Domenica 7 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

28 novembre 2001
Domanda 28 novembre 2001
Subject: L'esperienza Giudice di Pace
Buongiorno a tutti, capisco che non siete i naturali destinatari di questo mio sfogo, penso pero' che presso il vostro ambito esista la sensibilta' e l'attenzione verso il cittadino che spesso non si trova dove servirebbe di piu': al fronte, dove il contatto tra popolo ed Istituzioni e' diretto.
Faro' recapitare per posta questo scritto alla direzione del coordinamento degli uffici del Giudice di Pace di Roma sperando che i sassolini gettati nello stagno riescano ad allargare cerchi di civilta'.
Saluto cordialmente
Premessa
Scrivo queste pagine come sfogo dopo una giornata nella quale mi sono sentito un cittadino maltrattato dalle Istituzioni.
Scrivo perche' sono convinto che protestare civilmente sia costruttivo, se lo facessimo tutti, tutto funzionerebbe meglio.
Il grado di civilta' di un popolo si misura anche dal grado di attenzione che le Istituzioni rivolgono ai cittadini.
Poche indicazioni fornite, al momento giusto, a chi deve usufruire di un servizio pubblico, cambiano l'opinione sulla qualita' di un servizio.
I dirigenti che coordinano i pubblici servizi, dovrebbero fare in modo che tutto quello che potrebbe essere fatto per dimostrare attenzione verso il cittadino sia fatto; fatto subito quello che non costa nulla e qui di seguito qualche idea:
* Insegnare la cortesia all'impiegato dello sportello informazioni * Distribuire, rendere visibili in appositi ed idonei spazi note informative riguardanti:
- la procedura da seguire per usufruire del servizio, dall'inizio alla fine dell'iter
- le istruzioni per l'uso della modulistica
- diritti e doveri del cittadino relativamente al servizio fruito
- diritti e doveri dell'Istituzione relativamente al servizio offerto
- elenco dei responsabili ai quali rivolgersi in caso di problemi, segnalazioni, suggerimenti.
* Predisporre che il servizio venga fornito in orari d'ufficio normali (non dalle 11:00 alle 15:00 come nel caso qua sotto riportato)
* Fare in modo che negli orari di svolgimento delle attivita' sia sempre reperibile un funzionario responsabile dei servizi
Molto di quanto ho scritto e' accessorio e non funzionale alla segnalazione civica che questo scritto intende esprimere, spero pero' che l'insieme serva a descrivere l'atmosfera di un momento di vita di un cittadino alle prese con le Istituzioni che anche quando splendide concettualmente vengono poi offuscate da chi coordina con disattenzione.
La multa prescritta
Il giorno 30/4/2001 ricevo una cartella di pagamento relativa ad una multa elevata il 7/4/1996 della quale non ho mai ricevuto notifica, ne tanto meno copia del verbale.
Sono passati piu' di cinque anni, la contravvenzione dovrebbe essere caduta in prescrizione.
Mando un e-mail all'ufficio contravvenzioni di Roma con tutta la documentazione chiedendo che sia annullato il provvedimento.
L'ufficio competente mi risponde via e-mail dopo 14 giorni comunicandomi che lo strumento e-mail non e' ancora riconosciuto legalmente e che quindi avrei dovuto inviare il tutto via fax o con raccomandata.
Telefono per avere maggiori dettagli; un'operatrice effettua una veloce ricerca e mi dice che, in effetti, la notifica, che secondo me mancava, e' stata effettuata con il meccanismo della giacenza presso l'ufficio postale. Mi dice che volendo potrei presentare ricorso presso il Giudice di Pace.
Mi documento su internet e scopro che esiste una sentenza della corte costituzionale (n°346 del 1998) dove viene sancita l'illegittimita' costituzionale del meccanismo di notifica che considerava l'avvenuta giacenza presso l'ufficio postale, sufficiente per ritenere notificato l'atto al destinatario.
