Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 dicembre 2001
Subject: Recesso vendita
RingraziandoVi per il prezioso aiuto fornito, Vi invio in copia conoscenza la richiesta di recesso inoltrata alla Wind Telecomunicazioni a seguito di una vendita "per strada". La avvenente signorina era riuscita a farmi firmare il contratto che mi assegnava una utenza mobile Wind (consegnandomi una SIM card che sarebbe stata attivata nel giro di due o tre giorni), affermando che era COMPLETAMENTE gratuita e che avrfei pagato solo il traffico tramite carta di credito a condizioni peraltro effettivamente vantaggiose. Apposta la firma, scoperto l'inganno: il costo c'era ed era rappresentato dalla concessione governativa di Lit. 20.000 al mese. Al di la' della esiguita' della somma, mi e' "garbato" poco il meccanismo di nascondere con destrezza costi che, per quanto non riconducibili al fornitore ma ad una tassa governativa, avrei dovuto comunque sborsare a prescindere dall'effettivo utilizzo della SIM.
Ho pero' un dubbio: nella lettera non ho messo alcun riferimento al numero di contratto… semplicemente perche' non c'e' nessun numero!!!! Inoltre non c'e' una firma della controparte (rivenditore e/o fornitore) quasi come se fosse una "proposta" che Wind potrebbe, in teoria, non accettare.
Spero che cio' non pregiudichi la validita' della richiesta di recesso!
Cordiali saluti
LETTERA DI RECESSO
Raccomandata A.R.
Spett.le Wind Telecomunicazioni
e per conoscenza
ADUC
Oggetto: esercizio del diritto di recesso
Massa, 05/12/2001
Il sottoscritto R*** A*** intende avvalersi, in base al D. Lgs. 15 gennaio 1992 n. 50 del diritto di recesso in merito al contratto sottoscritto in data 28/11/2001 in Sarzana allo stand Wind/Infostrada c/o Ipercoop.
In fede
RingraziandoVi per il prezioso aiuto fornito, Vi invio in copia conoscenza la richiesta di recesso inoltrata alla Wind Telecomunicazioni a seguito di una vendita "per strada". La avvenente signorina era riuscita a farmi firmare il contratto che mi assegnava una utenza mobile Wind (consegnandomi una SIM card che sarebbe stata attivata nel giro di due o tre giorni), affermando che era COMPLETAMENTE gratuita e che avrfei pagato solo il traffico tramite carta di credito a condizioni peraltro effettivamente vantaggiose. Apposta la firma, scoperto l'inganno: il costo c'era ed era rappresentato dalla concessione governativa di Lit. 20.000 al mese. Al di la' della esiguita' della somma, mi e' "garbato" poco il meccanismo di nascondere con destrezza costi che, per quanto non riconducibili al fornitore ma ad una tassa governativa, avrei dovuto comunque sborsare a prescindere dall'effettivo utilizzo della SIM.
Ho pero' un dubbio: nella lettera non ho messo alcun riferimento al numero di contratto… semplicemente perche' non c'e' nessun numero!!!! Inoltre non c'e' una firma della controparte (rivenditore e/o fornitore) quasi come se fosse una "proposta" che Wind potrebbe, in teoria, non accettare.
Spero che cio' non pregiudichi la validita' della richiesta di recesso!
Cordiali saluti
LETTERA DI RECESSO
Raccomandata A.R.
Spett.le Wind Telecomunicazioni
e per conoscenza
ADUC
Oggetto: esercizio del diritto di recesso
Massa, 05/12/2001
Il sottoscritto R*** A*** intende avvalersi, in base al D. Lgs. 15 gennaio 1992 n. 50 del diritto di recesso in merito al contratto sottoscritto in data 28/11/2001 in Sarzana allo stand Wind/Infostrada c/o Ipercoop.
In fede
Risposta ADUC
Il timore -che riterremmo fondato- e' che il diritto di recesso non possa addursi in questo caso, essendo il contratto (in realta') stato stipulato presso un locale commerciale, presso uno stand apposito ma comunque all'interno di un magazzino dove risultano venduti anche servizi telefonici.
Tuttavia, in caso lo stand fosse -per cosi' dire- temporaneo, avrebbe quantomeno motivo di sostenere questa sua posizione, in quanto -di fatto- la situazione sarebbe analoga a quella di una vendita per strada.
Sarebbe stato opportuno allegare alla raccomandata anche copia del contratto, ad ogni modo va bene anche cosi'.
Pur comprendendo pienamente il suo stato d'animo e la plausibile equivocita' della situazione, formalmente non possiamo che rilevare come la tassa governativa niente ha a che vedere con la gratuita' o meno della carta.
Tuttavia, in caso lo stand fosse -per cosi' dire- temporaneo, avrebbe quantomeno motivo di sostenere questa sua posizione, in quanto -di fatto- la situazione sarebbe analoga a quella di una vendita per strada.
Sarebbe stato opportuno allegare alla raccomandata anche copia del contratto, ad ogni modo va bene anche cosi'.
Pur comprendendo pienamente il suo stato d'animo e la plausibile equivocita' della situazione, formalmente non possiamo che rilevare come la tassa governativa niente ha a che vedere con la gratuita' o meno della carta.
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