Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
23 dicembre 1999
Gentile Signor/a,
il motivo di questa lettera e' per avere un consiglio su una situazione piuttosto pesante in cui mi trovo. Vi riassumo i fatti dall'inizio.
Nel 97 decisi di ristrutturare la casa dove vivo momentaneamente, di proprieta' di mia madre. Dopo il suo consenso mi recai da un Ing.edile per il progetto, ed a un'impresa per i vari lavori necessari. I lavori consistevano nel rialzo, all'incirca un metro, del muro del piano di sopra, in modo da rendere il piano abitabile, poichè questa casa di costruzione piuttosto vecchia aveva i soffitti troppo bassi e non consentiva l'utilizzo del piano di sopra. Inoltre furono messe nel progetto anche la ricostruzione del tetto e la costruzione di un piccolo vano cucina. Nel gennaio '98, dopo varie fasi burocratiche ed una marea di soldi in tasse per le varie modifiche necessarie, mi fu data la Concessione edilizia con uno sconto sull'Iva del 10%, non potendo usufruire del famoso sconto del 40%, visto che la casa e' di proprietà di mia madre ed essa e' priva di reddito fisso. Comunque meglio di niente…
Purtroppo i problemi sono iniziati quasi subito, visto che, a lavori avviati, l'Impresa costruttrice cambio' senza un motivo valido l'importo del preventivo (preventivo visto, rivisto e definito verbalmente tra me, l'Impresa e l'Ingegnere) , cosa che mi irrito' molto, facendomi perdere totalmente la fiducia nell'Impresa, facendomi sospendere i lavori tramite il Direttore lavori.
I lavori furono sospesi. Il Direttore Lavori dopo vari colloqui mi convinse a riprendere l'Impresa, dicendomi che ci avrebbe pensato lui a far procedere il tutto come prestabilito e che tutto sarebbe finito nel migliore dei modi. Stipulò un contratto- preventivo con i vari lavori necessari, il materiale e i relativi prezzi. Il contratto fu suddiviso in Tre parti:
parte 1, costruzione del vano cucina con relativi prezzi e materiale,
parte 2. costruzione delle nuove murature per rialzare il piano di sopra con intonaco sempre con le varie voci e prezzi e parte 3, ricostruzione del tetto. Firmai e pagai la prima parte in data 17.02.98; la seconda, la contestai (verbalmente) sia all'Impresa che al Direttore lavori in fase di costruzione e poi tramite raccomandata (datata 15.05.98), perché i lavori furono fatti malissimo, (muri storti e male assemblati) . Per rimediare o raddrizzare si dovevano spendere molti altri soldi, perciò non firmai versai solamente un acconto, con riserva di firma solo nel caso venisse rimediato il danno (come da accordi tra me l'Impresa e il Direttore lavori). Infine la parte 3, che accettai e firmai. Purtroppo il danno sulle murature non venne rimediato come da accordi e mi fu fatturato come un lavoro fatto a regola d' Arte; chiesi spiegazione al responsabile della ditta costruttrice, mi disse che per lui i lavori andavano bene cosi’ come erano e per l'accordo fatto non esisteva nessuna prova visto che era verbale. Mi recai nuovamente dal direttore lavori per riferirgli l'accaduto, ma a mia sorpresa, invece di appoggiarmi, ben sapendo del danno subito, mi consigliò di pagare e in caso di azione legale avrebbe sicuramente preso le difese della ditta costruttrice. Inoltre mi hanno lasciato con i lavori in sospeso (salvo pagamento fattura) causandomi notevoli disagi abitativi. Mi riferisco alla mancanza di intonaco esterno interno delle murature con conseguente aumento di umidità, infiltrazioni d' acqua e dispersione di calore. Sono in una situazione difficile, ho mia madre che e' anziana e vivere in una casa piena di umidità e fredda non certo l'aiuta, ma non voglio cedere ad un simile ricatto.
Se potete aiutarmi vi ringrazio.
il motivo di questa lettera e' per avere un consiglio su una situazione piuttosto pesante in cui mi trovo. Vi riassumo i fatti dall'inizio.
Nel 97 decisi di ristrutturare la casa dove vivo momentaneamente, di proprieta' di mia madre. Dopo il suo consenso mi recai da un Ing.edile per il progetto, ed a un'impresa per i vari lavori necessari. I lavori consistevano nel rialzo, all'incirca un metro, del muro del piano di sopra, in modo da rendere il piano abitabile, poichè questa casa di costruzione piuttosto vecchia aveva i soffitti troppo bassi e non consentiva l'utilizzo del piano di sopra. Inoltre furono messe nel progetto anche la ricostruzione del tetto e la costruzione di un piccolo vano cucina. Nel gennaio '98, dopo varie fasi burocratiche ed una marea di soldi in tasse per le varie modifiche necessarie, mi fu data la Concessione edilizia con uno sconto sull'Iva del 10%, non potendo usufruire del famoso sconto del 40%, visto che la casa e' di proprietà di mia madre ed essa e' priva di reddito fisso. Comunque meglio di niente…
Purtroppo i problemi sono iniziati quasi subito, visto che, a lavori avviati, l'Impresa costruttrice cambio' senza un motivo valido l'importo del preventivo (preventivo visto, rivisto e definito verbalmente tra me, l'Impresa e l'Ingegnere) , cosa che mi irrito' molto, facendomi perdere totalmente la fiducia nell'Impresa, facendomi sospendere i lavori tramite il Direttore lavori.
