Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 dicembre 1999
sono di Siracusa, ho un panificio e ho un contratto biorario con 25 Kwh. Ho un poblema con ENEL, che mi ha fatto un recupero crediti di 30000000 (trentamilioni) per un contegio di 600000 x4 anni, dal94 al 98, sulla base che si e' rotto il contatore. Con la premessa che il letturista viene tutti i mesi, mentre la bolletta arriva alcune volte con indicato 0 come cifra da pagare, e dopo arrivano quattro cinque milioni.
Io ho parlato con un avvocato, ma mi ha detto che prima devo farmi tagliare la luce e dopo -grazie all'articolo 700- me la riattaccano; e poi andiamo in causa. Gli ho fatto anche una proposta di dilazionamento in 30 rate da un milione al mese, ma loro vogliono il 50% al consenso e gli altri in 6 mesi. Mi hanno detto che voi siete i numero 1. Saluti e auguri di buone feste
Io ho parlato con un avvocato, ma mi ha detto che prima devo farmi tagliare la luce e dopo -grazie all'articolo 700- me la riattaccano; e poi andiamo in causa. Gli ho fatto anche una proposta di dilazionamento in 30 rate da un milione al mese, ma loro vogliono il 50% al consenso e gli altri in 6 mesi. Mi hanno detto che voi siete i numero 1. Saluti e auguri di buone feste
Risposta ADUC
i migliori forse e' un po' eccessivo, comunque la ringraziamo.
Il punto e' questo: che significa che il contatore e' rotto? Cioe': nel caso in cui non fossero state effettuate le letture e solo dopo molto tempo venisse fatta una lettura, e dopo arrivasse una bolletta altissima, bisogna considerare che le varie bollette arrivate sino a quel momento erano presunte e dunque piu' basse di quanto effettivamente non dovessero essere. Dunque, anche se puo' dare fastidio pagare tutto insieme, se il consumo effettivamente c'e', va pagato anche se la fattura l'hanno mandata dopo del tempo (avendola mandata appunto a seguito di verifica effettiva del contatore).
Se invece il contatore e' rotto, allora tutto e' diverso poiche' la loro pretesa e' basata su un consumo presunto che devono dimostrare. Dal momento che lei con la luce ci lavora, non so se sia veramente il caso di farsela staccare. Ritengo che sarebbe invece meglio pagare una cifra che lei ritiene equa secondo i propri consumi, e contestualmente inviare all'Enel una raccomandata A/R nella quale fa presente che ha pagato la cifra che ha ritenuto adeguata ai consumi effettuati ed al solo fine di evitare loro ripercussioni, facendo presente che contesta totalmente la loro valutazione, e che se entro 15 gg non ricevera' liberatoria intentera' nei loro confronti azione legale, onde ottenere l'annullamento giudiziale della fattura. Specificando che il distacco della corrente e' illegittimo ai sensi dell'art. 1469 bis e ss cod. civ., e puntualizzando che li riterra' responsabili per tutti i danni subiti a causa della loro inadmepienza.
Il 700 ex c.p.c. puo' essere una buona idea (tenga comunque presente che costa qualche milione). Effettivamente pero', anche se la causa e' onerosa, se c'e' un errore dimostrabile puo' convenire agire. Si ricordi solo che, nel caso in cui doveste giungere ad una transazione, l'avvocato ed il 700 c.p.c. saranno totalmente a carico suo. Siccome si tratta di milioni, prema sul suo avvocato affinche' nell'eventuale transazione si richieda ad Enel anche il pagamento di avvocato e di perizia (almento di una parte). Altrimenti c'e' il rischio di risparmiare da una parte e di versare dall'altra.
Il punto e' questo: che significa che il contatore e' rotto? Cioe': nel caso in cui non fossero state effettuate le letture e solo dopo molto tempo venisse fatta una lettura, e dopo arrivasse una bolletta altissima, bisogna considerare che le varie bollette arrivate sino a quel momento erano presunte e dunque piu' basse di quanto effettivamente non dovessero essere. Dunque, anche se puo' dare fastidio pagare tutto insieme, se il consumo effettivamente c'e', va pagato anche se la fattura l'hanno mandata dopo del tempo (avendola mandata appunto a seguito di verifica effettiva del contatore).
Se invece il contatore e' rotto, allora tutto e' diverso poiche' la loro pretesa e' basata su un consumo presunto che devono dimostrare. Dal momento che lei con la luce ci lavora, non so se sia veramente il caso di farsela staccare. Ritengo che sarebbe invece meglio pagare una cifra che lei ritiene equa secondo i propri consumi, e contestualmente inviare all'Enel una raccomandata A/R nella quale fa presente che ha pagato la cifra che ha ritenuto adeguata ai consumi effettuati ed al solo fine di evitare loro ripercussioni, facendo presente che contesta totalmente la loro valutazione, e che se entro 15 gg non ricevera' liberatoria intentera' nei loro confronti azione legale, onde ottenere l'annullamento giudiziale della fattura. Specificando che il distacco della corrente e' illegittimo ai sensi dell'art. 1469 bis e ss cod. civ., e puntualizzando che li riterra' responsabili per tutti i danni subiti a causa della loro inadmepienza.
Il 700 ex c.p.c. puo' essere una buona idea (tenga comunque presente che costa qualche milione). Effettivamente pero', anche se la causa e' onerosa, se c'e' un errore dimostrabile puo' convenire agire. Si ricordi solo che, nel caso in cui doveste giungere ad una transazione, l'avvocato ed il 700 c.p.c. saranno totalmente a carico suo. Siccome si tratta di milioni, prema sul suo avvocato affinche' nell'eventuale transazione si richieda ad Enel anche il pagamento di avvocato e di perizia (almento di una parte). Altrimenti c'e' il rischio di risparmiare da una parte e di versare dall'altra.
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