Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

30 dicembre 2001
Domanda 30 dicembre 2001
Subject: contro le vendite ad aggancio telefonico
Ho appreso di recente alcune metodologie di vendita che si attuano mediante telefono ed ho avuto confermate quelle che prima erano soltanto supposizioni.
Il loro e' un atteggiamento rapace che si esplica mediante tecniche aggressive e subdole, in assenza di un qualsivoglia principio etico; penso siano in grado di mettere in difficolta' quasi chiunque, in primo luogo perche' giocano sul fatto che l'interlocutore sia persona educata e corretta e fara' l'impossibile per evitare scortesie, in secondo luogo perche' si tratta oramai spesso di persone laureate addestrate con piglio militare ad adottare tutta una serie di metodi gentili, determinati e spietati.
Ti chiamano con voce suadente per cercare di fissare un appuntamento al loro agente, cercando di rispondere alle tue domande riguardo il perche' della loro visita tergiversando e ribadendo che il loro "signor pinco pallo" sara' pronto a spiegarti in dettaglio di cosa si tratta; tu spieghi che se non ti dicono il motivo dell'incontro non ci sara' un seguito e loro prontamente passano alla fase b, e poi alla c etc, in modo da snervarti per avere il fatidico si.
Ben diversamente stanno le cose quando ti si presenta l'avvoltoio in giacca e cravatta, il cui unico scopo e' di andar via col contratto firmato; di fronte ad un tuo probabile diniego iniziano a dirti che hanno dovuto fare un sacco di chilometri per essere li' e ti fanno sentire in colpa perche' riescono a farti credere che sei tu a non esserti comportato correttamente, con la beffa finale in quanto hanno il coraggio di dirti che se non eri gia' propenso ad acquistare potevi dire di no alla telefonista evitando a loro di correre sino da te.
Personaggi che non conosci, sai appena qualcosa su cosa vendono, hanno il coraggio di farti fare dalle telefoniste domande del tipo 'chi di voi ha potere decisionale e di firma?', per poi farne richiedere la presenza nel corso dell'incontro in modo da aumentare le possibilita' di andare a segno. Di umano non hanno piu' molto, sembrano piu' satana in persona quando col loro fare deciso e feroce perpetrato in un aura di falsa gentilezza fanno di tutto per metterti alle corde. E tutto questo esclusivamente per soldi, in quanto concetti quali 'utilita' sociale del proprio lavoro' e 'motivazioni personali per un soddisfacimento morale profondo' sono a costoro completamente estranei. Tutto cio' e' assurdo oltreche' eticamente aberrante.
Si dovrebbe rispondere a costoro di fronte alle loro insistenze 'qualsiasi cosa sia il giorno che mi servira' la cerchero' da me'.
Io non penso pero', a differenza loro, che soltanto perche' il mezzo e' il telefono tutto sia lecito, quindi non potrei giustificare atteggiamenti di questo genere. Il loro messaggio pubblicitario dovrebbe essere meno diretto e invadente e comunque il tutto dovrebbe limitarsi a informare senza andare oltre.
Deve essere il potenziale acquirente a manifestare il desiderio di acquistare un bene od un servizio, e solo a questo punto si puo' innescare la trattativa.
Per il privato penso sia una mezza tragedia trovarsi di fronte personaggi simili, per chi invece ha un'attivita' queste telefoniste sono un incubo, vogliono sempre parlare col titolare senza mai dire per quale motivo, quindi tempestano di telefonate finche' riescono a farsi passare il potenziale interessato facendo l'impossibile per conquistare (perche' di guerra si tratta) l'appuntamento, magari nel tardo pomeriggio promettendoti sinteticita' e confermandoti che si tratta soltanto di farti conoscere la loro proposta, quindi si deduce trattasi di promozione e non necessariamente di vendita.
Il loro e' un atteggiamento piu' consono ad affrontare una rapina, che non un'offerta che puo' portare ad una vendita.
Se io non li ho cercati loro non devono potermi abbordare in questo modo, considerando quello che e' il loro fine ultimo.
Penso si dovrebbe vietare per legge un approccio del genere.

Risposta ADUC
La ringraziamo per averci espresso il suo pensiero.
Comprendiamo perfettamente il suo disagio e le assicuriamo che lo condividiamo anche. Tuttavia, il timore di essere scortesi e' un -comprensibile- problema personale dovuto ad una certa delicatezza e ad un carattere rispettoso e gentile.
Il medesimo carattere ha comunque problemi anche in altri ambiti. Pertanto, la normativa attualmente vigente, che consente di recedere nel caso di acquisti effettuati fuori dei locali commerciali entro certi termini, puo' ritenersi adeguata al caso. Per comportamenti particolarmente fastidiosi, poi, c'e' pur sempre la possibilita' di diffidare penalmente. Il problema, a nostro avviso, non sta tanto nelle tutele -che ci sarebbero- quanto nella conoscenza e nella capacita' di usarle. E spesso, chi e' troppo gentile, lascia perdere e decide di non utilizzarle.
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