Bene, decido, sebbene l'entita' della somma dovuta (L.132.600) non giustificasse l'impegno, che io cittadino Italiano sarei ricorso all'istituzione del GIUDICE DI PACE.
Il Giudice di Pace
Il GIUDICE DI PACE... nell'immaginario collettivo la figura e' quella che i film americani degli anni '50-'60 ci hanno passato: un signore di mezza eta' di virtuosa e rispettabile reputazione che abita in un modesto cottage appena fuori citta'. Ci si va in piena notte, con la compagna, per chiedergli di sposarci in fretta e furia sperando in un sorriso benevolo da laico assolutore che scaldi i nostri cuori.
Il GIUDICE DI PACE di Roma: Via Teulada 40, una zona trafficatissima, parcheggi a pagamento, due palazzine di cinque piani, non so quanti giudici vi operino giornalmente, immagino qualche decina. Entrando nelle due palazzine viene in mente una scuola media in orario di ricreazione, tanta e' la confusione che il viavai di moltissima gente vociferante provoca.
Con fatica e fredda accoglienza si ottengono scarne informazioni dallo sportello preposto. Le istruzioni in dettaglio su come presentare il ricorso sono sbiadite fotocopie appiccicate, con scotch oramai ingiallito, sui muri o sulle porte della corridoio-sala d'attesa.
L'ordine d'entrata nell'ufficio d'accoglienza ricorsi, e' stabilito dall'eliminacode. Mai numerino estratto dal dispenser fu tanto proiettato nel futuro quanto quello che strappai quel giorno: avevo davanti a me oltre 150 persone.
Le oltre due ore d'attesa occorrenti per la consegna della documentazione, danno il tempo, di: capire cosa si deve fare, compilare i moduli, fare fotocopie e sodalizzare con altri cittadini in difficolta'. E' come svolgere un difficile compito a scuola con i piu' bravi che "passano" il compito a chi e' meno preparato.
Alla fine dell'attesa si varca la soglia con una certa trepidazione, non ancora certi d'avere tutte le carte in regola. E' con grande sollievo da esame superato, che finalmente si esce, con un numerino di pratica assegnato da ricordare; ad esso si deve fare riferimento per avere eventuali informazioni; il numero di telefono al quale rivolgersi pero', bisogna chiederlo espressamente.
Dopo un paio di mesi ricevo la comunicazione che l'udienza stata fissata per le 11:00 del 20 Novembre 2001. Penso subito notando l'orario che e' evidente l'attenzione nello scaglionare le udienze, in differenti intervalli orari, per diminuire il disagio dell'attesa da parte dei cittadini.
L'udienza
Il grande giorno arriva, e' un martedi', devo prendere alcune ore di ferie che da sole valgono piu' delle 132.600 lire che stavo tentando di risparmiare.
Mi rivolgo al solito sportello informazioni che con gelida efficienza m'indica dove trovare la sezione III e quindi l'aula dove Il Giudice T*** svolgera' oggi la sua attivita'.
Raggiungo l'aula alle 10:45, la porta e' chiusa a chiave, davanti ad essa, sono in attesa altre persone, anche loro con l'aria un po' smarrita. Un foglio con la lista delle udienze del giorno e', appiccicato con lo scotch, sul muro a fianco della porta.
Prima palese delusione: le circa 25 udienze in lista hanno una cosa in comune... l'orario; tutte sono convocate alle 11:00, alla faccia dello scaglionamento e dell'attenzione verso il cittadino.
