conto corrente presso il Credito Italiano (Agenzia 10 di via Scarlatti in Napoli). Il conto corrente non era cointestato con alcuno; la settimana dopo il triste evento mi recavo in banca per comunicare, appunto, l'evento e chiedendo di aprire la pratica di successione. Il conto veniva, di conseguenza, immediatamente bloccato in attesa del perfezionarsi di tale pratica.
Dopo qualche mese, ad Agosto, mi accorgo dagli estratti conto che continuano a pervenire a nome di mia suocera, che e' stato disposto sul C.C. l'addebito di Lit. 17 Milioni ca. Alla mia immediata richiesta di spiegazioni i funzionari dell'agenzia del Credito Italiano (C.I.), rispondevano che l'addebito era stato disposto su richiesta dell'INPDAP alla quale risultava di aver versato 5 rate mensili di pensione in data successiva al decesso della titolare e pertanto non dovute. Tali rate, pero', non erano mai state realmente versate in conto perche' il C.I. aveva sempre rigettato i relativi bonifici (tranne il primo, relativo a Marzo 2001), considerando il conto bloccato (domanda: il conto e' bloccato solo in ingresso??).
Insomma il C.I. capisce l'errore e riaccredita a Settembre (con valuta Agosto) 13.500.000 Lit. pari ai 17 Milioni meno il rateo di pensione effettivamente accreditato.
Quando, finalmente, le pratiche di successione, dopo varie altre peripezie, vanno a buon fine, nel Novembre 2001, mi accorgo con stupore che sono state di nuovo prelevate dal conto 13.500.000Lit. Al C.I. si giustificano dicendo che l'INPDAP ha di nuovo richiesto i ratei di pensione da essa emessi (e da noi mai incassati) e che loro, per legge, non potevano fare a meno di procedere di nuovo al prelievo dal mio conto. A questo punto ho contattato anche il locale ufficio INPDAP che mi e' solo riuscito a dire che per loro i soldi erano 'usciti' e che, non essendo dovuti, dovevano 'rientrare' e percio' li avevano richiesti alla banca presso la quale avevano disposto i bonifici; cosa ne avesse fatto il C.I. nel frattempo e perche', non erano in grado, almeno sul momento, di accertarlo. Insomma, in conclusione, ad oggi i due enti si palleggiano allegramente ogni responsabilita' ciascuno dando del carrozzone inefficiente e burocraticizzato all'altro, ed intanto sono scomparsi dal mio C.C. quasi 14 milioni! La raccomandata che ho spedito ad entrambi e che allego alla presente non ha sortito sinora alcun effetto. Stanti cosi' i fatti come mi conviene procedere? A chi e' da attribuire la responsabilita' del guaio? Chi portare, eventualmente, in Tribunale? Quali danni richiedere anche in considerazione della particolare situazione da cui tutto ha avuto origine? E' davvero legittimo che una banca possa disporre del CC di un cliente sulla base di richeste di terzi ancorche' importanti enti pubblici?
Nella speranza di essere riuscito ad esporre chiaramente una situazione che veramente chiara non e', vi ringrazio per l'attenzione che vorrete dedicarmi e resto in attesa di un Vs. gentile riscontro.

Risposta ADUC
A nostro avviso, il rimborso delle somme deve essere richiesto a chi le abbia indebitamente prelevate -e questo e' l'Inpdap. Nulla toglie tuttavia che in caso si rilevassero responsabilita' da parte del Credito, il quale ha mal gestito la questione, contribuendo a creare confusione nel fornire indicazioni errate all'Inpdap stesso (od almeno, cosi' avremmo compreso), potendo conseguentemente chiedere la rifusione del danno subito a seguito del comportamento inadempiente -intentando causa separatamente.
Occorrera' comunque rivolgervi ad un legale, per intentare causa: come primo passo, potrebbe inviare una raccomandata A/R intimando di provvedere al rimborso di quanto indebitamente prelevato entro 15 gg dal ricevimento della raccomandata medesima: specificando che in difetto adira' le vie legali.
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