Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

21 novembre 2001
Domanda 21 novembre 2001
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - tra breve mi trasferiro' nel comune di S. Pietro Clarenza in provincia un paese alle falde dell'Etna servito dall'acquedotto etneo oggi denominato acoset. a seguito di lamentele degli attuali abitanti del quartiere dove andro' a risiedere, ho effettuato il test per verificare il grado di durezza dell'acqua per poter scegliere il piu' idoneo sistema che consenta l'addolcimento dell'acqua per uso domestico. premetto che tale sistema avrebbe dovuto rimediare alla normale durezza delle acque che si attesta sui 14 gradi francesi. la mia sorpresa e' stata che, a seguito del test piu' volte effettuato, la durezza dell'acqua e' risultata di 140 gradi francesi. Tale durezza comportera' a detta dell'impresa alla quale mi solo rivolto un addolcitore sovradimensionato rispetto alle normali esigenze con costi di gestione elevati. mi hanno consigliato di effettuare la rigenerazione ogni due giorni e ad ogni ciclo si consumeranno 11 kg di sale per un consumo stimato quindi di 100 kg al mese. la domanda che pongo all'Aduc e': i dati di durezza riscontrati sono adeguati alle caratteristiche dell'acqua che gli acquedotti devono garantire come acqua potabile per uso domestico? E' possibile richiedere all'acquedotto di agire sull'erogazione per diminuire la durezza dell'acqua? Ribadisco che tale situazione comporta a noi utenti disagi legati alla continua manutenzione degli elettrodomestici e costi di gestione, per coloro che intendessero controllare la durezza dell'acqua, ben piu' elevati rispetto ad altri utenti della stesse rete idrica. gestione. faccio inoltre notare non in tutti paesi serviti dal consorzio si ha lo stesso problema poiche' diverse sono le fonti di approvvigionamento idriche utilizzate. grazie.

Risposta ADUC
La risposta sara' solo parziale: in primo luogo, occorre verificare se realmente l'acqua del vostro Comune sia definita come "potabile", in quanto la possibilita' di utilizzarla per le normali mansioni domestiche non comporta anche la possibilita' di utilizzarla a fini culinari.
Verificato questo, occorre rilevare -nel caso fosse dichiarata potabile- se il grado di durezza rientri o meno nei parametri consentiti (ed a questo fine, occorrera' contattare l'assessorato regionale competente, in quanto maggiormente ferrato sulle normative locali).
Se da quanto sopra dovessero rilevarsi delle irregolarita', potra' quantomeno essere eliminata la dizione di "potabile": mentre per quanto concerne il potenziale danno per gli elettrodomestici (vedi lavatrice, etc..) occorrera' che la gente della zona si costituisca in comitato per premere affinche' il Comune -coadiuvato dalla Regione- provveda ad eseguire degli interventi di bonifica (come ad esempio la costruzione di un depuratore).
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