Qualche minuto prima delle 11:00 arriva il giudice, un avvocatessa, dott.sa T***. Arriva insieme ad un ometto vestito in nero che avrei descritto come assistente, segretario o similare. Aprono la porta ed entrano. Non avrebbero salutato l'antistante platea se non fossi stato io ad elargire un cordiale buongiorno. Mentre noi cittadini restiamo fuori in attesa di istruzioni sul come procedere, arriva un altro giovane ometto, in grigio questa volta, aria da avvocato neo-laureato; entra in aula attraversandoci, non saluta. Noi, che nel frattempo abbiamo scambiato quattro chiacchiere sulle vicende che ci hanno portato li, in quello stesso giorno, fiduciosi pensiamo che dentro si stia preparando lo svolgimento delle udienze e che da un momento all'altro saremmo stati invitati dentro. Immaginando un certo rigore formale supponiamo che l'ordine d'entrata rispecchiera' la sequenza che appare nella lista davanti ai nostri occhi. Passa cosi' una buona mezz'ora prima che una coppia d'avvocati ci attraversi a sua volta; la donna dice: -dai entra che e' qui che si discute il ricorso-... Squilla il campanello d'allarme che ci fa sentire cittadini dai diritti calpestati... uno di noi si fa coraggio ed affacciandosi chiede educatamente: -Scusi signor giudice, ma come funziona qui? Qual e' l'ordine di entrata?-...
Il "mucchio"
Vi lascio immaginare la sorpresa di tutti quando la risposta ci svela che non esiste un ordine; bisogna entrare, tutti insieme a patto di non fare troppa confusione, cercare la propria pratica tra quelle che il giudice ha poggiato sulla sua scrivania, fare un "mucchio" di queste pratiche in un banco di fronte, chi ultimo arriva mette la propria pratica "sotto il mucchio", dopodiche' ci si puo' accomodare in aula attendendo il proprio turno. Vista l'irrimediabile confusione decidiamo salomonicamente, nonostante le proteste della coppia d'avvocati ultimi attraversatori, di fare "il mucchio" seguendo l'ordine della lista fuori esposta.
Capiamo cosi' che gli ometti in nero ed in grigio erano avvocati che conoscendo i meccanismi, stavano semplicemente svolgendo il proprio lavoro per conto dei rispettivi assistiti. Ci accomodiamo infine. Le budella "rintorcinate" dal nervoso generato dalla discussione con gli avvocati che si arrogavano il diritto di precedenza che viene dalla professione. Ma perche' non eravamo stati informati della procedura? Il Giudice dice che sono cose che si sanno(?) Sarebbe bastata una semplice nota informativa esposta fuori la porta ad evitarci il malumore. Inevitabile l'amarezza del sentirsi cittadini di serie B in quanto non appartenenti alla casta degli avvocati.
La privacy?
Altra stonatura: nessuno accenna al fatto che volendo si possa discutere la propria istanza in privato: la privacy calpestata allegramente... Delle istanze discusse prima della mia so tutto: nomi e cognomi, sanzioni contestate, motivi addotti per ricorrere, mi sono anche fatto un'idea del grado di cultura dei cittadini ricorrenti...e' ammissibile tutto cio'? Onestamente non sono a conoscenza delle norme che regolano la privacy in tale contesto e puo' darsi che mi sbagli.
Giudice bacchettona
L'atteggiamento del Giudice poi (questa ovviamente e' una critica diretta alla persona), arrogante, con l'aria da professoressa bacchettona pronta a riprendere l'alunno sotto interrogazione (leggi cittadino) che ha dimenticato di fare la fotocopia di tal documento o che non riesce a trovare la data in cui il verbale e' stato notificato la prima volta, pronta a punzecchiare ironicamente con battute del tipo:- Sa scrivere? Scriva allora - e ancora -Sa leggere?-... Compiaciuta nel mortificare l'ignoranza del non addetto ai lavori. Io ho osato consigliarle di rivolgere lamentela a chi coordina la struttura in merito al fatto che i cittadini non siano informati sulle procedure basilari dello svolgimento delle udienze... sono stato "punito": ho dovuto compilare di mio pugno parte della documentazione necessaria a chiudere il procedimento. Sono certo che la dott.sa lo abbia fatto con un pizzico di sadismo.
