Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

18 dicembre 2001
Domanda 18 dicembre 2001
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - Buongiorno, scrivo per avere un consiglio in merito ad un grosso problema che ho da diversi anni.
Nel mio condominio esiste un impianto di riscaldamento centralizzato a metano; immancabilmente ogni inverno la temperatura nel mio appartamento sito all'ultimo piano risulta essere dai 16° ai 17° quando l'impianto e' in funzione e 14.5°/15° quando i termosifoni sono spenti.
L'amministratore, a conoscenza del fatto, ha fatto presente che ai piani piu' bassi la temperatura e' maggiore, circa 25°. Quando il Sindaco ha dato l'autorizzazione a mantenere gli impianti accesi per 16 ore, l'Amministratore mi ha risposto che non dovevo tenere presente quanto da lui comunicato ai cittadini. Desidererei conoscere la vostra opinione in merito e come mi devo relazionare con l'Amministratore per risolvere la questione tenuto conto che altri condomini seguono la linea dell'amministratore, poiche', evidentemente nei loro appartamenti hanno una temperatura piu' alta della mia.
Ringrazio cortesemente per una pronta risposta.

Risposta ADUC
Purtroppo non ha espresso in modo chiarissimo la sua domanda, per cui ci perdoni in caso dovessimo fraintenderla.
In primo luogo, pare di capire che la caldaia sia unica e conseguentemente l'erogazione avvenga sulla base dei comandi direttamente dati alla centrale -in modo uniforme per tutto il palazzo.
Ci pare inoltre di capire che il riscaldamento venga tenuto acceso per meno delle 16 ore consentite dal Sindaco.
Tuttavia, innalzando la temperatura od aumentando le ore di erogazione, il danno verrebbe causato agli inquilini dei piani piu' bassi (a quanto pare, c'e' uno squilibrio nell'impianto): cio' cui ha diritto lei e' l'erogazione del servizio, ma senza causare un danno agli altri (sarebbe una non soluzione e comunque non definitiva).
Pertanto, il consiglio e' di agire sull'amministratore (e se il problema andasse oltre, sul condominio in caso non prendesse le decisioni dovute) pretendendo la risoluzione del malfunzionamento e la fornitura della temperatura necessaria (portando lo squilibrio tra primi ed ultimi piani come prova del malfunzionamento) intimando di provvedere alla definitiva soluzione entro 15gg. dal ricevimento della raccomandata medesima, specificando che in difetto adira' le vie legali.
Citera' poi il condominio davanti al giudice di pace.
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