Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 novembre 2001
Subject: chi risponde per i call center?
Vittima della vecchia truffa Telecom del cambio di contratto senza mia richiesta, visto che le ultime bollette erano troppo basse perche` la societa` mi trovasse remunerativa, me la sono presa di brutto e avendo tempestato di mail con minacce di pubblica esposizione e vie legali ho ricevuto una mail di risposta e di scuse.
A firma Claudio. Anche la signorima alla quale avevo parlato sul 187 mi ha gentilmente detto il suo nome: Maria, come me.
Ma chi sono le varie Claudie Marie Francesche Moniche e Samante del call center? Nei servizi pubblici statali la controparte del cittadino ha un nome, un cognome un tesserino di riconoscimento e per tanto si assume la responsabilita` di quello che dice o scrive. Nelle societa` private o in quelle pubbliche che hanno subappaltato i vecchi servizi informazione o reclamo a societa` in conto terzi che si chiamano Call center, le fantasiose signorine o signori possono dire le piu` colossali falsita`, e mettere in piedi le piu` abbacinanti truffe senza essere minimamente toccati dalla responsabilita` in quanto eterei ed incorporei nomi senza cognomi che vagano su onde radio o sui fili del telefono.
Questo credo sia il risultato piu` importante della privatizzazione di ogni angolo di esistenza del cittadino: la deresponsabilizzazione dell'impresa. E infatti se per il pubblico esiste il TAR per il privato come si puo` chiedere di rendere conto delle bugie, delle affermazioni ingannevoli, delle notizie omesse, se a vantaggio degli utenti, espresse con ingenuo candore e forte accento dialettale (lombardo o emiliano spesso) di una Samanta o Debora o Clarissa? E` legale tutto questo?
Forse basterebbe che invece di "Pronto, sono Samantha" la legge imponesse alla compagnia di call center di far rispondere " Sono Samantha Rossi e rispondo a nome della ditta XY" e sui fili del telefono volerebbero forse meno imprese truffaldine o pubblicita` ingannevoli.
Vittima della vecchia truffa Telecom del cambio di contratto senza mia richiesta, visto che le ultime bollette erano troppo basse perche` la societa` mi trovasse remunerativa, me la sono presa di brutto e avendo tempestato di mail con minacce di pubblica esposizione e vie legali ho ricevuto una mail di risposta e di scuse.
A firma Claudio. Anche la signorima alla quale avevo parlato sul 187 mi ha gentilmente detto il suo nome: Maria, come me.
Ma chi sono le varie Claudie Marie Francesche Moniche e Samante del call center? Nei servizi pubblici statali la controparte del cittadino ha un nome, un cognome un tesserino di riconoscimento e per tanto si assume la responsabilita` di quello che dice o scrive. Nelle societa` private o in quelle pubbliche che hanno subappaltato i vecchi servizi informazione o reclamo a societa` in conto terzi che si chiamano Call center, le fantasiose signorine o signori possono dire le piu` colossali falsita`, e mettere in piedi le piu` abbacinanti truffe senza essere minimamente toccati dalla responsabilita` in quanto eterei ed incorporei nomi senza cognomi che vagano su onde radio o sui fili del telefono.
Questo credo sia il risultato piu` importante della privatizzazione di ogni angolo di esistenza del cittadino: la deresponsabilizzazione dell'impresa. E infatti se per il pubblico esiste il TAR per il privato come si puo` chiedere di rendere conto delle bugie, delle affermazioni ingannevoli, delle notizie omesse, se a vantaggio degli utenti, espresse con ingenuo candore e forte accento dialettale (lombardo o emiliano spesso) di una Samanta o Debora o Clarissa? E` legale tutto questo?
Forse basterebbe che invece di "Pronto, sono Samantha" la legge imponesse alla compagnia di call center di far rispondere " Sono Samantha Rossi e rispondo a nome della ditta XY" e sui fili del telefono volerebbero forse meno imprese truffaldine o pubblicita` ingannevoli.
Risposta ADUC
Concordiamo con le sue considerazioni, e proprio per questa e altre difficolta' di comunicazione, e' consigliabile inoltrare le contestazioni inviando una raccomandata A/R, e dettare il termine entro cui avere la disattivazione del servizio o per qualsiasi altra specifica richiesta, entro 15 giorni, e in difetto adire le vie legali (giudice di pace, in conciliazione).
Ma tenga comunque presente che il problema e' dimostrare quanto viene detto: in caso cio' fosse comprovabile, la Societa' ne risponde anche se a dirlo e' stata "Maria": ma se non puo' provare il contenuto del dialogo, neanche il cognome serve a legittimare piu' di tanto la contestazione.
Ma tenga comunque presente che il problema e' dimostrare quanto viene detto: in caso cio' fosse comprovabile, la Societa' ne risponde anche se a dirlo e' stata "Maria": ma se non puo' provare il contenuto del dialogo, neanche il cognome serve a legittimare piu' di tanto la contestazione.
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