Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 novembre 2001
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - Spett.le ADUC,
sono un campeggiatore e frequentatore del medesimo campeggio dal 1978. Mai uno screzio ne' con vicini ne' con i vari direttori che si sono succeduti. Nella stagione estiva 2001, all'interno del campeggil si sono verificate varie situazioni sgradevoli per i campeggiatori, quali la chiusura definitiva del ristorante interno (01.08.2001), la chiusura a singhiozzo del bar interno, e screzi vari con la direttrice per motivi piu' o meno gravi. I campeggiatori, stanchi della situazione craetasi, hanno indetto, in spiaggia libera, una assemblea, dove, oltre ad emergere tantissimi altri problemi, si e' deciso di eleggere un comitato di 6 persone, le quali dovevano presentare al piu' presto un documento scritto al Direttore Generale che gestisce il campeggio. Dopo un colloquio semi-amichevole, dove il Direttore ci ha chiaramente detto che non avrebbe assolutamente letto il documento consegnatogli ne tantomeno avrebbe firmato per ricevuta, senza nessun tono arrogante, neppure da parte sua, ce ne siamo tornati in campeggio, inviando per raccomandata con R.R. la lettera firmata dai 6 eletti. MORALE: a quella lettera nessuno ci ha mai risposto, ma, verso la meta' di ottobre, i 6 appartenenti il comitato, sono stati avvisati a mezzo lettera, del rifiuto da parte del Consiglio Direttivo, di rinnovargli il contratto stagionale per l'anno prossimo. Io facevo parte dei 6 del comitato. In seguito ho spedito una ulteriore raccomandata con R,R., dove chiedevo gentilmente un colloquio con Consilgio e col Direttore, per chiarire la incresciosa faccenda che si era venuta a creare: nessuna risposta.
Mi trovo quindi cacciato da un campeggio solo per avre messo a conoscenza della Direzione dei problemi che si erano verificati durante la stazione. Aggiungo che, nella lettera e' indicato chiaramente che, i sei firmatari erano eletti da oltre 130 campeggiatori, allegando alla lettera stessa le altrettanto firme e relativo n. box- Il campeggio e' gestito da ARCI-ACLI-ENDAS e non so da chi altro. Non so altro che dirVi, se non che, non sono dispiaciuto di quello che ho fatto, perche' ero convinto di aiutare, in buona fede, tantissimi campeggiatori che pur avendo pagato 10 mesi prima il contratto stagionale, si sono ritrovati senza servizi essenziali all'interno del campeggio, ma sono amareggiato per il comportamento non usuale in una democrazia, che pensavo esistesse in Italia. Non e' giusto trattare in questo modo clienti ventennali che non hanno mai creato alcun problema, e che hanno invece sempre collaborato con gli animatori per la buona riuscita di tante attivita', oppure per la pulizia della spiaggia libera, MA DI QUESTO NON SE NE TIENE CONTO.
Scusate per lo sfogo, ma mi dispiace lasciare tantissimi amici sia miei che dei miei figli.
RICHIESTA - Spett.le ADUC,
sono un campeggiatore e frequentatore del medesimo campeggio dal 1978. Mai uno screzio ne' con vicini ne' con i vari direttori che si sono succeduti. Nella stagione estiva 2001, all'interno del campeggil si sono verificate varie situazioni sgradevoli per i campeggiatori, quali la chiusura definitiva del ristorante interno (01.08.2001), la chiusura a singhiozzo del bar interno, e screzi vari con la direttrice per motivi piu' o meno gravi. I campeggiatori, stanchi della situazione craetasi, hanno indetto, in spiaggia libera, una assemblea, dove, oltre ad emergere tantissimi altri problemi, si e' deciso di eleggere un comitato di 6 persone, le quali dovevano presentare al piu' presto un documento scritto al Direttore Generale che gestisce il campeggio. Dopo un colloquio semi-amichevole, dove il Direttore ci ha chiaramente detto che non avrebbe assolutamente letto il documento consegnatogli ne tantomeno avrebbe firmato per ricevuta, senza nessun tono arrogante, neppure da parte sua, ce ne siamo tornati in campeggio, inviando per raccomandata con R.R. la lettera firmata dai 6 eletti. MORALE: a quella lettera nessuno ci ha mai risposto, ma, verso la meta' di ottobre, i 6 appartenenti il comitato, sono stati avvisati a mezzo lettera, del rifiuto da parte del Consiglio Direttivo, di rinnovargli il contratto stagionale per l'anno prossimo. Io facevo parte dei 6 del comitato. In seguito ho spedito una ulteriore raccomandata con R,R., dove chiedevo gentilmente un colloquio con Consilgio e col Direttore, per chiarire la incresciosa faccenda che si era venuta a creare: nessuna risposta.
Mi trovo quindi cacciato da un campeggio solo per avre messo a conoscenza della Direzione dei problemi che si erano verificati durante la stazione. Aggiungo che, nella lettera e' indicato chiaramente che, i sei firmatari erano eletti da oltre 130 campeggiatori, allegando alla lettera stessa le altrettanto firme e relativo n. box- Il campeggio e' gestito da ARCI-ACLI-ENDAS e non so da chi altro. Non so altro che dirVi, se non che, non sono dispiaciuto di quello che ho fatto, perche' ero convinto di aiutare, in buona fede, tantissimi campeggiatori che pur avendo pagato 10 mesi prima il contratto stagionale, si sono ritrovati senza servizi essenziali all'interno del campeggio, ma sono amareggiato per il comportamento non usuale in una democrazia, che pensavo esistesse in Italia. Non e' giusto trattare in questo modo clienti ventennali che non hanno mai creato alcun problema, e che hanno invece sempre collaborato con gli animatori per la buona riuscita di tante attivita', oppure per la pulizia della spiaggia libera, MA DI QUESTO NON SE NE TIENE CONTO.
Scusate per lo sfogo, ma mi dispiace lasciare tantissimi amici sia miei che dei miei figli.
Risposta ADUC
Se il contratto stipulato lo consente (e riteniamo che il recesso sia previsto a favore di entrambi) o se comunque e' previsto che il contratto debba rinnovarsi ogni anno, non ha possibilita' di contestare il diniego di rinnovo (salvo il conferire nuovamente con la Direzione): quello che potra' fare sara', da un lato segnalare il comportamento a Camera di Commercio ed Ente di Promozione Turistica del luogo, e dall'altro proseguire il contenzioso iniziato a seguito della violazione contrattuale di controparte, appurando prima i termini delle effettive condizioni contrattuali (come primo passo, puo' rivolgersi al giudice di pace).
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