Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 novembre 2001
Domanda 4 novembre 2001
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - Oggetto: ODONTOIATRA, persona scrupolosa o avida?; richiesta di informazioni ed intervento di tutela.
A seguito dei traumi subiti a causa di un incidente stradale ho avuto bisogno di recarmi in uno studio odontoiatrico di Pordenone.
Per le attivita' diagnostiche del medico legale, da me distintamente e successivamente incaricato, ho assoluto bisogno di tutti i referti diagnostici eseguiti dallo studio odontoiatrico e per questo e' stato lo stesso medico legale (docente universitario a PD) a farne richiesta al collega Dentista che pero' non vuole darmi la documentazione da Lui eseguita (radiografie, diapositive, foto ecc..) determinando con cio' un problematico ostacolo che ritarda l'effettuazione di altre visite o terapie e soprattutto non mi permette di assumere ponderatamente le decisioni essenziali per il consenso informato di cui all'art. 32 del Codice di Deontologia medica, con evidenti responsabilita' (artt. 13 e 32 - 2 c. della Costituzione) per il medico. Dopo circa 45gg. di reiterati Ns. richieste e Suoi rinvii, da ultimo, lunedi' (26/10/2001) il dentista mi ha detto che solo dopo che avro' completamente pagato il suo onorario lui mi fara' la fattura e dopo potro' ottenere il possesso della documentazione medica. Preciso che sono all'inizio della terapia e che per l'attuazione di tutto il piano di cure occorreranno almeno altri 6 ÷ 8 mesi circa e che al momento il grado d'avanzamento e' solo dell'ordine del " 4 (5% circa del totale preventivato!!. Ho chiesto che mi venga consegnato e/o inviato il conteggio analitico delle somme richieste ma il dentista non intende emettere un avviso di fattura ed a seguito della mia insistenza si e' limitato a comunicarmi verbalmente l'importo complessivo richiesto per questa fase iniziale. Ho insistito nuovamente per avere un "foglio scritto" con l'indicazione delle cifre di ogni attivita' svolta, ma quello che ho potuto ottenere e' stato solo un minuscolo (anonimo) fogliettino di appunti scritti da una impiegata a matita! e non sottoscritto dal Medico odontoiatra titolare dello studio. Con mia enorme sorpresa mi sono visto richiedere il pagamento di L. 100.000 per una "visita" che si riferisce invece alla seduta preliminare in occasione della quale mi ha solo guardato in bocca, non ha fatto nessuna referto scritto, e mi ha fissato l'appuntamento per dare inizio alle attivita' diagnostiche e di preparazione alla terapia riabilitativa. Inoltre nel conto esibitomi, in quel modo informale, rilevo che mi viene chiesto il pagamento di N. 2 (x 300.000 L./cad.) documenti che Lui chiama "relazioni mediche" ma che di fatto non esistono perche' gli unici fogli che ho ricevuto sono esplicitamente intitolati "preventivo di spesa per..."; in particolare c'e' da sottolineare che le versioni, di tali preventivi, che si sono succedute in circa due mesi e sempre per aggiornare l'edizione precedente, sono state fatte non so' se per aggiornare le indicazioni di cura, rettificare errori o per ripensamenti, ma di certo per integrare la versione precedente incrementando la spesa da 25 a 35 ed infine a 39 milioni. Poiche' il preventivo di spesa (a) con il piano di trattamento (b) devono far parte integrante del consenso informato e dell'autorizzazione non trovo che sia consentito richiedere il pagamento di tali atti propedeutici necessari per una corretta informazione del paziente.
Le mie domande sono queste:
1) e' da pagare la visita iniziale, che prelude allo svolgimento delle attivita' odontotecniche?
2) Sono da pagare i preventivi di spesa, per di piu' rettificati dallo stesso medico, che devono confluire nel consenso informato?
3) Puo' il Dentista esercitare la ritenzione della documentazione medica subordinandone il rilascio al totale pagamento anche di altre attivita', indipendenti da quelle diagnostiche?
4) Mi puo' essere richiesto di firmare un "consenso informato" nel quale manchino il preventivo di spesa (a) ed il piano di trattamento (b) ?
5) Il medico ha precisato che il preventivo di spesa (a) costituisce piano di trattamento (b) ! Una tale affermazione mi meraviglia; e' vero che "a = b "?
Attendo un Vs. rapido riscontro e chiarimento del quale Vi ringrazio.
Cordiali saluti.
P.S.: Una E-Mail come questa e' stata inviata, il 01.11.2001, anche a www.cittadinanzattiva.it Il giorno che mi sono mosso per cercare e contattare associazioni come la Vs. e alla quale ci sono arrivato un po' dopo.

Risposta ADUC
Premesso che i preventivi possono essere a pagamento e che per ogni incontro e' effettivamente previsto che venga versato un corrispettivo (salvo che il medico decida diversamente) , non e' chiara la correlazione tra la cura e la necessita' che un medico legale terzo debba acquisire analisi effettuate dal suo medico.
Perche' queste possano essere messe a disposizione, infatti, occorrera' che si tratti non di reperti informalmente eseguiti dal tecnico per l'esecuzione del lavoro, ma di rilievi specifici, di cui le verra' rimesso il pagamento.
Per cio' che concerne l'identificabilita' di a e b, in realta' dipende da che cosa sia specificamente scritto: l'uno potrebbe sostituire l'altro, oppure possono essere complementari. Non e' tanto il nome che caratterizza l'atto, quanto l'effettivo contenuto. In linea di massima, sono comunque due operazioni distinte.
Stesso dicasi del consenso informato. Qual'e' il contenuto? Esso non dovrebbe comprendere anche il preventivo, ad ogni modo nulla toglie che possa essere inserito.
Riteniamo comunque errato (ed e' questa la parte piu' significativa) anche se comprensibile da parte del medico, subordinare il rilascio degli esami al pagamento dell'intero: questo, nel caso in cui si trattasse di operazioni distinte.
Se invece essi costituissero elemento sussidiario della terapia, non avendo valenza propria, allora avrebbe ragione il medico a pretendere il pagamento dell'intero.
Da come ha prospettato la richiesta del medico, pero', ci pare che in realta' gli esami possano costituire parte a se' o che comunque la situazione non sia cosi' delineata da inibire la liceita' di una richiesta in tal senso. Si consiglia pertanto di effettuare una richiesta tramite raccomandata A/R, specificando di essere disposto al pagamento degli esami, ma avvisando della necessita' di ottenerli immediatamente ai fini di una diversa perizia medica, in cui costituiscano il quadro che dimostri la situazione nello specifico momento in cui e' stata eseguita.
Confermando che la presente richiesta non costituisce recesso dal contratto originario -che si impegna a concludere regolarmente- ma si tratta di una richiesta disgiunta.
Indichi un termine entro cui provvedere, con l'avviso che in difetto adira' le vie legali.
In caso ci fosero ancora problemi, potra' rivolgersi al giudice di pace.
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