Il dispositivo
...che in avvocatese ho imparato significa la disposizione emessa dal Giudice a definizione di una controversia; in altre parole l'espressione del giudizio. Anche questo non ha seguito una procedura lineare: per alcuni e' stato emesso e compilato a fine discussione altri hanno dovuto aspettare altri dibattimenti prima di vedere compilato il proprio.
Dulcis in fundo
Il mio ricorso e' stato accolto. Tra ore di lavoro perse, carburante, spese di parcheggio, le 132.600 lire risparmiate non basteranno a chiudere almeno in pari il bilancio di questa avventura. Come ciliegina alla fine dell'iter il Giudice mi chiede I dati relativi alla mia residenza, quando le dico che non risiedo a Roma mi dice che non posso non risiedere a Roma (!) Una volta accertato che risiedo ad Aprilia in provincia di Latina, il Giudice si alza esce dall'aula e va a chiedere informazioni sul come comportarsi in un'eventualita' tanto strana (?). Rientra, sostiene che allora dovro' chiamare qui in Via Teulada, per sapere quando il documento ufficiale sara' pronto per venirlo a ritirare. Fortunatamente l'alternativa domiciliazione di mio cognato, che non c'entra nulla pero' risiede a Roma, mi evita un'ulteriore angosciosa e costosa e inquinante trasferta fino alle pendici di Monte Mario: il documento verra' spedito a me presso il domicilio di mio cognato. Mi domando: ma che difficolta' c'era a spedirmelo ad Aprilia?
Lo spirito del Giudice di Pace
La dott.sa non ha certo colto lo spirito dell'Istituzione del Giudice di Pace che negli intenti dovrebbe avvicinare i cittadini alle istituzioni con approccio meno formale.
Qualcuno piu' di lei pero' e' colpevole dell'averci rovinato la giornata: sono i responsabili del coordinamento che insensibilmente non si preoccupano di rendere i servizi che gestiscono piu' accessibili, piu' chiari nelle procedure, fruibili dal normale cittadino senza che questi venga sopraffatto dalla prepotenza degli addetti ai lavori.
Finale
Uscito alle 14:00 dall'aula, vincitore ma angustiato, mi avvio deciso, al quinto piano, dove sono gli uffici del coordinamento; volevo esprimere il mio disappunto per quanto visto e vissuto poco prima, volevo arrabbiarmi con un qualche funzionario responsabile, chiedere spiegazioni sulla disattenzione verso il cittadino, la privacy e tutto il resto... trovo gli uffici, chiedo di parlare con il responsabile del coordinamento; una gentile impiegata che forse intuisce il mio turbamento mi spiega che tutti funzionari sono in pausa mensa e rientreranno alle 15:00... forse nell'altra palazzina un funzionario che fa un turno strano lo trovo... Va bene mi dico, vorra' dire che scrivero' alla Sig.ra D*** che se la memoria non mi inganna e' il nominativo che mi e' stato riferito quale responsabile del coordinamento. Ma perche' mentre le udienze sono ancora in corso (e lo sono normalmente in tali orari perche' pianificate cosi'), non c'e' un funzionario reperibile? Potrebbero fare i turni per la pausa pranzo.

Risposta ADUC
Le notifiche sono possibili solo nella zona di competenza dell'Ufficio: a questo non c'e' soluzione.
Per quanto riguarda il mancato funzionamento dell'Ufficio, sicuramente sara' opportuno presentare una segnalazione al Coordinatore dell'Ufficio medesimo.
In relazione all'esito del procedimento, tutto sommato e' stato fortunato: infatti, la notifica per avvenuta giacenza, e' legittima. Dopo la sentenza da lei citata, e' necessaria la doppia notifica (e solo se manca questa doppia notifica e' possibile contestare). Il problema, riguarda il dubbio se sia possibile avanzare la pretesa della doppia notifica anche in data antecedente alla sentenza (dipende dalle interpretazioni).
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