Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
1 dicembre 2001
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - Mi sono rivolta ad una agenzia immobilare per l'acquisto di una casa che la stessa agenzia aveva messo in pubblicita' ad una cifra di £210 mil. di cui 10 mil. al compromesso e restanti 200 mil. trattabili e mutuabili.
Durante la trattativa i proprietari dicono di non volere trattare. L'agente imm. mi dice che la non trattabilita' dipende dal fatto che la cucina componibile di valore ragguardevole verra' lasciata. Visto che non era possibile trattare e l'immobile mi interessava, decido di firmare una proposta di vendita nella quale chiedo venga specificato il termine "cucina componibile" mi viene detto che e' compresa negli accessori.
Chiedo si specificare anche che alla Agenzia la mediazione verra' corrisposta al momento del rogito notarile e mi viene detto che sara' scritto al compromesso.Il tutto alla presenza di testimoni. A causa di situazioni poco chiare emerse durante la richiesta del mutuo, movimenti strani dell'agenzia, vado a parlare con i venditori e scopro casualmente che la cucina non verra' assolutamente lasciata lo faccio presente all'agenzia la quale mi dice " Noi non le abbiamo promesso niente, non e' vero. Lei si inventa tutto, la cucina non era inclusA, COME SI EVINCE DALLA PROPOSTA DI VENDITA" Capisco di essere stata tratta in inganno e che la proposta e' stata fatta firmare con dolo.
Ho rinunciato all'acquisto tramite una racc. prima di sentire un legale, conscia di perdere la caparra. L'agenzia pretende l'intero importo della mediazione( il mio2%+Il 2% della parte venditrice.
Con quale diritto? E il dolo non viene considerato?
Vi ringrazio di un eventuale consiglio
RICHIESTA - Mi sono rivolta ad una agenzia immobilare per l'acquisto di una casa che la stessa agenzia aveva messo in pubblicita' ad una cifra di £210 mil. di cui 10 mil. al compromesso e restanti 200 mil. trattabili e mutuabili.
Durante la trattativa i proprietari dicono di non volere trattare. L'agente imm. mi dice che la non trattabilita' dipende dal fatto che la cucina componibile di valore ragguardevole verra' lasciata. Visto che non era possibile trattare e l'immobile mi interessava, decido di firmare una proposta di vendita nella quale chiedo venga specificato il termine "cucina componibile" mi viene detto che e' compresa negli accessori.
Chiedo si specificare anche che alla Agenzia la mediazione verra' corrisposta al momento del rogito notarile e mi viene detto che sara' scritto al compromesso.Il tutto alla presenza di testimoni. A causa di situazioni poco chiare emerse durante la richiesta del mutuo, movimenti strani dell'agenzia, vado a parlare con i venditori e scopro casualmente che la cucina non verra' assolutamente lasciata lo faccio presente all'agenzia la quale mi dice " Noi non le abbiamo promesso niente, non e' vero. Lei si inventa tutto, la cucina non era inclusA, COME SI EVINCE DALLA PROPOSTA DI VENDITA" Capisco di essere stata tratta in inganno e che la proposta e' stata fatta firmare con dolo.
Ho rinunciato all'acquisto tramite una racc. prima di sentire un legale, conscia di perdere la caparra. L'agenzia pretende l'intero importo della mediazione( il mio2%+Il 2% della parte venditrice.
Con quale diritto? E il dolo non viene considerato?
Vi ringrazio di un eventuale consiglio
Risposta ADUC
Dolo a parte -che pare di capire non sia comprovato, anche se a nostro avviso se c'erano dei testimoni che possano confermarlo, lei sarebbe in condizione di sostenere questa posizione- ci pare possa opporsi alla pretesa dell'agenzia.
Questo, nel caso in cui non fosse stato stipulato alcun compromesso, ma si fosse rimasti alla proposta d'acquisto con espressa previsione di concludere appunto un compromesso successivo.
Occorre infatti ricordare, che il diritto alla provvigione da parte dell'agenzia nasce al momento della conclusione del negozio: questo momento e' rappresentato dal compromesso, ne' prima ne' dopo -salvi patti espressi diversi.
Bisogna stare attenti, ovviamente, che la proposta non funga da compromesso: ma nel caso in cui questo fosse previsto, e' ovvio che la proposta e' rimasta tale. Trattandosi di mera promessa a promettere, e' irregolare ritenerla produttiva di diritti di mediazione.
Puo' leggere -in merito- la scheda "Clausole vessatorie nei contratti di mediazione", in Archivio Schede -nella seconda parte.
Questo, nel caso in cui non fosse stato stipulato alcun compromesso, ma si fosse rimasti alla proposta d'acquisto con espressa previsione di concludere appunto un compromesso successivo.
Occorre infatti ricordare, che il diritto alla provvigione da parte dell'agenzia nasce al momento della conclusione del negozio: questo momento e' rappresentato dal compromesso, ne' prima ne' dopo -salvi patti espressi diversi.
Bisogna stare attenti, ovviamente, che la proposta non funga da compromesso: ma nel caso in cui questo fosse previsto, e' ovvio che la proposta e' rimasta tale. Trattandosi di mera promessa a promettere, e' irregolare ritenerla produttiva di diritti di mediazione.
Puo' leggere -in merito- la scheda "Clausole vessatorie nei contratti di mediazione", in Archivio Schede -nella seconda parte.
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