I lavori furono sospesi. Il Direttore Lavori dopo vari colloqui mi convinse a riprendere l'Impresa, dicendomi che ci avrebbe pensato lui a far procedere il tutto come prestabilito e che tutto sarebbe finito nel migliore dei modi. Stipulò un contratto- preventivo con i vari lavori necessari, il materiale e i relativi prezzi. Il contratto fu suddiviso in Tre parti:
parte 1, costruzione del vano cucina con relativi prezzi e materiale,
parte 2. costruzione delle nuove murature per rialzare il piano di sopra con intonaco sempre con le varie voci e prezzi e parte 3, ricostruzione del tetto. Firmai e pagai la prima parte in data 17.02.98; la seconda, la contestai (verbalmente) sia all'Impresa che al Direttore lavori in fase di costruzione e poi tramite raccomandata (datata 15.05.98), perché i lavori furono fatti malissimo, (muri storti e male assemblati) . Per rimediare o raddrizzare si dovevano spendere molti altri soldi, perciò non firmai versai solamente un acconto, con riserva di firma solo nel caso venisse rimediato il danno (come da accordi tra me l'Impresa e il Direttore lavori). Infine la parte 3, che accettai e firmai. Purtroppo il danno sulle murature non venne rimediato come da accordi e mi fu fatturato come un lavoro fatto a regola d' Arte; chiesi spiegazione al responsabile della ditta costruttrice, mi disse che per lui i lavori andavano bene cosi’ come erano e per l'accordo fatto non esisteva nessuna prova visto che era verbale. Mi recai nuovamente dal direttore lavori per riferirgli l'accaduto, ma a mia sorpresa, invece di appoggiarmi, ben sapendo del danno subito, mi consigliò di pagare e in caso di azione legale avrebbe sicuramente preso le difese della ditta costruttrice. Inoltre mi hanno lasciato con i lavori in sospeso (salvo pagamento fattura) causandomi notevoli disagi abitativi. Mi riferisco alla mancanza di intonaco esterno interno delle murature con conseguente aumento di umidità, infiltrazioni d' acqua e dispersione di calore. Sono in una situazione difficile, ho mia madre che e' anziana e vivere in una casa piena di umidità e fredda non certo l'aiuta, ma non voglio cedere ad un simile ricatto.
Se potete aiutarmi vi ringrazio.
Risposta ADUC
E' stato abbastanza dettagliato, ma non chiarissimo. Il preventivo e' scrtitto od orale?
Quello che firmo' a seguito dei lavori, "con riserva di firma", che cosa c'era scritto? Aveva messo nero su bianco le contestazioni? Gli aveva ingiunto di provvedere alle riparazioni entro un termine? Tramitte A/R? Si e' opposto alle loro richieste -tramite A/R dettagliata con le proprie ragioni?
Lei. a quanto sembra, ha sempre fatto tutto a voce e quindi non vale nulla.
Invii A/R di contestazione a ditta e direttore lavori, specificando che se entro 15 gg dal ricevimento non avranno provveduto ad effettuare le modifiche necessarie, si vedra' costretto ad adire le vie legali.
Nel frattempo, se ci potesse fare uno schema dei vari passaggi indicando cosa lei abbia effettuato per iscritto (e che tipo di scritto, raccomandata, lettera semplice, firma di una o di entrambe le parti) potremo dirle anche qualcosa di piu'.
L'ammontare della causa e' elevato e dunque il problema dovra' venire trattato in un Tribunale, salvo il caso che loro accettino una conciliazione davanti alla Commissione della Camera di Commercio (qui trova una scheda sull'argomento).
Quello che firmo' a seguito dei lavori, "con riserva di firma", che cosa c'era scritto? Aveva messo nero su bianco le contestazioni? Gli aveva ingiunto di provvedere alle riparazioni entro un termine? Tramitte A/R? Si e' opposto alle loro richieste -tramite A/R dettagliata con le proprie ragioni?
Lei. a quanto sembra, ha sempre fatto tutto a voce e quindi non vale nulla.
Invii A/R di contestazione a ditta e direttore lavori, specificando che se entro 15 gg dal ricevimento non avranno provveduto ad effettuare le modifiche necessarie, si vedra' costretto ad adire le vie legali.
Nel frattempo, se ci potesse fare uno schema dei vari passaggi indicando cosa lei abbia effettuato per iscritto (e che tipo di scritto, raccomandata, lettera semplice, firma di una o di entrambe le parti) potremo dirle anche qualcosa di piu'.
L'ammontare della causa e' elevato e dunque il problema dovra' venire trattato in un Tribunale, salvo il caso che loro accettino una conciliazione davanti alla Commissione della Camera di Commercio (qui trova una scheda sull'argomento).
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