Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 dicembre 1999
Spett. Aduc,
ho appreso, dal colloquio con il mio medico, che esistono numerosi farmaci aventi identica composizione ma prezzo assai differente. Un esempio eclatante riguarda la nimesulide, farmaco antiinfiammatorio e dolorifico venduto con nomi commerciali quali Nimesil, Mesulid, Sulidamor, Aulin,...( piu’ almeno un'altra decina di nomi). Se si escludono il nome ed il colore della scatola, tutti questi prodotti hanno la stessa composizione (100 mg di nimesulide piu’ additivi, dolcificanti, aromi) e, giustamente, lo stesso bugiardino. Ma mentre il Sulidarmor costa 9000 lire, Nimesil costa circa il doppio, altri ancora di piu’. Allora, siccome il costo ricade sulle tasche di chi e’ costretto ad usare il farmaco, mi chiedo in base a quale criterio il medico possa essere libero di prescrivere indifferentemente un prodotto anziche’ l'altro, senza informare il paziente che ne esistono altri identici che costano molto meno. Inoltre ancora piu’ sorprendente e’ il fatto che esistono fasce per le quali il prodotto e’ a carico dello stato (non so se in tutto o in parte); pertanto la scelta di un prodotto anziche’ un altro, libera per il medico, ricade sulle tasche di noi cittadini. Mi chiedo se le vacanze premio dei medici, o pseudoconferenze alle Bahamas che dir si vogliano, siano una sorta di tangente per favorire un finanziamento scorretto di alcune case farmaceutiche approfittando della fiducia giustamente riposta da ciascun paziente nei confronti del proprio medico.
ho appreso, dal colloquio con il mio medico, che esistono numerosi farmaci aventi identica composizione ma prezzo assai differente. Un esempio eclatante riguarda la nimesulide, farmaco antiinfiammatorio e dolorifico venduto con nomi commerciali quali Nimesil, Mesulid, Sulidamor, Aulin,...( piu’ almeno un'altra decina di nomi). Se si escludono il nome ed il colore della scatola, tutti questi prodotti hanno la stessa composizione (100 mg di nimesulide piu’ additivi, dolcificanti, aromi) e, giustamente, lo stesso bugiardino. Ma mentre il Sulidarmor costa 9000 lire, Nimesil costa circa il doppio, altri ancora di piu’. Allora, siccome il costo ricade sulle tasche di chi e’ costretto ad usare il farmaco, mi chiedo in base a quale criterio il medico possa essere libero di prescrivere indifferentemente un prodotto anziche’ l'altro, senza informare il paziente che ne esistono altri identici che costano molto meno. Inoltre ancora piu’ sorprendente e’ il fatto che esistono fasce per le quali il prodotto e’ a carico dello stato (non so se in tutto o in parte); pertanto la scelta di un prodotto anziche’ un altro, libera per il medico, ricade sulle tasche di noi cittadini. Mi chiedo se le vacanze premio dei medici, o pseudoconferenze alle Bahamas che dir si vogliano, siano una sorta di tangente per favorire un finanziamento scorretto di alcune case farmaceutiche approfittando della fiducia giustamente riposta da ciascun paziente nei confronti del proprio medico.
Risposta ADUC
Non possiamo che concordare con lei circa l'eventualita' di scelte in qualche strano modo pilotate, anche se non dovrebbero esserci gli estremi -per i medici- di trarre vantaggi dall'acquisto di un medicinale invece che di un altro.
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