Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

15 novembre 2001
Domanda 15 novembre 2001
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - Buongiorno, vi scrivo per richiedere un consiglio riguardo una questione con il mio vicino di casa che a mio parere utilizza le istituzioni, ricattandole, a suo vantaggio. Per arrivare a casa mia transito su una strada privata che passa davanti al mio attuale vicino di casa. Circa 18 anni or sono si e' provveduto ad opere di sistemazione di questa strada, con regolare permesso, e il muro di confine della strada e' stato arretrato di cira 50cm in accordo verbale con il precedente vicino di casa. Due giorni fa' veniamo chiamati dal geometra dell'attuale vicino, che ci informa di una denuncia da lui ricevuta che lo obbliga ad abbattere il muro sul suo confine e rifarlo, tra l'altro a nostre spese, nella posizione originale, tra l'altro non dimostrabile, impedendoci il passaggio o comunque limitandolo di molto, ma, che sarebbe disposto a non procedere in cambio di un pezzo di terra sull'altro lato della sua proprieta'. Dopo una tempestiva verifica in comune e' risultato che la denuncia e' a nome della sua convivente, ma che, cio nonostante, il comune e' obbligato a procedere e a fargli spostare il muro nonostante cio' limiti o addirittura impedisca poi l'agevole passaggio sulla strada. E' possibile che il comune ricattato da una auto-denuncia chiaramente fasulla possa ordinare delle azioni che ledono chiaramente i miei diritti? E' forse influente il fatto che l'attuale avvocato conciliatore del comune e' anche avvocato e parente del mio vicino?
Ho un appuntamento con il mio architetto ma mi piacerebbe avere il vostro parere e consiglio. ringrazio con anticipo

Risposta ADUC
Se lo spostamento del muro e' a suo tempo avvenuto illegittimamente, lei non ha diritti lesi. Solo in caso fosse decorso il termine di 20 anni, la situazione irregolare sarebbe stata sanata.
In caso invece la concessione comunale prevedesse esplicitamente la effettiva posizione del muro ricostruito, detta concessione sarebbe valida salvi i diritti dei terzi (che dovrebbero essere valutati situazione per situazione). Nel caso specifico pero', e' nei confronti di se stesso che chi ha eseguito l'intervento ha agito. Questa denuncia non e' di per se' contestabile: quello che e' invece possibile e' -indipendentemente dalla posizione del proprietario- che avverso l'ingiunzione comunale di demolizione e ricostruzione i portatori di interessi legittimi -come lei- possano proporre opposizione entro 60gg. al Tar: occorre pero' consultarsi con un amministrativista per definire le effettive possibilita' e la convenienza di una simile iniziativa.
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