Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

9 novembre 2001
Domanda 9 novembre 2001
Subject: dilatazione importo ticket sanitari
Oggetto: modalita' di applicazione dei ticket per prestazioni specialistiche.
Signor Manager, ricordo che cosi' furono chiamati i direttori delle ASL perche' dovevano essere capaci di risolvere problemi gestionali di ogni tipo, le rappresento una questione di iniquita' nel calcolo dei ticket sanitari per le analisi cliniche di laboratorio.
Sono un Cittadino Italiano iscritto al servizio sanitario nazionale senza godere di esenzioni di alcun tipo. Ho avuto raramente bisogno dei servizi sanitari ma recentemente, in due occasioni il 12.09.01 ed il 29.10.01, ho avuto necessita' di effettuare una serie di analisi di laboratorio che il medico di base mi aveva prescritto su apposita modulistica. Mi rivolsi al laboratorio del dott. Tringali che nella mia zona ha fama di grande competenza ed alta professionalita'.
A conti fatti ho constatato che, in entrambe le circostanze, l'importo preteso dall'istituto I.R.M.A., per la quota a mio carico doveva essere inferiore. Tali differenze deriverebbero da fattori cui nessuno appare interessato, sicuramente non dipendenti dalla mia volonta'. Mi hanno spiegato che il medico ha utilizzato due moduli di ricettario perche' non e' consentito prescrivere piu' di otto esami su ogni ricetta. Il ticket e' stato poi calcolato in funzione della loro distribuzione nelle due ricette, ma poteva portare a risultati diversi al variare dell'ordine della prescrizione.
Il 12 settembre ho pagato la somma di 140.000 lire che e' l'importo massimo del ticket per ogni ricetta. Avrei invece potuto pagare la somma di £110.600 cosi' calcolata, £70.000 di ticket per gli otto esami piu' costosi e £40.600 per tutti gli altri.
Il 29 ottobre, sempre due ricette ma la quota a mio carico e' stata ancor piu' onerosa della somma dei due ticket. Ben 167.400 lire cosi' distribuiti, £70.000 (importo ticket, gia' pagato) + £97.400 (per esami a pagamento da versare al ritiro dei risultati e ad esami eseguiti). In questo caso l'importo complessivo supera la somma massima dei due ticket benche' tutti gli esami delle due ricette rientrerebbero fra quelli da eseguirsi in regime di convenzione con il SSN, per come ho appreso sia dal medico che dal laboratorio.
L'analisi dei dati sopra esposta porterebbe a concludere che l'importo dei ticket sanitari e' determinato dalla casualita' nella sequenza delle prescrizioni. Questo, pero', non e' ancora sufficiente a spiegare l'importo degli esami del 29 ottobre. Il mio medico sara' stato disattento all'atto della prescrizione, probabilmente poco informato sui costi delle analisi. Certamente non posso accettare il principio secondo il quale sia il caso a determinare l'importo a carico dell'assistito, come non posso credere che l'ASL affidi allo stesso "caso" procedure amministrative che comportano questioni economiche di interesse cosi' diffuso e rilevante.
Faccio quindi appello al suo ruolo istituzionale affinche' mi chiarisca, ai sensi delle norme in materia di accesso e trasparenza dettate dalla legge 241/90, gli esatti termini del problema rappresentato nei due casi esposti. Allo stesso titolo, anche ai fini de una eventuale azione di rivalsa, sono interessato a conoscere:
* quali sono le cause hanno determinato le maggiorazione dei ticket;
* quali dovevano essere gli importi minimi a mio carico;
* a chi sono ascrivibili le responsabilita' di tali differenze;
* quali procedure sono previste per consentirmi di recuperare l'eccedenza pagata;
Per ogni buon fine allego copia delle fatture del 12.09 e del 29.10; copia del prospetto di spesa che dovrei versare a saldo nella ipotesi che tutti gli esami saranno eseguiti.
Alle associazioni, che ho voluto coinvolgere nella questione per la rilevanza sociale del caso, chiedo la necessaria attenzione ed una attenta valutazione delle risposte che l'Azienda vorra' inviare anche a loro.
Resto in attesa cortese cenno di riscontro.

Risposta ADUC
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